Reolink RLN12W è un NRV senza cavi per gestire le telecamere con Wi-Fi 6 - Recensione
La domanda me la sono posta seriamente prima di attaccare la spina. Perché un videoregistratore di rete che rinuncia al PoE, cioè alla singola cosa che rende i sistemi cablati noiosamente affidabili, sulla carta suona come un compromesso. Poi però guardo il muro di casa mia, penso a quante tracce dovrei fare per portare un cavo Ethernet fino all'angolo del giardino, e la risposta cambia forma. Il Reolink RLN12W nasce esattamente per quel tipo di situazione: case già finite, muri che nessuno ha voglia di bucare, telecamere che stanno dove serve e non dove passa il cavo. È un NVR Wi-Fi 6 con hard disk da 2TB già dentro, quattro antenne esterne, e la promessa di gestire fino a sedici telecamere Reolink in registrazione 24/7 completamente in locale. Niente abbonamenti, niente cloud obbligatorio, niente canoni mensili che ti erodono il portafoglio a rate da otto euro. Ammetto che all'inizio ero scettico. Ho lavorato per anni con NVR cablati e l'idea di affidare sei flussi video a una rete wireless mi sembrava una scommessa. Sei telecamere sono tante. Sei telecamere che sparano contemporaneamente su Wi-Fi, con l'hard disk che macina in continuo, sono una cosa che o funziona o diventa un incubo di frame persi. E niente, funziona. Non sempre allo stesso modo, non in tutte le condizioni, e con almeno tre asterischi che nella scheda commerciale non trovate. Ma funziona, e in certi scenari fa esattamente quello che serve. Il punto è capire se il vostro scenario è quello giusto, perché qui la distanza tra "acquisto azzeccato" e "soldi buttati" si gioca tutta sui dettagli. Che sono parecchi. Arriviamo al dunque. Trovate il registratore disponibile su Amazon e sulla pagina ufficiale Reolink, dove capita spesso di trovare promozioni sui pacchetti che includono anche le telecamere. Unboxing Scatola nera, sobria, di quelle che non provano a vendervi niente. Reolink ha smesso da tempo di fare packaging urlati e la cosa mi piace, anche perché quando compri un registratore di sorveglianza non stai cercando un'esperienza emozionale: stai cercando una macchina che accenda e registri. Dentro, la dotazione è essenziale ma completa: il registratore, l'alimentatore da 12V, un cavo HDMI, un metro scarso di cavo di rete, il mouse USB per l'interfaccia locale e la guida rapida. Le antenne arrivano già montate, ed è un dettaglio che apprezzo più di quanto ammetterei volentieri, perché avvitare quattro antenne è una di quelle micro seccature che ti fanno partire col piede sbagliato. Il mouse merita una parola. Sembra un accessorio da niente, di quelli che finiscono nel cassetto, invece è lo strumento con cui gestirete tutta la configurazione a monitor. Non è un bel mouse, sia chiaro. Plastica leggera, click un po' anonimo. Ma c'è, e in una fascia di prezzo dove qualcuno risparmia anche su quello, averlo in confezione conta. Manca un cavo di rete più lungo, e qui c'è da dire una cosa importante: durante il primo abbinamento ogni telecamera va collegata fisicamente all'apparecchio con un cavo Ethernet, prima di poterla liberare sul wireless. Con un metro di cavo vi ritrovate a lavorare in equilibrio precario sulla scrivania, con la telecamera appoggiata accanto al registratore. Funziona, ma un cavo da tre metri sarebbe costato a Reolink venti centesimi e mi avrebbe risparmiato qualche imprecazione. Design e costruzione Piatto, largo, discreto. Le misure parlano di 255 millimetri di larghezza per 222,7 di profondità e appena 49,5 di altezza, per un peso di 1,4 chilogrammi che è quasi tutto hard disk. In mano dà quella sensazione di solidità un po' vecchia scuola che i dispositivi di rete hanno perso da un pezzo: non è un oggetto che vuole essere bello, è un oggetto che vuole stare fermo. La scocca è metallica sulla parte superiore, plastica sul frontale. Sul davanti trovate i due LED (alimentazione e attività disco) e una porta USB, dietro c'è tutto