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La cosa che mi convince di più su Cesare Battisti l’ha scritta Michele Smargiassi ieri su FB. “La danza tribale attorno a una preda umilia la nostra dignità”. Stanno danzando praticamente tutti, per un minmo di patetica visibilità.
via massimo mantellini
fra i peggio annovero quelli che “Grande notizia-Bravi tutti … ma questo e quello” non tanto per ciò che scrivono, ma perché fanno la danza tribale per mettersi in mostra dicendo cose altre, che nemmeno c’entrano con l’arresto.
In questa schiera di vigliacchi c’è una larga maggioranza di giornalisti o addetti all’editoria.
Un mese fa la bara di Antonio Megalizzi, giornalista ucciso nell’attentato di Strasburgo, arrivava a Ciampino accolto dalla famiglia, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla foglia di fico fatta a ministro, Riccardo Fraccaro (cura i rapporti con il Parlamento, poco più della segretaria di Fico).
Ieri a sbavare e schiumare di feroce allegria a Ciampino c’era il vicepremier ministro dell’Inferno, il degno compare marionetta alla Giustizia, una marea di vertici di polizia carabinieri servizisegreti finanza servizi occulti e chi ne ha ancora li aggiunga, con una selva di telecamere e microfoni degna di un cinegiornale Luce.
Stemmerde.
Jerrycana’ (from Spinoza) : uno de nosotros.

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Pawel Adamowicz, un popolare politico polacco, sindaco della città di Gdansk da più di 20 anni, è stato accoltellato domenica sera durante un evento di beneficenza ed è in condizioni serie. L'aggressore, un 27enne da poco uscito di prigione, ha detto di volersi vendicare per essere stato ingiustamente incarcerato
Avete presente che aria tira in Italia? In Polonia è pure peggio.
Gdansk = Danzica
:) scusa ma mica tutti lo sanno
Purtroppo non ce l’ha fatta, è morto dopo 5 ore di intervento.
🧨1️⃣0️⃣0️⃣, link in bio 👆 e qui 👉 http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/12/28/news/dal-governo-all-opposizione-ecco-le-100-peggiori-dichiarazioni-politiche-del-2018-1.330023 - @espressosettimanale https://www.instagram.com/p/BsC-mjYgZDS/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1bzxvgg055w27
Cornelia I. Toelgyes è vicedirettrice del quotidiano online Africa ExPress e collabora a “Dossier Libia. Abusi e violazioni sull'altra sp
L’inferno dei rifugiati” ecco come ha definito Jean-Claude Juncker i lager libici. E anche il ministero degli Esteri tedesco ha paragonato questi centri di detenzione a campi di concentramento. Malgrado ciò, l’Unione Europea continua a intensificare la sua collaborazione con la Libia.
Secondo Andrej Hunko, parlamentare tedesco per il partito Die Linke, entro quest’anno la Libia dovrebbe essere collegata alla rete di controllo eurosur “Seahorse”, che invierà i dati in diretta alla centrale di Frontex a Varsavia, per contrastare la migrazione “illegale”, un controllo diretto sui trafficanti di esseri umani, droga e quant’altro. In questo modo la guardia costiera del Paese arabo dovrebbe ricevere in tempo reale le coordinate dei barconi con a bordo i migranti. Intanto è ancora allo studio la parte giuridica che legittimerà così i libici ad intervenire.
A fine novembre, inoltre, è terminato un corso di addestramento nell’ambito dell’Operazione Eunavformed-Sophia alla Maddalena per sessantaquattro militari della marina militare libica, in particolare della guardia costiera. I partecipanti (ufficiali e sottufficiali) hanno ricevuto anche lezioni di primo soccorso, di diritto umanitario e sugli aspetti di genere (gender). Un training volto ad acquisire conoscenze a bordo delle motovedette cedute dall’Italia. Anche i quattro Paesi di Visegrad, per contrastare il flusso migratorio, si sono allineati alla politica di Roma e, meno di un mese fa, hanno stanziato trentacinque milioni di euro e acquistato quattro natanti nuovi da regalare alla Libia.
