Il profumo.
Poi il colore.
Tanto verde.
E un fiore.
Poi un bombo.
Incurante e indaffarato.
E l’urgenza allegra di una ranetta.
Cerchi di pioggia su ninfee imperlate di cielo.
Del vento il respiro tra le campanelle.
Lo sfiorarsi delle foglie.
La lingua lentissima degli alberi.
Il viaggio delle nuvole.
Ombra e luce.
Terra e acqua.
Niente è più singolo.
Nulla è più soltanto proprio.
E all’improvviso tutto smette di essere soltanto se stesso.
Ogni cosa sembra sapere come stare accanto alle altre.
Mi perdo.
E mi ritrovo.
L’armonia è forse questo?
Credo profumi di terra bagnata e miele.










