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La Strega Ribelle
Dicono che, nelle notti di pioggia, quando la cittĆ sembra sospesa tra il battito dellāasfalto bagnato e il ronzio dei neon, si aggiri una donna che non appartiene a nessun tempo.
Non la si nota subito.
Appare tra la folla come una passante qualsiasi: cappotto scuro, passi leggeri, unāombra che si confonde. Ma i lampioni si accendono un istante prima del suo arrivo, come se lāattendessero.
E in quellāattimo si comprende che qualcosa non torna.
Chi lāha incontrata racconta che i suoi occhi non guardano davvero: leggono.
Penetrano dietro le maschere, oltre le menzogne che ognuno si racconta. Alcuni giurano di aver provato paura, come se fossero stati spogliati fino allāanima. Altri confessano di non aver mai dimenticato quello sguardo, magnetico e terribile come una rivelazione.
Non lancia maledizioni, non accende candele, non mormora formule.
La sua magia è più sottile:
⢠una carezza fugace che placa un dolore profondo,
⢠un sorriso che restituisce speranza a chi lāaveva perduta,
⢠un silenzio che fa cadere ogni difesa.
Ogni volta che incrocia uno sguardo, lei scorge le ferite che lāaltro custodisce, le catene invisibili che lo avvolgono, e talvolta, se lo desidera, le spezza senza che se ne accorga. Ć un dono che non sempre viene accolto: cāĆØ chi fugge da lei, terrorizzato dalla veritĆ che i suoi occhi hanno riflesso.
Non ĆØ malvagia, ma non ĆØ nemmeno addomesticata.
La sua ribellione consiste nel camminare senza chiedere il permesso, nellāamare senza dover giustificare, nellāesistere senza nascondersi. Il suo fascino inquieta perchĆ© non nasce dal voler piacere: germoglia dal suo essere integra, luminosa e oscura insieme.
Dicono che, di notte, la si possa scorgere sui tetti.
Siede in equilibrio tra comignoli e antenne, osserva i sogni che scivolano fuori dalle finestre, li raccoglie, li custodisce e allāalba li restituisce trasformati in possibilitĆ .
CāĆØ chi la teme: la chiama tentatrice, ladra di anime, creatura che non appartiene al mondo dei vivi.
E cāĆØ chi la venera in segreto, come un simbolo. Una strega moderna: invisibile eppure ovunque, portatrice di un fascino che nessuna catena può imprigionare.
La definiscono āleggenda metropolitanaā, certo.
Ma se una notte cammini da solo e i lampioni si accendono al tuo passaggio un istante prima⦠forse non sei tu a illuminarli.
Forse lei ti ha giĆ visto.













