Frédéric Chopin (1810-49) - Tarantelle in A-flat Major, Op. 43. Performed by Luc Devos, Broadwood piano, ca. 1845.

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Frédéric Chopin (1810-49) - Tarantelle in A-flat Major, Op. 43. Performed by Luc Devos, Broadwood piano, ca. 1845.

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Episodio 3 - La fisarmonica
La verità è che già a otto anni avevo cambiato tre case e in ogni casa mio padre aveva portato con sè la sua fisarmonica, che non ha mai saputo suonare. Ai miei genitori piaceva e piace tutt’ora la musica, mia madre è sempre stata più moderna, con lei abbiamo sempre ascoltato la musica del momento che all’epoca significava Umberto Tozzi, anche negli Stati Uniti era molto famoso, erano i tempi di Gloria, poi noi integravamo con stella stai, Ti amo e tanti altri successi dell’autore all’apice della sua carriera, poi avevamo in playlist gli wham, b.b king che cantavamo a squarciagola, gianna nannini, venne poi il tempo dei Queen e Bruce Springsteen, Michael Jackson e Madonna e tutta la musica che passava in radio nelle giornate tipiche americane degli anni ottanta, io e mamma chiamavamo anche in radio per dedicarci le canzoni, la mia più gettonata era Bello Impossibile e ll ballo del qua qua, chiaramente chiamavamo a Radio Italia, forse avevano una stazione lì nel New Jersey, non saprei, ma ad un certo punto la sera prendevamo il telefono e chiamavamo per chiedere una canzone tutta per noi e cantavamo sempre. Mamma cantava, mentre puliva, mentre cucinava, metteva la radio, cantava mentre mi faceva il bagno o rifaceva i letti, wake me up before you go go, mettva su le cassette la isla bonitaaa, I’m a virgin touched for the very first time, I’m a vi i i rgin, when the night has come and the land is dark and the moon is the only light we will see, gloria, gloria, chiesa di campagna, gloria, acqua nel deserto… anche a me aveva comprato un piccolo giradischi con i miei piccoli dischi su cui ascoltavamo le canzoni della disney e cantavamo pure quelle, eravamo pieni di dischi, cassette, musica ovunque e papà invece che di musica ne ascoltava comunque tanta, era un appassionato delle canzoni popolari calabresi, uno dei suoi sogni era quello di imparare a suonare la fisarmonica, tanto che ne aveva comprata una e periodicamente, quando gli prendeva la fissa faceva sedere me e mio fratello a terra, lui predeva una sedia, la metteva davanti a noi, ci si sedeva su e iniziava a premere i tasti dell’aggeggio e a muoverlo senza un metodo chiaro, ma il suono usciva e noi ci divertivamo, mai quanto lui che aveva sempre però la faccia concentratissima. Ovviamente metteva anche lui su la sua musica, non so dire se la preferissi a quella di mamma, ma di certo la sua si ballava e noi ballavamo, ecco la differenza tra lei e lui, lei non ballava, lui non riusciva quasi a farne a meno quando sentiva della musica, ballava tutto e anche io, tanto che quando si andava in giro la predestinata alla pista da ballo ero io e quindi valzer, polka, mazurca, tarantelle, noi ballavamo tutto senza saper ballare, così come veniva, un po’ come abbiamo sempre fatto tutto, la faccia da culo mi è stata insegnata da piccola. L’importante è ballare. Vorrei regalare a mio padre tutti i balli del mondo. Mamma invece un palo fisso al centro della terra. Quando venimmo in Italia, la prima estate che io ricordi, uno dei ricordi più forti che mi porto stretto al cuore è la sera della festa che fecero nel cortile dei miei nonni prima che partissimo, c’erano “i suonatori”, fisarmonica, chitarra e tamburello, i più bravi del vicinato e papà mi fece togliere le scarpe e ballammo per ore, ero piccola e felice e ballavano i miei cugini e ballavano i miei zii e mamma no, ma era bella, mamma era bella come io non lo sono mai stata. In fondo ai miei geni io so perché si chiama tarantella e non è solo una questione di ballo, la mia terra non poteva partorire musica più adatta e ogni volta che la sento è come un incantesimo, mi parte un moto dentro che scende fino alle gambe e mi infuoca le vene e non posso far altro che ballare fino a stare male, finchè non mi resta fiato e non ho più la forza di stare in piedi. Ancora adesso. Papà è invecchiato ed è da tanto che non lo vedo ballare, ma quest’estate gli ho visto saltare un fosso per il lungo e secondo me ancora gli regge, per questo ho scritto tutto sto papiro, perché ho deciso di imparare a suonare il tamburello, vediamo se oltre alle tarantelle imparo pure a suonare Gloria.
Tarantelle In A Flat, Op.43
By Composer Fryderyk Franciszek Chopin
Nikita Magaloff, Pianist
“Dimmi, che ne sarà di me?”
— Clementino
È troppo presto quando te ne vai
Clementino

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Ma come si fa a stare così lontani per ore?
Quando ti pare
Andiamo a nuotare nel mare di notte
-Mare di notte, Clementino
"Se sto dormendo non gridate che stasera sento il vuoto dentro nell’interno"
Clementino, La Mia Follia
Stasera sciogli i pensieri al ritmo del respiro
-Versi di te, Clementino