Posted @withrepost • @ya_basta__ Come accaduto ad altre pagine che stanno denunciando quello che sta accadendo in Siria del Nord, ieri sera Facebook ha nascosto la pagina di e @global_project . Su quest’ultima sono stati cancellati contenuti relativi a manifestazioni di sostegno alla causa curda, cosa che Globalproject.info ha sempre documentato, anche prima della rivoluzione del Rojava. I contenuti - a detta di Facebook- violerebbero gli “standard di comunità”. L’operazione di censura sta avvenendo anche su altri social network, tra cui Instagram. La guerra di Erdogan sta passando anche nel campo dell’informazione, con l’intelligence turca impegnata a segnalare scientificamente migliaia di profili e contenuti che denunciano i misfatti della Turchia. Pochi mesi fa la polizia internazionale turca ha addirittura emesso una condanna contro il sito web di Ya Basta Êdî Bese con l'accusa di terrorismo. Le segnalazioni che trovano terreno fertile in una piattaforma proprietaria come Facebook, il cui enorme giro d’affari non tiene contro degli orientamenti e obiettivi delle informazioni che circolano. Negli “standard di comunità” Facebook precisa la propria “neutralità”, senza tener conto che censurando chi si oppone alla guerra significa di fatto essere “faziosi” e favorire chi sta compiendo un genocidio e ridando fiato ai fascisti islamici di Daesh. Continueremo a denunciare quello che sta accadendo in Siria e a sostenere la battaglia del popolo curdo attraverso i nostri siti e dando risalto a tutte le iniziative che verranno fatte nei prossimi giorni e settimane. . . #facebook #censura #banned #riseup4rojava #supportkurdistan #supportrojava #Rojava #kobane #support #solidarity https://www.instagram.com/p/B3rNRjcCKtt/?igshid=cy2b5o3oyaij










