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Nostalgia 2000s (3° parte)
E siamo arrivati alla terza e con molte probabilità ultima parte dei ricordi di infanzia e adolescenza di una ragazza nata nel 2000, stavolta tratterò di programmi tv e cartoni che hanno riempito le mie mattinate pre-scuola, i pomeriggi post studio e le serate dopo cena.
Qui per leggere la prima e la seconda parte ->
💬 8 🔁 2 ❤️ 5 · Nostalgia 2000s (1° parte) Dopo aver passato tutto il giorno in macchina in un viaggio interminabile con come unici compag
💬 9 🔁 0 ❤️ 4 · Post by @persa-tra-i-miei-pensieri · 4 images · Nostalgia 2000s (2° parte) Dopo aver scritto la prima parte mi sono tornat
Ci sono alcuni peluche della mia infanzia che conservo ancora oggi: la bambola Camilla di stoffa più grande della me poppante, una bambola color giallo e verde pastello che ricorda la campagna, non a caso il nome Camilla che si riferisce ai fiori di camomilla, e un enorme cappello sulla chioma biondo-castana; il mio peluche del cuore che mi regalarono i miei con molta probabilità a 2 anni e da quel momento non ci siamo mai separati o almeno così mi piace dire perché in realtà ci sono stati alcuni anni della mia adolescenza in cui l’ho chiuso nell’armadio insieme agli altri peluche o spostato sulla mensola sopra al letto ma c’è una ragione per cui la me adolescente lo ha fatto e non è per imbarazzo ma per paura. Voi direte in che senso paura? Avevi paura di un peluche? SI! Avevo il terrore di qualsiasi peluche dopo quella lettura fatta alle medie, era una lettura obbligatoria per le vacanze per antologia e quel racconto horror continua ancora a terrorizzarmi ma ho relegato questa fobia ai soli peluche a forma di orsacchiotto proprio per non dovermi disfare del mio Beethoven dalle sembianze di un cagnolone probabilmente un San Bernardo, col manto bianco e marroncino e delle macchie nere attorno agli occhi, il nome ovviamente è un riferimento ai film di Beethoven e non al famoso pianista. Non vi dico quanto ero spaventata all’idea che mio padre dovesse ricucirgli il dorso proprio a causa di quel maledetto racconto, ma io dico una lettura soft no eh, un pazzo che aggiustando i peluche fa sì che di notte succhino l’energia vitale dei bambini è ovvio che poi guardo con sospetto ogni pupazzo presente in casa. Questo trauma si accompagna ad altri momenti di insonnia dovuti a delle puntate della Signora in Giallo che vedevo da mia nonna e che mi spinsero ad abbandonare le lezioni di pianoforte con il terrore che sbagliando a premere un tasto potesse partire una bomba o che mi costringono ancora oggi a non dare le spalle durante la notte all’armadio con la paura di qualche criminale nascosto tra i cassetti o sotto al letto, la mia paura era diventata così ossessiva che arrivai a pregare nonna di non vedere più quel programma e la sua risposta mi lasciò senza parole: «Ma io lo guardavo solo perché pensavo piacesse a te» maledizione a dirlo prima mi sarei risparmiata tante notti insonni e combattere la paura del buio nei corridoi che mi spinge a correre come una pazza verso la prima luce accesa. Ancora, tra i programmi che mi hanno terrorizzata ci sono un film a cartone su Cappuccetto Rosso che ho avuto la brillante idea di vederlo una seconda volta pensando magari così supero la paura e invece ho passato un’altra settimana in bianco e una puntata di A tutto reality che mi spinse a cancellare in preda al panico il canale K2 dalla tv che rimisi solo dopo un paio d’anni.
Tolti i traumi torniamo a parlare di peluche della mia infanzia e mi vengono in mente in particolare quelli dei Teletubbies e quelli di Winnie the Pooh, Tigro, Calimero, Hamtaro e Topo Gigio, ma anche uno di Dora l’esploratrice, uno di Magica DoReMi che cantava premendole il petto, uno di Hello Kitty ed anche quello del cane Magic dei Cuccioli Cerca Amici con il collare che diventava un braccialetto e poi tanti altri tra cani e altri animali come pesci, cavallucci marini, delfini e foche souvenir delle gite all’Acquario di Genova, Cattolica e Zoomarine in cui ricordo una volta di essere stata chiamata sul palco da un clown per fingere di suonare un pianoforte inesistente e i mille spettacoli di foche, delfini e pappagalli oltre ai musical come quello di Peter Pan e ricordo anche un film sulle tartarughe in 5D in cui sembrava di stare davvero sott’acqua con un meccanismo che spruzzava acqua e emetteva aria dalla seduta anteriore. A proposito di tartarughe un film che ho adorato e che ho in dvd è Sammy in cui si vede questa tartarughina che proprio come nella realtà dopo mille peripezie per sopravvivere torna a deporre le uova nella stessa spiaggia in cui è nata.
