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@thomasguiducci
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Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
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Note: This photo series contains lots of nudity. You've been warned.It wasn't the title "100 Naked Women" that caught our attention, though it is effective. It was the aesthetic of the photos -- glossy and real, glamorous and gnarly, se...
Road to nowhere! #road #nowhere #nonluoghi #venaria #reggia #bw #black #white #girls #people #silhouette #light #sun #fineart #bianco #nero #strada #igtorino (presso Palace of Venaria)
L'amico della pioggia.
Oggi ho deciso di essere amico della pioggia. Ci sono giorni in cui non la sopporto, mi entra nelle ossa, mi rende cupo. Non oggi. Oggi mi lava di dosso un po' di blues mentre spacco la legna. Mi cola dal cappello e mi bagna l'incerata. La vedo cadere attraverso il fiato caldo che si trasforma in fumo, come se con quel fumo se ne andassero un po' di tormenti. Devo solo stare attento a stringere bene l'accetta perché non mi scivoli. Un cornacchia mi guarda con aria di superiorità. Come biasimarla. Anche la legna, umida, è più morbida e si lascia squarciare più facilmente; poi sarà più laborioso farla asciugare e bruciare, bisognerà tenerla vicina al fuoco per un po', ma anche quello forse sarà taumaturgico.
Oggi ho deciso di essere amico della pioggia.

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Zio Neil, Cortez The Killer, il diluvio universale e l'amore.
Disegno di Thomas Guiducci ©
Sono stato davvero indeciso fino all'ultimo se scrivere qualcosa sul concerto di Neil Young a Barolo. Poi ho deciso che due righe dovevo buttarle giù.
Quando ho saputo che Neil Young sarebbe venuto nuovamente in Italia, al Collisioni Festival, dopo il tour dell'anno passato (che - cazzo - mi ero perso) ho deciso che dovevo esserci, che forse avrebbe potuto essere una delle ultime possibilità di vederlo dal vivo, per cui mi sono messo in attesa come uno scemo davanti al computer per essere sicuro di assicurarmi i biglietti. Come in una sorta di apertura virtuale dei cancelli, ricaricavo la pagina di TicketOne in continuazione per vedere se i tickets fossero già disponibili.
Click!
Carta di credito.
Biglietti.
Neil Young,
Dico, Neil Young.
L'emozione, nei mesi, si è un po' dissipata…era dicembre, il concerto sarebbe stato a luglio…però poi luglio è arrivato.
Giornata di lavoro pesante, mille commissioni, casa ancora piena di scatoloni post trasloco traumatico e cervello fumante (come mi capita spesso ultimamente)…partenza per Barolo con moglie e qualche amico.
Arriviamo piuttosto tardi ma, visto che la piazza era già abbastanza piena e non saremmo riusciti ad arrivare sotto il palco, decidiamo di mangiare qualcosa in un ristorantino a pochi metri.
Cena veloce, dolcetto (il vino), caffè e poi scendiamo in piazza.
Giusto in tempo per un diluvio. Confesso che ero quasi felice. Grazie a quel diluvio molta gente è andata a ripararsi ed abbiamo potuto avvicinarci al palco.
Del concerto non so cosa dire. Molti sono rimasti delusi dalla scaletta, altri avrebbero voluto di più.
Io volevo Cortez! Solo quello.
Una delle mie canzoni preferite di tutti i tempi. Uno dei miei artisti preferiti di tutti i tempi.
Non la suona spesso ma sentivo che sarebbe potuta arrivare, il diluvio mi è sembrato quasi un segno, ero lì, emozionato e trepidante.
Poi, ad un certo punto, è successo. Una nota. Sola. La leva del bisgby che si muove e la magia, quella vera, che comincia. Ho urlato, come un cretino, poi man mano che il pezzo prendeva forma ho iniziato ad avere i brividi, le lacrime che spingevano. Le ho tenute lì, per un po'. 10 minuti, 12, non lo so più, poi hanno deciso che non potevo più imprigionarle. Non so nemmeno più quali pezzi fossero in scaletta, cancellati. Tutti.
Se volete un report del concerto ce ne sono a bizzeffe. Non qui.
Quella canzone ha cancellato qualsiasi altra cosa dalla mia mente.
Non so nemmeno come sia stato il concerto, so solo che quello era il motivo per cui ero lì. Lui lo ha onorato e questa emozione mi rimarrà per tutta la vita, ne sono certo e non posso far altro che ringraziarlo per questo; un diluvio universale che mi ha lavato l'anima in pochi minuti ben più del diluvio reale. Un signore di quasi settant'anni che sul palco porta un cuore ed un'energia da ragazzino.
Una sola parola mi viene in mente.
Amore. Amore per la musica. Amore per la terra, per i popoli che la abitano, quell'amore che purtroppo [retorica mode ON] non è in grado di cancellare guerre ed ingiustizie. Credo fosse questo il suo messaggio. Era questo, almeno, che io percepivo in ogni nota. Amore. Ed è questo che dovrebbe guidare tutto.
Il video guardatelo voi. Io se lo faccio piango ancora.
Publisher Kehrer Verlag has just released Kodak City by Swiss photographer Catherine Leutenegger with texts by A. D. Coleman, Catherine Leutenegger, Joerg Bader, and Urs Stahel. The project not only examines "a city once central to photography but now marginalized and adrift", but also considers the economic ramifications affecting the city of Rochester. Catherine will…
Splendido reportage sulla città della Kodak, in declino in maniera direttamente proporzionale a quello della storica industria fotografica.
•
Awesome photo-work about Rochester, the Kodak Town.
Il 9 maggio Toni Thorimbert, uno dei più grandi ritrattisti italiani, con il suo workshop estremo One Shot arriva allo IED di Torino. Ci sei tu, c'è la modella, e hai un solo scatto a disposizione. È un'esperienza che c'entra con la fotografia, ma anche con i propri limiti. Il racconto di un partecipante (mica tanto) in incognito
http://cinismoilustrado.com
La stessa immagine disegnata da occhi differenti.
Questa sera ho deciso di portare le mie figlie in spiaggia al tramonto e di provare tutti assieme a disegnare lo stesso panorama per vedere le differenze di "visione" tra adulti e bambini.
Ecco il risultato:
PANORAMA REALE
DISEGNO THOMAS (io, anni 39)
DISEGNO GRETA (9 anni)
DISEGNO GIADA (5 anni)
Divertente no?

