VIP
"Massima discrezione, signorina" disse il ragazzo sorridendo alla ragazza dall'altra parte del banco
"Grazie mille" ricambiò il sorriso e si voltò verso l'uscita
Gli andò incontro senza nemmeno vederla, sbatterono così forte che lei barcollò, stava per cadere ma la riuscì a prendere.
"Peggio di un film" disse lui
La alzò e le chiese cortesemente scusa, lei sorrise e lui si congedò scusandosi un'altra volta.
Uscì, passò tutta la giornata per le strade della città, molte volte veniva riconosciuta, firmava autografi, faceva qualche foto e tornava alla sua gita.
Rientrò nell'albergo, ringraziò il portiere e camminò fino alla reception.
Ritirò i messaggi e si diresse verso l'ascensore.
Ne uscì un ragazzo, aveva capelli scompigliati, un vestito elegante e teneva in mano un libro.
Non la vide e le andò a sbattere contro.
"Oggi non è giornata" si disse lei
Lui alzò lo sguardo e le sorrise.
"È destino che noi ci incontriamo così"
La ragazza lo osservò bene e anche se la prima volta fu di sfuggita si ricordò di lui
"Forse farebbe meglio a guardare dove va"
Non lo disse in modo maligno, ma con un tono di voce quasi gentile, come se volesse incontrarlo in un'altra maniera e non dopo una botta sulla spalla.
"Ci conti"
Lei entrò nell'ascensore e premette il pulsante corrispondente il suo piano.
Le porte non si chiusero subito, il piede di lui le bloccava.
"Mi dia l'opportunità di rifarmi" disse lui "Un invito a cena"
La ragazza sorrise
"Ma non sa chi sono?" gli chiese "Non posso uscire con lei, non le auguro tutto quello che succede a me"
Il ragazzo perplesso la osservò.
"Credo che lei sia una ragazza normalissima, cosa dovrebbe accadermi?"
"Davvero non sa chi sia?"
"Facciamo così, stasera, qui, alle otto nella hall" disse il ragazzo "Me lo dirà a cena"
La ragazza esitò, era tentata e l'assenza della sua identità nella testa del ragazzo la convinse ad accettare.
"Va bene"
"Affare fatto?"
"Si"
"Alle otto allora"
"Alle otto"
Erano ormai le otto e il ragazzo aspettava nella hall.
Si era pettinato i capelli ma provando a sistemarli con la mano gli si erano tutti scompigliati.
La ragazza arrivò con un vestito elegante.
La prima cosa che notò lui fu le sue labbra, di un rosa mai visto, erano candide.
"Il ristorante è qui vicino, non le dispiace camminare un po' vero?"
"No, si figuri"
Il ragazzo alzò il braccio, la ragazza gli sorrise e arrossendo lievemente fece passare il suo braccio tra quello del ragazzo.
A braccetto uscirono dal'hotel.
"Buona serata" disse il portiere salutando i due
Camminarono per qualche minuto entrarono in una via e proseguirono fino ad arrivare davanti ad il ristorante.
Vennero accompagnati ad un tavolo fuori, all'orizzonte il mare, il tavolo aveva una candela, e due rose rosse.
"Conosco il proprietario, qui non ci saranno occhi indiscreti"
La ragazza sorrise al ragazzo
"Allora mi conosce"
"Chi, lei?" disse lui aprendo il menù "Io non l'ho mai vista in vita mia"
Lei capì l'ironia di lui e stette al gioco
"Ah, prima che me dimentichi"
Il ragazzo posò sul tavolo un pacchetto, era incartato con una carta marrone, aveva uno spago che teneva tutto unito.
"È per lei"
"Come?"
La ragazza rimase stupita
"Ci conosciamo da un'ora e lei mi fa un regalo?"
"Perché no?"
La ragazza non controbatté, prese il pacchetto e protese le mani verso il fiocco.
"No, lo si apre dopo cena"
"Ok" disse la ragazza
Ordinarono.
Lo chef in persona portò i piatti, salutò il ragazzo con una vigorosa stretta di mano e li salutò augurando buon appetito.
Il ragazzo si lanciò su gli spaghetti, la ragazza li mangiò lentamente.
"Che lavoro fa?" gli chiese
"Uno come tutti, lei?"
"Uno diverso da gli altri"
Il ragazzo sorrise, bevve un po' di vino e le domandò
"Si trova bene a fare quel lavoro?"
La ragazza posò la forchetta e osservò le mani del ragazzo.
"Si e no" disse "Ci sono alti e bassi, come sempre no?"
"Si, ha pienamente ragione"
Parlarono del più e nel meno, parlarono delle loro vite.
Come due buon amici che si conoscevano da una vita si raccontarono le vecchie storie, come se entrambi erano presenti e volessero riportarle alla realtà spolverandole da tutta quella polvere accumulata stando al chiuso nella loro memoria.
Arrivò il dessert, ne divisero uno in due.
"Romantica come cosa" pensò lo chef che li spiava da dietro lo stipite della porta
Era ora di aprire il regalo.
"Prima di aprirlo" disse la ragazza "Ti voglio fare una domanda"
Erano passati al tu.
"Dimmi pure"
"Sai chi sono non è vero?"
"Certo che lo so"
"Ecco"
"Ottima attrice, ho visto qualche tuo film, non mi sarei mai aspettato di poterti invitare a cena"
"Grazie"
Il ragazzo le sorrise
"E tu, sai chi sono io?"
La ragazza rimase ad osservarlo perplessa
"Aprilo dai" gli disse lui
La ragazza tirò il filo, tolse la carta e portò alla luce un libro.
La scritta "Best Seller" in oro nella parte bassa del libro risplendette alla luce della lampada alle sue spalle.
"Voltalo"
"Non ci credo"
Vide la foto di un ragazzo dai capelli scompigliati
"Io l'ho letto!" disse lei
"Vedi" gli disse il ragazzo "Non sei l'unica ad essere famosa qui"
Lui si avvicinò a lei.
"Quanto odio essere conosciuto"
La baciò. Baciò quelle labbra rosa, di quel rosa mai visto, così candide che sapevano di tenerezza.
E lei ad occhi chiusi gli sorrise, sorrise a quella storia come se fosse stata in un film.
