I cartoni inizialmente venivano trasmessi su Rai 2 la mattina prima di scuola tant’è che da super mattiniera alle 6 ero già in piedi pronta per fare colazione e ammirare una nuova puntata in tv e tra i vari cartoni ricordo di aver visto un po’ di puntate di un cartone francese Martin Matin in cui questo bambino ogni mattina si sveglia trasformato in qualcosa come una mummia, un drago, un cavernicolo, un giullare ecc; poi Manny Tuttofare, Bob Aggiustatutto e Il Postino Pat; ma anche l’intramontabile Pimpa, Pingu, Tom & Jerry e i Barbapapà con il loro motto “resta di stucco è un barbatrucco”, adoravo in particolare la secchiona di turno Barbottina arancione con gli occhiali; L’Ape Maia; Heidi; Anna dai capelli rossi; Pippi Calzelunghe che viveva da sola a Villa Villacolle e ne combinava di tutti i colori; Pucca la ninja fissata con i baci; Cuccioli da cui presi ispirazione per un tema di scuola in cui raccontai proprio l’episodio visto il giorno prima, i mitici Saurini la prima serie in cui questi cuccioli di dinosauro si ritrovano soli e grazie al saggio Maestro Sauro e al suo assistente pasticcione Nichus attraverso dei meteoriti cercano i loro genitori viaggiando nel tempo e nello spazio e vivendo mille avventure proprio come recita quella bellissima sigla; sempre a tema dinosauri adoravo anche il Treno dei dinosauri in cui il capo treno viaggiando tra le varie ere spiegava i vari dinosauri che le popolavano, Alla ricerca della Valle Incantata e i film dell’Era Glaciale con il mammuth Manny, la tigre dai denti a sciabola Diego e soprattutto lo scoiattolo combinaguai Scrat e il bradipo spassoso Sid; vedevo anche Siamo fatti così ma ricordo più la sigla che le puntate stesse, un altro capolavoro della regina delle sigle Cristina D’Avena che recentemente ha cantato la sigla di un altro programma con il maestro barbuto C’erano una volta…gli oggetti in cui si narra e illustra la storia degli oggetti che usiamo tutti i giorni, ho visto un paio di puntate e devo dire che gioca molto a favore il fattore nostalgia.
Sempre della D’Avena è la sigla di Angel’s Friends che ho rivisto recentemente e ho apprezzato ancora di più, ahhh Sulfus bad boy del mio cuore; a tema vampiresco o mostruoso ricordo ovviamente Chica Vampiro, Summer in Transylvania, le Sorelle Fantasma, Wolfblood, i Maghi di Waverly, I fantasmi di casa Hathaway, Binny e il fantasma e la meravigliosa serie aliena di Alien Surf Girls programmi rispettivamente di Boing e di Rai Gulp della mia adolescenza, ma anche qualche puntata di Monster High.
Se Canale 5 era Sailor Moon, Rai 2 era soprattutto Pretty Cure sia la prima serie con Cure Black e Cure White che la serie Pretty Cure 5 in cui le giovani eroine combattono l’oscurità e poi gli incubi sottoforma di maschere a suon di calci e pugni oltre che ai poteri combinati di arcobaleni e cuori, ma se la trama non la ricordo bene quella che mi rimarrà sempre impressa è la sigla che al mattino dava una carica assurda per andare a scuola con quel ritmo frenetico e l’urlo dopo aver detto il titolo della serie. Crescendo poi mi sono affezionata anche alla serie Pretty Star Sognando l’Aurora sui pattini; mentre per quanto riguarda l’eterna battaglia W.I.T.C.H. e Winx io preferivo la serie sulle Pop Pixie.
Ho visto anche un po’ di puntate di Lizzie McGuire e di Sabrina vita da strega con il suo gatto nero Salem; poi Shimmer and Shine e Little Charmers; Fragolina Dolcecuore; L’armadio di Chloé, Ciao Principessa, Pipì Pupù e Rosmarina alla ricerca del Mapà un po’ mamma e un po’ papà, La Foresta dei Sogni che mi inquietava giusto un po’; stessa cosa per alcune puntate di Il laboratorio di Dexter, Phineas e Ferb, I due Fantagenitori e I pinguini di Madagascar ma il motto “carini e coccolosi ragazzi” lo uso ancora e Re Julien resta un personaggio epico.