il resto: alimentazione, il tasto di reset, una seconda USB, HDMI e VGA, l'uscita audio RCA, e cinque porte di rete di cui una dedicata alla connessione verso il router e quattro riservate alle telecamere cablate. Le quattro antenne sono orientabili e si piegano fino a novanta gradi. Sembra una banalità, ma la posizione delle antenne su questo tipo di apparecchi fa una differenza misurabile, e poterle inclinare verso l'alto quando il dispositivo sta su una mensola bassa è utile davvero. Io le ho tenute tutte verticali, ho provato anche la configurazione a ventaglio consigliata da qualche manuale Reolink, e sinceramente non ho notato scarti significativi. Esteticamente sta bene ovunque non debba stare in mostra. Nel mio caso è finito su una mensola del ripostiglio tecnico, accanto al router, e lì la sua estetica anonima diventa un pregio: non attira l'occhio, non ha luci fastidiose, non fa nulla per farsi notare. Personalmente preferisco così. Un NVR che cerca di sembrare un oggetto di design è un NVR che ha sbagliato mestiere. Un appunto sulla ventilazione: le griglie laterali sono generose e la parte superiore in metallo lavora da dissipatore. Serve, come vedremo. E qui apro una parentesi che chiudo tra qualche paragrafo, perché il tema calore su questo prodotto merita più di una riga di passaggio. Specifiche tecniche Specifica Valore Canali IP supportati Fino a 16 telecamere (12 cablate + 4 Wi-Fi a batteria, oppure 16 a batteria) Risoluzione massima per canale 16MP Compressione video H.265 / H.264 Risoluzioni di riproduzione Fino a 7680x2160, 4608x1728, 4512x2512, 4096x3072, 3840x2160, 2560x1440, 1080p, 720p Riproduzione sincrona Fino a 4 canali Standard wireless IEEE 802.11 a/b/g/n/ac/ax (Wi-Fi 6) Frequenze 2,4 GHz / 5 GHz dual band Sicurezza wireless WPA / WPA2 / WPA3 Antenne 4 esterne ad alto guadagno Archiviazione 1 slot SATA, HDD 2TB preinstallato Capacità massima dichiarata 8TB (fonte ufficiale), fino a 16TB secondo diversi rivenditori Uscite video HDMI fino a 3840x2160, VGA fino a 1920x1080 Uscita audio 1 canale, RCA Porte USB 2 x USB 2.0 Porte di rete 4 x RJ-45 10/100 Mbps per telecamere IP, 1 x RJ-45 10/100 Mbps per LAN/WAN Utenti massimi 20 (1 amministratore + 19 utenti) Flussi simultanei 12 (10 sottoflussi + 2 flussi principali) Protocolli di rete HTTPS, TCP/IP, UDP, DHCP, P2P, UPnP, RTMP, RTSP, SMTP, SSL/TLS, DNS, DDNS, NTP, FTP Alimentazione DC 12V / 2A Consumo Inferiore a 10W con HDD da 2TB Temperatura di esercizio Da -10°C a +45°C, umidità 10% ~ 90% Dimensioni 255 x 49,5 x 222,7 mm Peso 1,4 kg Garanzia 2 anni Componentistica e connettività Il cuore di questo apparecchio è la sezione radio, ed è lì che Reolink ha investito. Quattro antenne ad alto guadagno, Wi-Fi 6 con modulazione 1024-QAM, supporto a OFDMA e MU-MIMO, e la tecnologia di BSS coloring che serve a ridurre le interferenze quando nell'etere ci sono troppe reti sovrapposte. Tradotto: il registratore crea la propria rete wireless dedicata e ci parla dentro senza pestare i piedi al vostro router domestico. Questa è la scelta architetturale più intelligente del prodotto. Le telecamere non stanno sulla vostra rete di casa, stanno su una rete separata generata dall'apparecchio stesso. Meno congestione, meno traffico che attraversa il router, e un beneficio collaterale sulla sicurezza che vale la pena sottolineare: se qualcuno buca il vostro Wi-Fi domestico non si ritrova automaticamente in mezzo ai flussi video. Poi però giri il dispositivo, guardi le porte Ethernet, e trovi il primo asterisco vero. Sono 10/100 Mbps. Non gigabit. Nel 2026, su un apparecchio che maneggia flussi 4K e che dichiara supporto fino a 16 megapixel per canale, cento megabit sono una scelta che fatico a giustificare. Non è drammatica, perché i sottoflussi compressi in H.265 stanno abbondantemente sotto quella soglia e le telecamere cablate si spartiscono quattro porte distinte. Ma quando esporti uno spezzone lungo, o quando accedi al registratore via