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i miss atsushi
19.12.2024
Dadaroma imvu badges / statuses made by me p.1
can't stop thinking about how MAJESTIC sena is in this shot
Image dei Luna Sea forse rientra nella mia top-50 di sempre. È tanto rientrare in una classifica del genere: pensate a Bowie, ai Velvet Underground, ai Black Sabbath, ai Radiohead, ai Clash… poi a quegli album formativi che possono rientrare nei gusti strettamente personali ma indispensabili per la nostra vita e crescita: Bergtatt degli Ulver, In the Nightside Eclipse degli Emperor, qualcosa dei Misfits, qualcosa degli Smiths e dei Cure. I Luna Sea, band sconosciuta al 90% degli occidentali, anche se cultori di musica, per me sono stati una band che ha inquadrato una parte importante della mia vita almeno dal 2006 al 2016; sono andato perfino a vederli in Germania intorno al 2010-12. Image è il primo album sotto la Sony BMG, una major che già nel biennio successivo li porterà a riempire stadi enormi come quello di Yokohama.
"Déjàvu" è forse il mio brano preferito dei Luna Sea (dovrebbe essere ancora in cima alla lista degli ascolti di Last.fm) ed è la summa della band: dietro alla batteri tipicamente hard-rock ci sono le chitarre di Sugizo e di Inoran che sono incredibili come incredibile è la produzione limpida, cristallina ma non patinata. Ryuichi è nel miglior periodo della sua carriera, un momento in cui melodia ed aggressività sono ancora legati dal filo dell’incertezza, dalle cinghie della giovinezza che si stavano slacciando verso la presa di coscienza dello status della band. Tutti i membri dei Luna Sea stavano prendendo coscienza col palcoscenico, con i loro look pazzeschi e con il loro modo di essere visual-kei. Certo per quanto Ryuichi si ispirasse a Morrie dei Dead End e per quanto l’impronta stilistica degli X-Japan fosse fondamentale, il look dei Luna Sea è stato qualcosa di nuovo, che ha influenzato nomi grossi come i kuroyume o i Glay (prima band in assoluto visual-kei a diventare pop in termini di numero di fan e vendite). La cosa più inebriante di questi Luna Sea è come suonano e quello che suonano: il loro mix di rock e post-punk prende tanto dai Bauhaus quanto dai Sonic Youth o dai Daisy Chainsaw (band amata dal bassista J). "Mechanical Dance" è un brano che crea una trance data dagli intrecci delle chitarre sulla base tipicamente post-punk di J. L’andamento sempre teatrale di Ryuichi, coadiuvato dal resto degli strumenti, riesce a costruire un perfetto concetto gothic-rock in pieno stile March Violets o Siouxsie & the Banshees. I flanger di Inoran sono irripetibili (e irripetuti) e basta ascoltare "Wall" o "Vampire's Talk" per capire che questo tipo di sonorità era davvero unica in tutto il mondo… e l’incursione di violino giapponese crea un sapore folk-tradizionale che eleva all’ennesima potenza questa straordinarietà. Straordinaria anche la ragnatela di songwriting per il brano omonimo: l’andamento del brano muta a seconda di quale strumento l’ascoltatore presta attenzione. E questo incantevole modo di suonare – anche modestamente complesso considerando sempre la matrice pop-rock della band – sarà fondamentale per tutte le band visual-kei/J-rock a seguire negli anni ’90, dai Lareine agli Shazna ai Penicillin; perfino nei primissimi Malice Mizer (che a mio avviso rivoluzioneranno ancora il visual-kei nella seconda metà degli anni ’90). Psychedelia, follia, horror-vacui, e schizofrenia sono le emozioni di "In Search for Reason"; "Imitation" è un brano che potrebbe uscire dai Cult o dai Mission con una spinta in più sull’acceleratore mentre Moon è uno dei picchi più alti composti in tutta la carriera dei Luna Sea: atmosfere gotiche, romantiche e vampiresche al suono di violini, chitarre in delay e cori femminili. Le tentazioni alla luce della luna piena sorgono in tutta la loro potenza dando vita ad un brano romantico e cinematografico.
Anche se il disco si chiude con "Wish", uno dei brani più felici di tutta la discografia dei Luna Sea, non si può non rimanere affascinati dal lato oscuro di questo album, perennemente illuminato dal chiar di luna, capace di mostrare tutte le ambiguità sonore degli anni ’80: il gothic rock, il glam, la produzione precisa e senza sbavature. Image è ancora un diamante allo stato grezzo prima di essere ulteriormente lavorato per conferirne maggiore brillantezza (col successivo Eden); l’album è un prodotto dei primi anni ’90 unico nel suo genere e unico in rapporto alla discografia che il resto del mondo stava producendo.

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Hi, this is my ocs that are based on visual-kei! Their band is called Dazzling Bad (after the visual-key band of the same name)
MJP - D
I found this saved in a text file and I am not entirely sure and it’s from Music Japan Plus and seems to be from before D went on their European tour. I’m not sure if it’s still accessible so I thought I’d repost it here, seems to be a transcript from a video.