Tra i programmi dimenticati voglio ricordare Loulou de Montmartre che racconta la storia di una giovane orfana che sogna di diventare una ballerina ma viene inseguita continuamente da un uomo misterioso con bastone. Tra i cartoni che non mi spiego perché mi piacessero sicuramente metto Bananas in Pyjamas, Code Lyoko, Evviva Sandrino e Lazy Town.
Altri cartoni da bambini che ricordo sono Ondino, Peter Coniglio, In giro per la giungla, Sofia la principessa, Il Piccolo Regno di Ben e Holly, Il Trenino Thomas, Sam il Pompiere. E chi si dimentica delle puntate misteriose di Geronimo Stilton o la tranquillità dei pomeriggi a casa di nonnina con i Baby Looney Tunes e l’affamatissimo Taz in Tazmania; il viaggio disperato di Bu-Bum e dei suoi amici animali come il gallo con come coda una scopettina, ho pianto tutte le mie lacrime con quel cartone.
Tornando a cartoni allegri adoravo vedere le ricette di Cuocarina ma soprattutto sentirla cantare e ballare mentre cucinava; le divertenti puntate di Mr Bean, di Shaun Vita da Pecora e dei fratelli Dalton.
Ero incantata dalle fiabe dei Simsalagrimm e dagli strani chiusky di Doraemon; ma anche dai combattimenti dei Power Rangers Jungle Fury. Adoro i cartoni con gli animali e infatti ho amato i Littlest Pet Shop, Pound Puppies, Horseland, i My Little Pony in particolar modo mi rispecchiavo in Fluttershy e guardo ancora con piacere Curioso come George la scimmietta più tenera del mondo.
Mi sono fatta le migliori risate con la serie animata di Zorro, viva il sergente Garcia! E ho apprezzato molto le serie animate di Peter Pan e di Il libro della giungla, ancor più dei film d’animazione Disney originali. Stessa cosa per A scuola con l’imperatore una sorta di spin off di Le follie dell’imperatore con Kuzco e Kronk.
Vedevo la Casa di Topolino e diciamocelo è stato un piccolo trauma vedere utilizzata la sigla per una canzone trash in adolescenza perché Tisca Tusca Topolino non può venir collegata a nessun tanga che scompare tra le chiappe ma solo alla frase di aiuto di Topolino Oh Toodles e ai suoi strumentopoli misteriosi o alla sigla di chiusura: ciao amici non scordatevi di noi, ci vediamo presto, quasi al livello di dolcezza della canzone dell’arrivederci cantata dalla Luna e dall’orso Bear nella grande casa blu a fine di ogni puntata. Della stessa tipologia della Casa di Topolino e di Dora l’Esploratrice con i personaggi che fingono di interagire con il bambino spettatore c’è una serie meravigliosa I Little Einsteins con quella sigla così orecchiabile che partiva con un countdown tipo decollo: Vola un po’ più su là nel cielo tutto blu i fantastici Little Einsteins, l’avventura ti aspetta insieme a noi … che se non avete battuto le mani a tempo nel leggerla vuol dire che non avete avuto la fortuna di vederla da piccoli ed è un peccato perché quei bambini hanno visitato sull’astronave rossa che diventava all’occorrenza anche un sottomarino tutto il mondo facendo perfino ridere la Gioconda in una puntata per uscire dal Louvre.
Per quanto riguarda i cartoni sportivi penso agli Spike Team perché se i ragazzi negli anni 80 e 90 associavano la pallavolo a Mila e Shiro o a Mimì io l’associo a loro e per il calcio, o meglio la pallastrada, penso alla Compagnia dei Celestini poi diventati Street Football, al cartone simile Extreme Football e a Inazuma Eleven.