LAN dal computer, quel limite si sente. Mica poco. Sul fronte archiviazione c'è un solo alloggiamento SATA, con dentro un disco da 2TB già formattato e pronto. Nessun RAID, nessuna ridondanza, nessuna seconda copia: se quel disco muore, i vostri filmati muoiono con lui. È il compromesso classico della fascia consumer e non me la sento di trasformarlo in una crociata, però va detto chiaramente prima dell'acquisto. Sulla capacità massima le fonti divergono, e non di poco. La scheda tecnica ufficiale Reolink parla di 8TB, mentre praticamente tutti i rivenditori europei pubblicizzano l'espandibilità fino a 16TB. Non ho avuto modo di verificare di persona con un disco da 16TB, quindi su questo punto mi limito a segnalare la discrepanza: se avete in mente di montare un disco enorme, informatevi prima dal supporto. L'app Reolink Ecco, questa è la parte su cui ho cambiato idea tre volte mentre scrivevo. Funzionalmente l'applicazione è ottima. C'è dentro tutto: vista live multipla, riproduzione con timeline, gestione delle notifiche per singola telecamera, impostazione delle zone di rilevamento, regolazione della sensibilità, download degli spezzoni sul telefono, condivisione degli accessi con altri utenti di casa. Il rilevamento intelligente di persone, veicoli e animali si configura da qui, e funziona con una precisione che mi ha davvero sorpreso. Pochi falsi positivi, notifiche che arrivano quando devono arrivare. E allora dove sta il problema? Sta nell'organizzazione. L'interfaccia è complicata e poco intuitiva, e lo dico da persona che con questa roba ci lavora. Le impostazioni sono annidate in profondità, la stessa funzione a volte si raggiunge da due percorsi diversi con nomi diversi, e certe voci di menu usano una terminologia che sembra tradotta al volo dall'inglese. Trovare l'opzione giusta al primo tentativo è raro. Al secondo pure. Vi faccio un esempio pratico: modificare la zona di rilevamento di una singola telecamera collegata al registratore richiede di capire se state agendo sul dispositivo o sul canale dell'NVR, perché sono due contesti separati con schermate quasi identiche. La prima volta ci ho messo un quarto d'ora buono. Adesso ci arrivo in venti secondi, ma solo perché ho imparato a memoria il percorso, non perché il percorso sia sensato. Detto questo, e qui torno indietro rispetto a quello che stavo per scrivere, l'app è stabile. Non crasha, non perde le connessioni, non si dimentica dei dispositivi. La stabilità in questo settore vale più dell'eleganza, e Reolink su quello non sbaglia. È che con qualche mese di lavoro di un buon designer di interfacce questa applicazione diventerebbe la migliore della categoria, e invece resta un attrezzo potente ma scomodo. Peccato. Consumi e comportamento sotto carico Un apparecchio che deve stare acceso 8.760 ore l'anno va giudicato anche sulla bolletta, e qui le notizie sono buone. Il consumo dichiarato resta sotto i 10W con il disco da 2TB installato, e nelle mie misurazioni indirette il dato regge senza sorprese. Fate due conti: siamo nell'ordine di poche decine di euro l'anno di energia elettrica, una cifra che sparisce dentro il resto delle utenze. Il comportamento termico è un'altra faccenda. Il dispositivo scalda, e scalda in modo percepibile: appoggiando la mano sulla parte superiore metallica dopo qualche ora di funzionamento continuo si sente chiaramente il calore. Non è preoccupante, il metallo lavora esattamente per quello e le specifiche dichiarano tolleranza fino a 45°C ambientali, ma è un apparecchio che va posizionato con la testa. Niente mobiletti chiusi, niente pile di roba sopra, niente angoli senza ricircolo d'aria. La parte che invece mi ha dato più fastidio è il rumore. Il disco meccanico si sente. In una stanza silenziosa quel ronzio di fondo, con i micro ticchettii della testina che scrive in continuo, diventa presenza costante. Se pensavate di metterlo in camera da letto o in uno studio dove registrate audio, mettetevi il