Nata nel giorno del silenzio
Lei era nata il giorno della rivoluzione.Così dicevano tutti, come se bastasse quella frase a spiegare il caos, le grida, il fuoco che aveva spaccato la città in due. Io non c’ero ancora, o forse sì, ma in un’altra forma. Di certo non ricordavo quel giorno, eppure lei lo portava addosso come una cicatrice invisibile. «Non senti niente?» mi chiese la prima volta che la incontrai. Eravamo seduti…