naufragio di migranti nel Mediterraneo centrale
Ma la frontiera marittima di fatto è già chiusa. Sono pochissime le barche che riescono a salpare, spesso con esiti catastrofici, per effetto del fermo delle ONG e del blocco navale imposto dalle vedette libiche, addestrate anche dagli italiani. Oltre duemila persone hanno perso la vita quest’anno nelle acque del Mediterraneo centrale. Ma il bilancio potrebbe essere più alto. I decessi in mare spesso non vengono resi pubblici, specie se gli incidenti avvengono nelle zone di competenza dei libici.
E’ stata persino creato una zona SAR “libica” nella quale si continua a morire per mancanza di soccorsi. Le motovedette regalate dall’Italia al governo di Tripoli arrivano in ritardo, quando non sono coordinate dai comandi italiani ed europei.
In Libia intanto la situazione è sempre più critica, e per chi viene ripreso dai militari in mare non c’è scampo. Non c’è più nessuna distinzione tra centri gestiti dal governo e centri in mano alle milizie o le “Connecting house”. Per tutti i migranti che vengono riportati indietro riprendono abusi e sevizie sempre più crudeli, fino a quando qualcuno non paga il prezzo del loro riscatto.
Guardia costiera libica con un gruppo di migranti
E’ solo marginale il ruolo delle organizzazioni delle Nazioni Unite (UNHCR ed OIM), che quando riescono ad avere accesso ai centri di detenzione possono solo identificare i cosiddetti “vulnerabili” ( ma in Libia tutti i migranti in detenzione sono vulnerabili). Poche le persone evacuate, circa duemila in un anno, sottratte ai loro carcerieri. Tra l’altro per la maggior parte vengono trasferite in Niger e non verso l’Europa. Un’eventuale trasferimento verso Paesi occidentali avviene solamente dopo mesi di lunga attesa nella ex colonia francese, è riservata a pochissimi e deve essere preventivamente concordata con i vari Stati europei.
Il 28 giugno scorso il cosiddetto governo di Riconciliazione Nazionale (GNA) di Tripoli ha notificato all’IMO (International Maritime Organization) la costituzione di una zona SAR (Search and Rescue) “libica”, con una centrale di coordinamento in territorio libico (Joint Rescue Co-ordination Centre: JRCC). Ora praticamente tutte le ONG sono state allontanate dalla rotta del Mediterraneo centrale.
Tra giugno 2014 e giugno 2017 sono arrivate dalla Libia via mare in Italia cinquecentocinquanta mila persone, la gran parte proveniente dall’Africa subsahariana. Nigeria ed Eritrea i Paesi di origine più rappresentati. Da luglio 2017 la frequenza degli arrivi è calata sensibilmente, come effetto degli accordi che Italia e Unione Europea hanno stretto con la Libia e con altri Paesi di transito dei migranti, come il Niger.
Secondo i dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 30 novembre 2018 sono sbarcate in Italia 22.550 persone, 95 mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2017.
Il 72% delle persone arrivate sulle coste italiane è di sesso maschile, le donne sono il 9%, i minori il 19% – in buona parte non accompagnati. Il 14 per cento è ancora rappresentato dagli eritrei, che si collocano così al secondo posto.
Tenendo conto della percentuale della forte diminuzione delle partenze, le morti in mare sono notevolmente cresciute dall’inizio dell’estate. E quei pochi che riescono ad arrivare sulle nostre coste, sono provati fisicamente e psicologicamente dopo tempi di internamento sempre più lunghi nei centri di detenzione. La traversata poi può durare anche diversi giorni.