cuore in pace: non è aria condizionata, ma c'è. La buona notizia è che si risolve. Sostituendo l'hard disk meccanico con un SSD il rumore sparisce del tutto e anche il calore cala sensibilmente. È un'operazione che richiede di aprire la scocca e di rifare la configurazione dello storage, quindi non è per tutti, e va valutato il costo per terabyte che su SSD resta molto più alto. Ma se il vostro registratore deve stare in una zona vissuta della casa, quella modifica cambia completamente l'esperienza d'uso. Ci ho fatto un pensiero serio e continuo a farlo. Test sul campo Sei telecamere agganciate all'RLN12W. Un mix di modelli cablati e di unità a batteria, distribuite tra interno ed esterno, con un router Wi-Fi 7 a monte della rete domestica. Questa è la configurazione con cui ho vissuto per settimane, e vi racconto come è andata partendo dalla fine: il sistema fa il suo lavoro, ma la differenza tra usarlo in casa e usarlo da fuori è più marcata di quanto mi aspettassi. Partiamo dall'installazione, che è il punto in cui Reolink si comporta meglio di quasi tutta la concorrenza. Colleghi il registratore alla corrente, lo attacchi al monitor via HDMI, lo colleghi al router con il cavo di rete, e da lì parte una procedura guidata che ti prende per mano. Ogni telecamera va agganciata via cavo, inizializzata a monitor, sincronizzata sul Wi-Fi del registratore, e poi liberata. Il tutto porta via qualche minuto per dispositivo. Sul serio: qualche minuto, non un pomeriggio. Se avete presente la trafila di certi sistemi di videosorveglianza dove passate mezz'ora per telecamera tra indirizzi IP e password dimenticate, qui si respira. Ho gestito quasi tutto a monitor, con il mouse in dotazione, e ve lo consiglio: l'interfaccia locale è nettamente più veloce dell'app. Non un po' più veloce. Nettamente. Le telecamere si aprono subito, la timeline scorre fluida, il passaggio da un canale all'altro è immediato. Da remoto la musica cambia. La vista live va a scatti con una certa frequenza, e soprattutto ci mette parecchio a stabilire la connessione con la telecamera che state chiamando. Parliamo di attese che a volte superano i dieci secondi prima di vedere il primo fotogramma, e in un sistema di sicurezza dieci secondi sono lunghi. Quando l'immagine arriva, arriva bene. Ma quell'attesa iniziale, ripetuta ogni volta che cambiate canale, logora. Sulla copertura wireless ho una posizione netta: i 1.000 metri quadrati dichiarati sono un dato da laboratorio e nel mondo reale non li vedrete mai. Con muri spessi di mezzo, di quelli in mattoni pieni che nelle case italiane abbondano, la portata utile si accorcia drasticamente. Reolink lo scrive pure, in un asterisco che nessuno legge. Io ve lo dico più chiaramente: fate i vostri conti sulla metà di quel numero, e se avete strutture portanti importanti tra il registratore e le telecamere più lontane, fatelo sulla metà della metà. Curiosità che mi porto dietro da questo test: avere un router Wi-Fi 7 non serve assolutamente a niente per questo apparecchio, che è e resta un dispositivo Wi-Fi 6. Il collo di bottiglia è il registratore, non la vostra rete. Se stavate pensando di aggiornare il router per migliorare la resa del sistema di videosorveglianza, risparmiate i soldi. Sull'autonomia di registrazione, con sei telecamere attive in modalità continua, l'hard disk da 2TB mi ha coperto circa quindici giorni di storico prima di iniziare a sovrascrivere. È un numero onesto, in linea con quello che mi aspettavo, e va preso come riferimento realistico: chi vi promette un mese con sei canali in 4K continuo sta barando sulla qualità del flusso. E poi c'è l'episodio. Una volta, durante il periodo di prova, il sistema ha smesso semplicemente di registrare. Nessun avviso, nessuna notifica, nessun errore a schermo. Me ne sono accorto solo andando a cercare uno spezzone e trovando un buco nella timeline. Un riavvio ha risolto tutto e non è più successo, ma il fatto che un registratore di