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#missouri #corn cob #pipe. Two are better than one. #bfolklife
Sky and Sand
Nuovi granelli aggiunti alla mia collezione di sabbia.
David, Kurt e la dimensione parallela.
img © Nicholas Redfunkovich
Gli artisti veri (per quanto io non ami questa parola non riesco a trovare un sinonimo adeguato), quelli che lasciano il segno, seguono parabole differenti rispetto al resto delle persone che abitano questo mondo. Loro nascono, ma non muoiono. Mai. Piuttosto vivono in altri luoghi, tempi e spazi, siano essi luoghi della mente, del cuore, dei sensi.
20 anni fa la parabola di Kurt Cobain subiva un brusco cambiamento di rotta.
Oggi, 5 Aprile, tutti lo ricordano in maniera più o meno sentita, pubblicando video, foto e citazioni varie; ci sono articoli molto belli (come quello dell'amica Marta sul suo blog La McMusa) ed altri a dir poco di cattivo gusto; io ho deciso di rendere omaggio al leader dei Nirvana tramite una libera ed inusuale interpretazione di una canzone non sua (una canzone per me meravigliosa ed importantissima perché mi ha portato ad amare di nuovo la loro musica dopo un lungo periodo di allontanamento e perché, a mio avviso e col senno di poi, offre spunti di riflessione a tratti inquietanti).
Potrà sembrare paradossale e sintomo di una sanità mentale traballante ma io - in una sorta di inversione spazio/temporale - mi immagino David Bowie, ora, intento a salire le scale che conducono ad una dimensione parallela (chi altri se non lui potrebbe mai accedervi?). A metà strada, all'improvviso, l'incontro con Kurt. Bowie, stupito, gli stringe la mano.
I due incrociano lo sguardo per un attimo, si scambiano poche parole e quindi proseguono il loro cammino, ognuno per la propria strada.
Bowie ci racconta poi l'accaduto così (libera traduzione del testo originale):
D.
Passammo sulle scale, parlammo di questo e quello Malgrado io non vivessi lì, lui disse che ero suo amico il che mi sorprese abbastanza, parlai ai suoi occhi: "Pensavo che tu fossi morto in solitudine, molto molto tempo fa." K. "Oh no, non io, io non ho mai perso il controllo. Sei di fronte all'uomo che ha venduto il mondo." D. Ho riso, gli ho stretto la mano, ed ho ripreso la strada di casa. Ho cercato nuove forme e nuovi mondi, per anni ed anni ho vagato. Ho guardato e riguardato fissamente tutti i milioni che ci sono qui. Probabilmente siamo morti da soli, moltissimo tempo fa. Chi lo sa? Certamente non io Non abbiamo mai perso il controllo Siete faccia a faccia con l'uomo che ha venduto il mondo.
David torna a galleggiare a modo suo, seduto in una grande lattina che vaga nel cosmo; Kurt nel frattempo sorride, pensando che un giorno, forse, potrebbe essere bello cantare quella canzone…
Sicuramente c'è del gusto…cattivo, ma del gusto! Confesso che qualcuna mi piace pure!

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Me, #diCaprio, #money & #power! #bfolklife!
Un video e un progetto per raccontare e condividere le difficoltà lavorative che i giovani creativi (e non solo) devono affrontare ogni giorno in Italia, tra ignoranza e sfruttamento