dal diario di bosco del 12 luglio 2022
Oggi ho mescolato i sentieri: dalle Fontanelle a Excalibur senza pensarci troppo. Fra prati e boschi, fra campi coltivati e piccoli borghi oggi mi sono reso conto di dove mi trovo in questi giorni.
A volte si aprono spazi aperti e la vista si prende tutto il tempo per spaziare in orizzontale e tutte le altre direzioni lasciandomi a bocca aperta.
Non sono montanaro, sono più un collinaro e queste vedute sono per me novità estremamente piacevoli. Se poi considero il fatto che un certo tipo di posti li ho a pochi minuti di macchina, dovrei solo vergognarmi di “scoprire” solo ora queste dosi di benessere.
Gli amici frequentatori della montagna si sentano pure liberi di togliermi il saluto ;-) ma la mia indole mi ha sempre portato verso le terre toscane e marine quando esco dalla mia tana di orso.
Ad ogni modo l’aria qui è fresca, ieri ho sofferto lo sbalzo ma oggi sono decisamente più acclimatato e l’abbigliamento a strati è stato molto utile: l’alternanza improvvisa di caldo e fresco solitamente mi mette in crisi, ma camminando la situazione è decisamente gestibile anche da parte di uno come me.
Gli incontri con umani sono stati rarissimi e questo mi ha permesso una immersione totale nell’ambiente circostante, la testa è ancora nebulosa, ma ho colto una certa vaghezza che mi ha permesso di sentirmi più leggero e di assaporare efficacemente il qui e ora.
Il bosco è vario e penso che la mia ignoranza mi permette di riconoscere solo un faggio o un larice, alberi al cui cospetto non posso che inchinarmi.
I sentieri sono segnati da secolari masiere (muretti a secco)e prie (lastre) che facevano da confine per terreni e pascoli; poi il saliso (ciottolato) e gradini alternati a tappeti erbosi rendono salutare la camminata.
Il cielo è abitato da un popolo di nuvole indaffarato ad attraversare velocemente il blu intenso, nuvole cariche ma niente che minacci pioggia o rovesci: un cielo così trafficato che non si esprime un granchè (la siccità è una realtà che pesa) ma che offre un cambiamento di luci e ombre continuo sulla terra; e il vento aiuta a creare un’atmosfera che offre uno spettacolo ricco di fascino e pace.
I suoni cambiano anch’essi continuamente, ci sono quelli dei bambini che giocano nei prati, i trattori e le moto che lasciano scie pesanti di suoni roboanti, i cori di insetti che si danno il cambio in base agli ambienti che attraverso, gli uccelli che cambiano di quantità ed intensità in base all'orario: al mattino e verso sera sono decisamente più sonori e vari.
Sento pace lì fuori, un po' meno dentro ma l'equilibrio non può arrivare nel giro di una giornata, mi lascio avvicinare da queste sensazioni e assorbo il possibile, e sono sicuro che molto lo sto assorbendo inconsciamente.
In sintesi oggi i miei occhi si sono posati su:
- alberi che crescono abbracciati
- alberi che si fanno spazio crescendo fra le masiere
- uno stagno, sofferente per povertà di acqua, brulicare di api che si stavano dissetando
- una insegna stampata in bassa risoluzione che mi ha fatto tornare al mio lavoro per qualche attimo
- un enorme faggio che sussurrava delle cose che oggi non potevo ascoltare perchè avevo troppo rumore in testa. Gli ho solo detto che tornerò nei prossimi giorni
- una lampada di Aladino gigante in fil di ferro
- una faccia sorridente con un dente solo su un albero
- un paio di simboli misteriosi incisi su un albero molto, ma molto tempo fa
- un misterioso materiale spugnoso crescere su uno specchio di strada
Il resto me lo tengo per me