Benvenuta in triage | Problemi di somiglianza.
Finalmente al secondo anno. Mi devo impegnare al massimo e dimostrare a tutti e soprattutto a me stessa, che sono all'altezza del percorso che ho scelto di intraprendere. La meta è di un passo più vicina, adagiarsi sugli allori è un qualcosa che mi è del tutto estraneo. Darò il massimo. Devo. O nulla avrebbe più senso per me. Ed è difficile spiegare agli altri quando ti viene chiesto "come mai vuoi fare l'infermiera", perché ognuno ha il suo modo di pensare e vedere le cose. Quindi il mio sentirmelo dentro da che ne ho memoria, può apparire sciocco e non abbastanza a questi. Però non è così per me. Avrei potuto scegliere qualsiasi occupazione per il mio futuro (ben più retribuita e sicuramente meno faticosa) essendo nata in una famiglia facoltosa. Una privilegiata. E invece ho scelto di studiare infermieristica.
Con questo nuovo anno accademico, il mio tirocinio in ospedale avrà turni in pronto soccorso. Ieri sera ho avuto il mio primo assaggio e ricevuto dei preziosi consigli dal Dottor Harvey (nonché colui che mi ha posto la domanda sul chi me lo fa fare, di fare l'infermiera).
《Amplia il tuo concetto di infermieristica se vuoi seguire la tua "vocazione", sono stanco di infermieri da soccorrere.》
Oltre a seguire il corso di difesa personale, farò in modo di allenare i miei muscoletti. Non voglio rientrare tra gli infermieri soccorsi, non devo essere di peso per nessuno. Purtroppo sono piccolina di statura, ma sui muscoli posso sempre lavorare.
Quindi tra le cose da fare, aggiungo la voce: lavorare sulla muscolatura.
《Non saranno i turni più tranquilli della tua vita questi, ma ti auguro di avere spalle grosse e una buona dose di strafottenza, perché serve anche quella.》
Strafottenza /stra·fot·tèn·za/
Carattere di chi, di ciò che è strafottente || Atteggiamento arrogante e irriguardoso nei confronti degli altri: la sua s. lo rende odioso a tutti.
Su questo temo non possa farci nulla.
28/09/2019 dopo mezzanotte
A May non vado a genio. O meglio, non le va a genio la mia somiglianza con Nadia -o la stronza come l'ha chiamata lei-. Però durante il nostro primo incontro, mesi fa, non era apparsa così ostile nei miei riguardi.
Cos'è cambiato nel mentre? Non era la prima volta che mi incrociava, quindi le era nota la mia somiglianza con Nadia. Mi sono sentita terribilmente a disagio. Ho avuto persino timore potesse saltarmi alla gola da un momento all'altro. Non so spiegarmi nemmeno questo ad essere sinceri... sensazioni provate fintanto ce l'avevo vicino, poi sparite. La testa, per tutta questa faccenda della somiglianza e i sensi di colpa che mi faccio, mi sta giocando brutti scherzi, evidentemente. La stanchezza pure non aiuta.
Come non capisco le parole di monsieur Ranieri, che appreso il mio essere simile a Nadia, ha esordito verso May con:
《E soprattutto potremmo non essere gli unici a cogliere la somiglianza con la suddetta stronza.》
Cosa avrà voluto dire? In fin dei conti non so praticamente nulla su Nadia e sulle relazioni con chi la conosceva... o di quante volte ancora mi sentirò chiamare erroneamente col suo nome o fatto presente che le somiglio troppo.