Menzione a parte va poi a tutta la saga di Trilli un film più bello dell’altro e con personaggi meravigliosi e spassosissimi come i folletti tuttofare Clank e BloBlò doppiati da Luca e Paolo, gli stessi attori che vedevo il pomeriggio da nonna in Camera Cafè; e la miriade di film di Barbie tra cui spiccano per preferenza Barbie la Principessa e la Povera e la sua versione moderna Barbie la Principessa e la Pop Star di cui canto a squarciagola le canzoni; Barbie Principessa dell’Isola Perduta, Barbie Pollicina, Barbie la Magia della Moda, Barbie e l’avventura nell’oceano e ditemi se non vi viene voglia di ballare appena parte la musica della regina del mare e se non vi ha stranito vedere una foca abbaiare o se non usate anche voi rispondere a qualcuno che va a farsi manicure e pedicure: e codacure; poi anche Barbie e il Natale Perfetto perché quell’husky è davvero troppo tenero. Inoltre ci sono alcuni film come Il diario di Barbie, Barbie Il segreto delle fate e Barbie e il regno segreto che hanno influenzato non di poco la stesura del mio racconto Il Regno dei Diari Segreti ma shhh, se devo essere sincera ci sono molte serie che l’hanno influenzato come i Puffi, Mia ad Me e ovviamente Grachi, serie tv preferita for ever, seguita a ruota da Suena Conmigo, mille volte più bella di Violetta, Soy Luna, Bia e Penny on M.A.R.S., seguita a sua volta da Kally’s Mashup e da The Band perché come si fa a non ridere con Bonzo il batterista e l’estate suona ancora così: “voglia di mare, di sole, di estate, voglia di uscire a far quattro risate, voglia di andare con la mia band, vorrei andare dove il sole splende, dove tutto è colorato, voglio vivere come in un film” e una serie simile ma che ho recuperato solo qualche anno fa I’m in the Band dove i personaggi sono ancora più spassosi. Poi c’è quella serie stupenda di Hotel 13 che con i suoi viaggi nel tempo, i misteri da svelare e quel meccanismo nel jukebox che faceva apparire la camera 13 nell’albergo in cui era nascosta proprio una macchina del tempo, tema poi ripreso anche da Club 57 in cui gioca nuovamente il fattore nostalgia proprio come in Io sono Franky perché c’è la fantastica attrice di Grachi, Isabella Castillo.
Altra serie Top stavolta di Frisbee è NPS in cui i personaggi si sfidano in un reality show Lottando per la Fama anche a suon di canzoni, una più nostalgica e romantica dell’altra e io mi immedesimavo un sacco in Sheryl la figlia dei fiori, adorando allo stesso tempo la rivale Rosmery e quei bacetti dati a se stessa e la voce da snob resteranno nella storia, ho seguito anche la serie fatta dagli stessi attori e personaggi che ricalcava molto lo stile di Grease ma chiaramente preferisco NPS a Somos Tu Y Yo. Altra serie altrettanto di nicchia ma che mi faceva sbellicare dal ridere e che a livello di goffaggine della protagonista viene ripresa molto da Marinette in Miraculous è Supertorpe e io ero letteralmente in fissa con la canzone Dia Perfecto smielata come lo zucchero filato in una vaschetta di gelato. Invece una serie famosa è quella degli Incorreggibili e sarebbe un crimine non citarla insieme ad un’altra di nicchia Love Divina.
Se penso a delle sirene mi vengono in mente Mako Mermaids ma soprattutto H2O, mentre se penso alla scuola mi torna in mente Ned Scuola di Sopravvivenza ed anche Tracy e Polpetta, il cui personaggio migliore a mani basse era il pirata fantasma che insegnava l’inglese in maniera spassosa.
Se penso a serie tv in cui il focus è la musica penso ai Big Time Rush, A tutto ritmo, Make It Pop e School of Rock, Alex & Co, Austin & Ally, ma anche a Sara e Marti e A.N.T. Farm Accademia Nuovi Talenti, e in una via di mezzo tra musica e moda colloco Maggie & Bianca, mentre solo moda e outfit ovviamente Il Camilla Store, passione che si riflette anche attualmente nel disegnare bozzetti sugli album di Top Model.
Tra i programmi di Super che vedevo per farmi quattro risate ci sono Zoey 101, iCarly, Nicky, Riky, Diky & Dawn e Bella e i Bulldogs.
Scrivendo mi è venuto in mente un dvd che ho visto millanta volte I Record degli Animali le olimpiadi invernali, perché quelle estive non le ho, era una collana che usciva in edicola e trattava in ogni numero di una categoria di animali differente ma quello sulle olimpiadi era troppo divertente con gli animali che sfidano l’uomo in discipline sportive a temperature rigidissime sotto 0; altro dvd visto tantissime volte è quello di Topo Gigio e le invenzioni. Se penso alle vacanze di Natale poi mi vengono in mente i dvd dei Supercuccioli e il cartone più di nicchia Pilù l’orsacchiotto con il sorriso all’ingiù e in tv i giorni dell’avvento animati in pochi minuti.