Per arginare il flusso migratorio, il nuovo governo italiano sta proseguendo la politica cominciata dall’ex ministro degli Interni Marco Minniti: alleanze con i libici e altri governi africani, in particolare con il Niger. Roma, dopo le elezioni, ha rafforzato la collaborazione con l’ex colonia per aumentare i respingimenti e rendere sempre più complicato il salvataggio in mare. A fine ottobre i respingimenti effettuati dai libici sono stati superiore degli arrivi in Italia. I dati si riferiscono in questo caso al 30 settembre 2018: 14.500 persone partite dalla costa africana e riportati indietro, mentre in Italia sono arrivati 12.500 migranti.
Le navi commerciali che incontrano barconi durante la navigazione, sono demotivate ad effettuare soccorsi, visto che poi si trovano a dover vagare per giorni con persone a bordo in condizioni spesso precarie prima di poter trovare un porto disponibile all’accoglienza.
Le condizioni dei lager libici ormai non sono più un segreto per nessuno in particolare dopo la pubblicazione dei rapporti di ONU, UNSMIL e dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani. Pochi giorni fa il direttore per i diritti umani e la giustizia di transizione della Missione ONU in Libia, Antonia de Meo, ha ribadito, durante un meeting a Tripoli, al quale hanno partecipato giudici, pubblici ministeri e ufficiali della polizia giudiziaria, l’assoluta necessità dell’applicazione e rispetto dei diritti umani nei centri di detenzione.
A tutt’oggi in Libia è in atto un’aggressione e una negazione nei confronti del popolo migrante senza precedenti. Gli abusi nei centri di detenzione sono indescrivibili: torture, fame, sete, mancanza totale di igiene, abusi sessuali, violenze senza fine, estorsioni, riduzione in stato di schiavitù, rapimenti e quant’altro.
Il 10 dicembre 2018 il Consiglio europeo ha rilasciato un comunicato sulla recente conferenza sulla Libia, tenutasi a Palermo lo scorso mese. Nella nota viene evidenziato che nel Paese regna ancora instabilità e insicurezza, a discapito non solo della popolazione, ma dell’intera regione e la soluzione alla crisi può essere solamente politica, e questi problemi non possono essere risolte che dai libici stessi con un processo politico inclusivo, con equa partecipazione delle donne e nel pieno rispetto delle leggi internazionali, compresi i diritti umani. Ottima analisi, ma sarà attuabile in tempi brevi?
Nel frattempo i diversi governi europei trattano un giorno con Fāyez Muṣṭafā al-Sarrāj, primo ministro del Governo di Accordo Nazionale della Libia, un giorno con Khalīfa Belqāsim Ḥaftar, leader indiscusso della Cirenaica, pur di contrastare il flusso migratorio, o di quel che ne resta ormai. Intanto il popolo migrante resta chiuso nei lager nelle condizioni che tutti conosciamo. Finora non è stata trovata, meglio, non si vuole trovare una soluzione per queste persone, che giornalmente sono soggette a sofferenze indescrivibili. Non è dato sapere quanti di loro muoiano nelle putride galere. Pur di uscire dall’inferno accettano “il rimpatrio volontario”, ma non tutti possono correre questo rischio, come, per esempio gli eritrei.
@cotoelgyes
La miglior lezione dalla peggior squadra
Le storie che piacciono a me. Non leggo l'Avvenire: me lo ha segnalato una cara amica che ora vive nel Burkina Faso.
Potenza dell'internet :-)
Dear Anyone Who Hates Cats
My cat literally sleeps next to my face until she thinks I’m asleep and then she’ll move to the end of my bed. If I wake up at night she’ll go back up to me head and stay with me until I fall asleep again. In the morning she’ll follow me when I call her. She’s a precious lil nugget.
My best friend!!!!

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February 7 2018 - Police protect fascists as they attack anti-fascist counter-protesters, in Pavia, Italy. This fascist demonstration came just days after a former candidate for the far-right Northern League carried out a series of drive-by shootings on migrants, injuring six. [video]/[video]
if u insult them, u’ll be charged. True story, search for “antifa teacher in Turin”
7 febbraio 2018, casomai qualcuno fingesse di scordarselo.