sorveglianza possa smettere di fare l'unica cosa per cui esiste senza dirvelo è la cosa che mi ha infastidito di più in tutto il test. Non tanto il blocco in sé, che può capitare a qualsiasi apparecchio elettronico. Il silenzio. Approfondimenti La storia dei 12 canali che poi sono 16 Se cercate questo prodotto online vi imbattete in una confusione notevole: certi rivenditori lo chiamano 12 canali, altri 16, e il nome stesso contiene un dodici. Chi ha ragione? Tecnicamente tutti e nessuno, ed è una di quelle vicende che valgono la spiegazione. Al lancio, sul finire del 2023, l'RLN12W nasceva come registratore a dodici canali. Da lì il nome. Successivamente Reolink ha esteso il supporto fino a sedici telecamere, e oggi la pagina ufficiale del prodotto lo presenta esplicitamente come modello a 16 canali con risoluzione massima di 16 megapixel per flusso. Il nome commerciale però è rimasto quello originale, e mezzo mercato non ha aggiornato le schede. C'è un dettaglio ulteriore che quasi nessuno riporta e che invece è decisivo: quei sedici canali non sono tutti uguali. La combinazione supportata è di dodici telecamere cablate più quattro Wi-Fi a batteria, oppure di sedici telecamere a batteria. Non potete collegarci sedici unità cablate e aspettarvi che funzioni. Nella pratica quotidiana, con sei dispositivi collegati, il tetto non l'ho mai nemmeno sfiorato. Ma se state progettando un impianto ampio, magari per un'attività commerciale, quella distinzione cambia il progetto. Verificate la composizione della vostra flotta prima di ordinare, non dopo. Aggiungo un'ultima cosa: esistono revisioni hardware diverse in circolazione, identificate da sigle come N5MB01, N6MB01 e N7MB01, e alcune telecamere Reolink recenti richiedono la revisione più aggiornata per essere compatibili. Se comprate usato o ricondizionato, chiedete quale versione state prendendo. Copertura wireless: la realtà dietro i numeri Ne ho accennato nei test, ma il tema merita di essere sviscerato perché è la variabile che determina se sarete contenti o furiosi. Le quattro antenne fanno un lavoro serio e la sezione radio è di qualità. In condizioni favorevoli, cioè con pareti in cartongesso o muri divisori leggeri, la portata è ampia e i flussi restano stabili anche a distanze rispettabili. Il problema nasce con l'edilizia italiana tradizionale: mattoni pieni, solette in cemento armato, magari qualche rete elettrosaldata dentro l'intonaco. Quella roba mangia il segnale a 5 GHz come niente. La strategia che ha funzionato meglio nel mio caso è stata mista: le telecamere più lontane e più critiche le ho tenute sulla banda a 2,4 GHz, che penetra meglio i muri anche se offre meno banda, e quelle vicine sui 5 GHz per avere flussi più puliti. L'apparecchio gestisce entrambe le bande contemporaneamente e questa flessibilità è preziosa. Se la distanza resta un problema, Reolink vende un ripetitore dedicato, l'RLA-WE1, che una volta agganciato a questo registratore attiva automaticamente una modalità mesh con SSID unico. Non l'ho provato di persona, quindi su questo mi fermo qui e vi rimando alla documentazione ufficiale. Ma sapere che la via d'uscita esiste è già qualcosa. Il consiglio pratico che mi sento di dare: prima di montare definitivamente le telecamere, fate una prova di posizionamento con l'unità appoggiata temporaneamente dove vorreste installarla. Cinque minuti di verifica vi risparmiano un tassello mal messo e un pomeriggio buttato. Quanti giorni di registrazione, davvero La domanda vera che si fa chi compra un registratore è una sola: quanto storico riesco a tenere? E la risposta dipende da tre variabili che nessuna scheda commerciale mette in evidenza. Numero di telecamere, risoluzione dei flussi, e modalità di registrazione. Con sei dispositivi in continuo, come vi ho detto, i 2TB in dotazione mi hanno dato circa quindici giorni. Se scendete a quattro telecamere il numero cresce sensibilmente. Read the full article



















