A ROMA SE MAGNA COSÌ!
Una delle mie più grandi passioni è la gastronomia. Secondo me, per riuscire a conoscere altre culture e società c’è anche bisogno di assaggiare il cibo tipico di ogni posto, dato che la cucina ne è una parte fondamentale.
Per fortuna sono capitata in Italia, uno dei paesi al mondo dove mangiare, e mangiare bene, è quasi una religione. Per noi stranieri, che ci accontentiamo con poco, mangiare bene è qualcosa di abbastanza semplice da ottenere, nonostante io mi ritengo una persona un po' pignola su quest’aspetto. Sono sempre alla ricerca di osterie, trattorie o ristoranti nati per soddisfare il palato dei locali, non dei turisti, così da degustare i piatti tipici fatti come si deve.
Prima di partire per Roma mi sono informata sulle ricette romane da non perdere. Da quello che ho capito i primi sono quattro: la cacio e pepe, la carbonara, la gricia e l’amatriciana. Gli ingredienti sono semplici ed umili, però i sapori sono intensi e ricchi. Tutti i romani sono d’accordo sul fatto che per cucinare questi piatti bisogna eseguire le ricette tradizionali, le modernità dell’alta cucina non sono permesse.
A me sono piaciute tantissimo le quattro ricette, però è anche vero che ci sono due di cui mi sono innamorata: la carbonara e l’amatriciana. La carbonara la conoscevo prima di arrivare a Roma e l’avevo cucinato a casa tante volte, usando ingredienti simili però diversi al posto del guanciale e del pecorino romano poiché non si trovano così facilmente. L’amatriciana l’ho scoperta qui e decisamente si trova nel top 3 dei miei piatti tipici romani preferiti!
- Alba Alvarez Amaya






















