Pensiero ricorrente, prima che mi dimentico
No, non hai proprio capito niente.
Il tuo atteggiamento nei miei confronti è così da ben prima del fatto dell'autobus. Anche dei fiori e delle lettere.
Conseguenza di questo atteggiamento è che io ho iniziato a sentirmi in colpa per il semplice fatto di esistere, mi sono sentito sbagliato, mi sono annullato.
Ci ho messo 2 mesi a prendere coraggio e presentarmi proprio a quella fermata (entro a lavoro alle 8.30, vado col bus, il tragitto è quello) perché cmq l'ansia mi stava distruggendo. Tanto valeva vedere con gli occhi, provare a capire se era tutto nella mia testa o era effettivamente così.
Niente.. con quella "scenata da pazza" mi hai dato la mazzata finale.
Ora, dopo mesi di psicoterapia, forse mi riconsidero degno di esistere su questo pianeta...
Certo che, dopo (ho perso il conto) mesi, sentire che una tua amica molto stretta a una cena dove, ahimè, era presente anche una mia amica (che non conosci); io vengo ancora descritto come uno "stalker che mi seguiva sull'autobus" di certo non aiuta...
Guarda che è una accusa... grave.
Dove sono le prove? Lo puoi dimostrare?
E' un tuo pensiero, tienitelo per te... o scrivilo in un blog come faccio io.
Comodo così, mi hai tolto qualsiasi possibilità di difesa, non posso scrivere, chiedere, manco guardare, non posso parlare con nessuno perché ti da fastidio tutto. Io non ti nomino mai con nessuno che ti conosce (e una ce la ho sotto casa!).
Delle altre cose che mi sono state riferite non mi importa, è il tuo modo di raccontarla comoda e giustificarti... forse con te stessa.

















