@ corpi urbani / urban bodies
“non mi muovo più…” , KOINÈ GENOVA
Koiné Genova – le persone sorridevano, qualche risata ad alta voce, per quella storia del caffè
Ci si può ancora innamorare così spesso di questo Paese?
Si, se ancora ci sono persone in grado di far r/esistere la Bellezza.
Corpi Urbani appena finito Koinè Genova molto intenso e sovrapposto a un luogo come questo ex manicomio…. Significa molto di più…. Ancora urla nei corridoi….
guardi entomo ea&ae…e non puoi non pensare che quei gesti da insetto, questi occhi che ruotano all’indietro, questi scatti, questi spasmi, hanno già abitato questi luoghi, senza essere danzati.
Mi ha molto colpito questo modo di danzare, soprattutto quando la musica si interrompeva e si poteva ascoltare il respiro affannoso, lo strusciare delle scarpe per terra, insomma i vari rumori di un corpo che si muove.
Come intorno a tante piccole arene di un teatro antico, si assiste a lotte corpo a corpo senza tempo, senza vincitori né vinti. Forse si raccontano storie d’amore e d’odio, di incontri e scontri, di chi vuole stare insieme, ma non sempre ci riesce, di chi cerca di allontanarsi, ma viene trattenuto, di chi vuole restare, ma viene scacciato…E tanto altro ancora..
Corpi Urbani 2014 a Palazzo Ducale
Bella la mia prima esperienza di spettatore di uno spettacolo di danza
contemporanea!
Ho percepito in pieno la possibilità di associare liberamente alla performance
degli artisti la propria libera interpretazione del significato di quanto i
danzatori esprimono e vogliono comunicare. Questo è l’apetto che di più mi ha
interessato.
E non ho potuto fare a menro di confrontare tutto ciò con la danza classica
che tutto ti può dare tranne questo senso di libertà e di ricerca personale.
Nella serata a Palazzo Ducale ho visto prima la nascita dell’essere umano e
della sua unicità e intelligenza dal magma indistinto della materia bruta. I
movimenti della danzatrice che da incerti e abbozzati si fanno sempre più
decisi mi hanno ricordato la nascita di un puledro. Bravissima mi rimarrà
impressa per sempre .
Poi la coppia chiamata a sostituire una compagnia imoossibilitata a
partecipare al programma. Tecnicamente meno bravi hanno però ben rappresentato
quello che a me è sembrata la narrazione della storia di un rapporto difficile.
Con il maschio possessivo e fragile e una donna che deve lottare con l’altro e
con se stessa per poi trovare la forza di rompere il rapporto e fuggire.
Manfredi Perego, il terzo danzatore, il più applaudito, è stato bravissimo a
rappresentare quella che a me è sembrata la storia dell’evoluzione di una vita
nel mondo attuale caotico e dal ritmo forsennato che porta il protagonista fino
alla malattia e alla sua lotta per guarire e tornare infine più forte .
Troppo scriptico il messaggio dell’ultima compagnia in programma: Ho solo
apprezzato la bravura e l’impegno ma non ho vissuto particolari emozioni.
Infine un grazie e complimenti a Giulia Repetto per il suo progetto che
dovrebbe essere una costante in tutte le manifestazioni artistiche per dare al
pubblico la possibilità di un vero coinvolgimento e di partecipazione attiva.
All’inizio non capisci cosa sta per accadere; due corpi vestiti interamente di nero si nascondono sotto una “coperta” di riquadri di alluminio. I primi movimenti già coinvolgono: pensi a draghi preistorici, ad esseri extraterrestri. Sotto la “coperta” sembra in atto una lotta, accentuata dal rumore del metallo che si strofina, un riquadro sull’altro. Poi si fa strada l’immagine della nascita, prima lenta, sofferta, incerta, con l’altra parte ancora oscurata dal metallo. Poi alla fine, quando finalmente la figura si erge e riesce a stabilizzare la posizione eretta, quando l’altro cerca ancora di colpirla, forse pensi al bene che trionfa sul male.
Manfredi Perego: molto apprezzata la tecnica, la sinuosità del movimento, sempre coordinato al massimo, quando c’è, con la musica.
La Veronal in Moscow non mi ha lasciato emozioni, al contrario delle due precedenti.
Piccole annotazioni sull’organizzazione: il doversi sedere per terra non ha certamente facilitato persone neanche troppo vecchie come la sottoscritta, anche se capisco che per il luogo in cui si è svolta sarebbe stato difficile prevedere delle sedie. Troppi fotografi improvvisati che distraevano e, soprattutto, la male ducazione di spettatori che continuavano a manipolare i cellulari che con la loro luminescenza non permettevano la concentrazione sulle performance. Nel complesso ho molto gradito.
L’ evoluzione nel silenzio di Manfredi Perego in mezzo al rumore dei bar…
una lotta pesante ma onesta che alla fine porta a noi lo sguardo pieno di un uomo che ha fatto un VIAGGIO.
stratosferico Manfredi e grazie
che dire… Per me Corpi Urbani e’ divertente e giocoso, lirico e coraggioso, intenso e senza paura…esplosivo, intimo, elegante e stimolante…
Un mix di scambi ed incontri energetici brevi ma intensi , il tutto solo in una settimana.
Posso dire che mi sono emozionata ed innamorata di ogni artista e collega di questa settimana.
Una bellissima opportunità di vita e di rinascita.