Agli ingressi attaccati adesivi in 'stile' estrema destra © Ansa
“Qui ci abita un antifascista”: è la scritta che compare sugli adesivi, stampati con caratteri utilizzati da formazioni dell'estrema destra, che sono stati attaccati la scorsa notte all'ingresso delle abitazioni di diversi attivisti pavesi impegnati contro fascismo e razzismo. Sugli adesivi compare il simbolo della rete antifascista barrato, come se si trattasse di un divieto. A scoprirlo sono stati oggi gli stessi attivisti, tra i quali anche alcuni indagati per una marcia antifascista non autorizzata che si è svolta in città a novembre.
Perché i pericolosi antifascisti che protestano sono mostrati, nominati e quindi possono essere facilmente rintracciati dai vigliacchi topi di fogna fascisti che non si limitano a insulti sul web.
Continuate tranquillamente a credere che non c’è pericolo fascista per nessuno, o al massimo, fate come Merda Feltri che “è pericoloso solo per qualche immigrato” il fascismo che rigurgita dalle fogne.
Roba da sbirri sapere il domicilio delle persone. Perfetto, volete marchiarci come gli ebrei ? Merde ? Vediamo chi marchia chi e dove. Il cancello, la porta… No, no, suonate il citofono o il campanello. Presentatevi con la costituzione ed il vangelo.
ESATTAMENTE
La marchiatura, la schedatura del “diverso” quindi “nemico” è roba vecchia, sa di fogna.
“Quando saremo al governo daremo mano libera ai carabinieri e alla polizia per ripulire le città. Sarà fatta una sorta di ‘pulizia etnica’ controllata e finanziata come stanno facendo ora con gli italiani costretti a subire l'oppressione dei clandestini" grazie a certi “smidollati che continuano a spalancare le porte agli stranieri”. Matteo Salvini. 16 agosto 2016.
“Polemiche contro i POLIZIOTTI del Sap che hanno osato applaudire dei loro colleghi condannati. IO STO CON I POLIZIOTTI, con i Carabinieri, e con chiunque rischia la vita per difendere i Cittadini". Matteo Salvini. 30 aprile 2014. ( a proposito dei poliziotti che applaudirono ai carabinieri condannati per l’omicidio Aldovrandi)
“Ci vuole una pulizia di massa anche in Italia. Via per via, quartiere per quartiere, con le maniere forti se serve perché ci sono interi pezzi d'Italia fuori controllo. Non vedo l'ora una volta al Governo di controllare i confini come si faceva una volta e usare le navi della marina militare per soccorrere e riportare indietro i finti profughi”. Matteo Salvini 18 Febbraio 2017
“Se un delinquente cade mentre è fermato e si sbuccia un ginocchio, cazzi suoi. Le forze di polizia, devono avere libertà assoluta di azione, se devono prendere per il collo un delinquente e questo si sbuccia il ginocchio o si rompe una gamba sono cazzi suoi, ci pensava prima di fare il delinquente”. Matteo Salvini. 25 Giugno 2015. In riferimento a una sentenza della corte europea per i diritti umani sui fatti di Genova.
“In Italia c'è un'aula intitolata a Carlo Giuliani, uno che è morto mentre attaccava con un estintore una camionetta delle forze dell'ordine. Ci sarà un 1% di quelli che portano la divisa che sbagliano e devono pagare. Anzi devono pagare doppio. Ma io sto sempre con polizia e carabinieri. La sorella di Cucchi si dovrebbe vergognare per quanto mi riguarda". Matteo Salvini. 5 gennaio 2016.
Domani questo signore sarà nominato ministro degli interni. Ai mercati sta bene. Allo spread sta bene Al fronte repubblicano pure. Complimenti a tutti. Migranti, gay, lesbiche, clochard, poveri cristi capitati di notte in una caserma piena di poliziotti strafatti e violenti, fottetevi. È il vento della rivoluzione. Nera.
-Insurgencia- _________________________________
“Quando votate, non votate per qualcuno che vi rappresenta (che si sa che comanda l'alta finanza e gli speculatori…), ma per tenere a galla un sistema di merda che poi ci ritroviamo tuttx!”
