Il successo che nascondeva un problema
Per decenni, l'umanità ha combattuto contro il buco dell'ozono, un assottigliamento dello strato di ozono stratosferico (soprattutto sopra l'Antartide) causato dai gas CFC (clorofluorocarburi), usati in passato in bombolette spray e frigoriferi.
Grazie al Protocollo di Montreal (1987), abbiamo messo al bando questi gas. La notizia positiva è che sta funzionando: lo strato di ozono si sta lentamente "ricucendo".
Tuttavia, questo successo ambientale sta avendo un effetto collaterale inaspettato sul riscaldamento globale.
L'ozono e l'effetto "scudo" delle nuvole
La teoria scientifica, confermata da nuovi studi, si basa su un effetto indiretto che il buco dell'ozono aveva sul clima dell'emisfero australe:
- Meno ozono, più freddo (in alto): Lo strato di ozono, assorbendo i raggi UV, riscalda la stratosfera (l'alta atmosfera). La presenza del "buco" (cioè la mancanza di ozono) ha causato per decenni un forte raffreddamento di quella specifica zona della stratosfera sopra l'Antartide. - Vortice Polare più forte: Questo raffreddamento intenso ha rinforzato i venti stratosferici che compongono il "vortice polare", una sorta di trottola d'aria gelida che isola l'Antartide. - Più nuvole luminose: Questi venti alterati hanno favorito, a loro volta, la formazione di nuvole più dense e luminose sopra l'Oceano Australe. - L'effetto "scudo": Per tutto questo tempo, queste nuvole più bianche hanno agito come un gigantesco specchio, riflettendo più luce solare nello spazio. In pratica, il buco dell'ozono, pur essendo un problema grave, ci ha involontariamente fornito uno "scudo" che ha mascherato una parte del riscaldamento globale causato dai gas serra. Cosa succede ora che l'ozono guarisce
Ora che i CFC sono diminuiti, l'ozono sta guarendo. Questo processo sta invertendo il fenomeno:
- La stratosfera sopra l'Antartide si sta lentamente riscaldando (tornando alla normalità). - Il vortice polare si sta indebolendo. - Di conseguenza, le nuvole "specchio" sull'Oceano Australe stanno diminuendo.
Il dato chiave che emerge dagli studi recenti (e a cui fa riferimento l'articolo di Focus) è che questo effetto "scudo" che stiamo perdendo è molto più potente di quanto si pensasse. Si stima che il riscaldamento aggiuntivo causato dalla "guarigione" dell'ozono (e dalla conseguente perdita dello scudo di nuvole) contribuirà all'aumento della temperatura terrestre in misura superiore del 40% rispetto alle proiezioni precedenti che non tenevano conto di questo meccanismo.
In sintesi: la chiusura del buco dell'ozono è fondamentale per proteggerci dai raggi UV (e rimane un'ottima notizia), ma ora stiamo perdendo un "freno" involontario al riscaldamento globale, che quindi accelera più di quanto previsto.
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