La vita
è quella manciata di sabbia
che rimane nel setaccio.
E quanta meraviglia
fermarsi un istante
e guardarla brillare,
mentre tutto il superfluo,
in silenzio,
se ne scivola via.
Alessandra Vasconi
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Russia
seen from United States

seen from Türkiye
seen from Croatia
seen from Pakistan
seen from Georgia

seen from United States

seen from United States
seen from Croatia

seen from Russia

seen from Germany

seen from Kuwait

seen from United Kingdom
seen from China
seen from Russia
seen from Malaysia

seen from Russia
seen from Argentina
La vita
è quella manciata di sabbia
che rimane nel setaccio.
E quanta meraviglia
fermarsi un istante
e guardarla brillare,
mentre tutto il superfluo,
in silenzio,
se ne scivola via.
Alessandra Vasconi

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
C'è un vecchio detto che dice:
Scolpisci i tuoi successi nella pietra
Scrivi i tuoi fallimenti sulla sabbia
(concentrarti sui tuoi successi)
—
Hoy el mar me susurró verdades antiguas.
Nos miramos sin urgencia, como dos almas que se intuyen.
Hablamos de nosotros con la delicadeza de lo nuevo.
Y por un instante, las piezas se unieron solas,
como si la vida siempre hubiera estado preparando esto.
L’antidepressivo migliore 🌊☀️⛱️🏖️🏝️

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Quello che il Mare lascia
La spiaggia era quasi vuota a quell’ora. Non c’erano ombrelloni, né voci, né passi frettolosi. Solo il rumore lento delle onde e il fruscio leggero del vento che accarezzava la sabbia.
Camminava piano, guardando in basso.
Le conchiglie erano ovunque. Piccole, rotte, perfette, dimenticate. Sembravano stelle cadute dal cielo durante la notte e rimaste lì, sparse, senza più una costellazione.
Si chinò a prenderne una.
Era liscia, chiara, con una sfumatura rosa al centro. La strinse tra le dita come se potesse scaldarla, o forse scaldarsi lui.
Gli tornò in mente quando da bambino le raccoglieva tutte, convinto che ognuna custodisse un segreto. Le portava all’orecchio e ascoltava il mare, anche quando il mare era lontano chilometri.
Adesso non le collezionava più. Adesso le lasciava dove stavano. Aveva imparato che certe cose non si tengono. Si guardano. Si sentono. Poi si lasciano andare.
Il sole stava calando e la luce attraversava l’aria in strisce dorate, come vecchie pellicole rovinate dal tempo. Ogni granello di sabbia brillava un istante, poi tornava opaco. Come i ricordi.
Pensò a tutte le estati passate. Alle persone che c’erano state. A quelle che non c’erano più.
Il mare portava via tutto, ma qualcosa lo restituiva sempre: una conchiglia, un frammento, una traccia. Come a dire: non è sparito. È solo cambiato forma.
Sorrise.
Posò la conchiglia di nuovo a terra, esattamente dov’era, e riprese a camminare. Dietro di lui, solo impronte leggere. Davanti, la luce.
E il mare che continuava, paziente, a raccontare storie a chi aveva voglia di fermarsi ad ascoltare.
Queste ali non mi sorreggono più
Mi chiedo con quale forza
Cerco ancora di trascinarmi a riva
La corrente continua
Imperterrita ad attirarmi a largo
Nel blu profondo del suo manto
Lì dov'è il punto più scuro di tutti i mari e di tutti l'oceani
Anche con l'acqua alla gola
In questa gogna
Continuo a respirare
Non mi pongo domande
Neanche le combatto
Respiro lieve
E mi rendo leggero
Il tanto che basta
Per non opporsi più
La lotta si trasforma in accondiscendenza
Rendendo l'agonia una danza verso l'inesplorato
I pensieri diventano un sottofondo ovattato
Di brusii sensazionistici da equalizzare
Gli occhi chiusi sognano stelle
In un cielo di pace
Per noi con il cuore sospeso ad un filo teso
Di speranze ferme ad attenderci al prossimo porto
E la vita lì va
Corre verso lo stupore
Gli occhi cercano la magia
O la giusta dimensione per convivere con i propri contrasti
E noi balliamo su quei tasti
Suonando la nostra sinfonia
Compositori inesperti della nostalgia
Come lingue di fuoco brucianti
Nella notte più buia del nostro dolore
La sofferenza
Con le sue braccia lunghe e i suoi lunghissimi capelli neri
Peli che le fuoriescono dalla bocca
Fino a toccare terra
E dagli occhi
Ricoprendo la circonferenza del globo
Lì lei la fa da padrona
Attende ansiosa di vederci inciampare nella disperazione
Ferma
passiva
Immobile
Ma presente
Silenziosa come un serpente velenoso
In attesa della sua preda preferita
Ho smesso di cercare un porto sicuro
Il vento del cambiamento tira in modo inaspettato
Il nostro grande diluvio universale interiore
Ci mette alla prova
In questo delirio di massa
Gli occhi raccontano
Ma questi occhi non rispondono
Sembrano assenti
Che sia la droga ancora in circolo?
I figli del domani crescono con sogni spezzati da realizzare sotto una luna furtiva
Ormai stanca di brillare
Per le illusioni altrui
I frangenti della risacca cancellano i cuori incisi sulla sabbia dagli innamorati, come se il mare stesso volesse annullare le loro promesse.