Rosato ha detto che compito dell’opposizione sarà controllare l’applicazione del programma, cioè compito del Pd sarà controllare che tutto questo sia messo in atto?
Suppongo che Migranti, gay, lesbiche, clochard, poveri cristi potranno consolarsi sapendo che grazie a Mattarella comunque restiamo nell’euro.
ricito un recente post
soprattutto il punto 2
esattamente
“Quando saremo al governo daremo mano libera ai carabinieri e alla polizia per ripulire le città. Sarà fatta una sorta di ‘pulizia etnica’ controllata e finanziata come stanno facendo ora con gli italiani costretti a subire l'oppressione dei clandestini" grazie a certi “smidollati che continuano a spalancare le porte agli stranieri”. Matteo Salvini. 16 agosto 2016.
“Polemiche contro i POLIZIOTTI del Sap che hanno osato applaudire dei loro colleghi condannati. IO STO CON I POLIZIOTTI, con i Carabinieri, e con chiunque rischia la vita per difendere i Cittadini". Matteo Salvini. 30 aprile 2014. ( a proposito dei poliziotti che applaudirono ai carabinieri condannati per l’omicidio Aldovrandi)
“Ci vuole una pulizia di massa anche in Italia. Via per via, quartiere per quartiere, con le maniere forti se serve perché ci sono interi pezzi d'Italia fuori controllo. Non vedo l'ora una volta al Governo di controllare i confini come si faceva una volta e usare le navi della marina militare per soccorrere e riportare indietro i finti profughi”. Matteo Salvini 18 Febbraio 2017
“Se un delinquente cade mentre è fermato e si sbuccia un ginocchio, cazzi suoi. Le forze di polizia, devono avere libertà assoluta di azione, se devono prendere per il collo un delinquente e questo si sbuccia il ginocchio o si rompe una gamba sono cazzi suoi, ci pensava prima di fare il delinquente”. Matteo Salvini. 25 Giugno 2015. In riferimento a una sentenza della corte europea per i diritti umani sui fatti di Genova.
“In Italia c'è un'aula intitolata a Carlo Giuliani, uno che è morto mentre attaccava con un estintore una camionetta delle forze dell'ordine. Ci sarà un 1% di quelli che portano la divisa che sbagliano e devono pagare. Anzi devono pagare doppio. Ma io sto sempre con polizia e carabinieri. La sorella di Cucchi si dovrebbe vergognare per quanto mi riguarda". Matteo Salvini. 5 gennaio 2016.
Domani questo signore sarà nominato ministro degli interni. Ai mercati sta bene. Allo spread sta bene Al fronte repubblicano pure. Complimenti a tutti. Migranti, gay, lesbiche, clochard, poveri cristi capitati di notte in una caserma piena di poliziotti strafatti e violenti, fottetevi. È il vento della rivoluzione. Nera.
-Insurgencia- _________________________________
“Quando votate, non votate per qualcuno che vi rappresenta (che si sa che comanda l'alta finanza e gli speculatori…), ma per tenere a galla un sistema di merda che poi ci ritroviamo tuttx!”
Rosato ha detto che compito dell’opposizione sarà controllare l’applicazione del programma, cioè compito del Pd sarà controllare che tutto questo sia messo in atto?
Suppongo che Migranti, gay, lesbiche, clochard, poveri cristi potranno consolarsi sapendo che grazie a Mattarella comunque restiamo nell’euro.
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soprattutto il punto 2

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#GovernoLegaM5s
Uno studente di 16 anni impegnato in uno stage in un’azienda di Pavia di Udine si è semiamputato una mano in un incidente sul lavoro avvenuto mercoledì. Il ragazzo stava svolgendo un’attività di formazione prevista dalle scuole professionali nelle varie aziende del territorio e avrebbe dovuto concludere lo stage venerdì. L’incidente si è verificato intorno alle 13.30 …
no, non è il primo.