Ultima minuscola menzione va ai dvd delle operette del bravissimo maestro Massimini in particolar modo il Paese dei Campanelli e Acqua Cheta che mi incantano a ogni visione e le cui battute uso anche nel quotidiano come: “il cassettone fa le moine, il cassettone fa le moine? Il legnaiolo, e questo da dove è uscito, dal cassettone, il legnaiolo è uscito dal cassettone?”; “dormito abbiamo dormito, mangiato abbiamo mangiato, lavati ci siamo lavati e adesso… riposiamo” ; o ancora la battuta sulla mia cavalla e il ricordino che lascia; ma soprattutto il monologo sul “fatto” che mi fa ridere ogni volta: “il fatto che avete a noi fatto non andava affatto fatto … e quel che è fatto e fatto, io mi domando, io mi domando, ma che discorso ho fatto?”
E con queste perle di vera comicità direi di concludere questa carrellata di ricordi, certo ci sono altri mille programmi della mia infanzia come la Melevisione e il VideoGiornale della Melevisione con Gipo Scribantino e Fischiorante; L’Albero Azzurro con Dodò e lo scatolone fabbricone; Art Attack con Giovanni Muciaccia, la colla vinilica, le forbici dalle punte arrotondate e gli attacchi d’arte di Neil; e ad esso collegato in qualche modo il cartone Mio e Mao in cui due mici di plastilina uno bianco e uno rosso mutano forma e si amalgamano con l’ambiente che li circonda fatto a sua volta di plastilina, ma lo vidi solo una volta alla tv di un albergo in francese.
Ho guardato dieci minuti di Forum. Il livello di patriarcato, stereotipi, sessismo è allucinante. Non posso credere che dichiarazioni del genere non vengano costantemente messe in discussione o non vengano segnalate ovunque.
Ho perso dei neuroni e mi sono solo incazzata.
RAI: SERVIZIO PUBBLICO?
M'è capitato per sbaglio di vedere l'altro pomeriggio, "La Vita in Diretta" condotta da un certo Alberto Matano su RAIUNO.
Un programma che ho scoperto va in onda tutti i santi giorni feriali.
Ho messo in moto il cervello.
A chi giova imbastire un programma del genere? Un programma che si onora di sfruculiare in mille modi diversi, la curiosità macabra del pubblico.
Di sollecitare una sorta di perversione sadica nell'apprendere i dettagli feroci e disumani degli assassini che abbelliscono il nostro bel paese. E intendo il numero delle coltellate, il topicida fatto ingerire alla ragazza incinta, la trappola mortale architettata e spacciata per "incontro chiarificatore".
Eccolo allora il festival della pugnalata, del sangue schizzato sul pavimento, androne, scalinata. Un fiorire delle peggiori atrocità sbandierate a destra e manca con l'ausilio del commento della criminologa di turno.
A chi serve un orrore del genere travestito da cronaca del Presente.
Certo, serve a certo Pseudo-giornalismo per fare ascolti. Per scandalizzare, per scioccare, per catturare attenzioni raschiando il fondo del barile della peggiore "cronaca nera" del nostro paese.
Ma questo rimestare, questo intingere continuamente le mani nei delitti della peggiore criminalità e della miseria di certi individui perversi e malati, a chi giova?
È EDUCATIVO ?
È MORALE ?
È QUESTO CHE DEVE ESSERE IL "SERVIZIO PUBBLICO" FINANZIATO COL CANONE DA TUTTI QUANTI?
È SOCIALMENTE ACCETTABILE PRESTARSI A FARSI MEGAFONO E CASSA DI RISONANZA DEL PEGGIO CHE ACCADE NELLA NOSTRA ATTUALE SOCIETÀ?
La cosa che mi lascia di sasso è la SERIALITÀ delle puntate.
Mi spiego: un singolo crimine, delitto, omicidio, viene ripreso quotidianamente.
A volte anche per decine di puntate.
Quasi che un telespettatore dovesse mandare a memoria l'intera sequenza di un assassinio. E questi allora che fanno?
Ti aiutano a memorizzare. Spacchettando l'intero accadimento in tante sequenze da imparare un poco ogni giorno.
Come se fosse una POESIA da imparare a memoria!
...ogni giorno ti offriremo 4 versi dell'intero componimento!
Ci pensavo ieri sera.
Perchè allora, invece di presentarci una serie infinita di femminicidi ormai già avvenuti, non si cambia punto di vista e di osservazione?
Perchè, se ci sta davvero a cuore il problema di questa piaga sociale che è la violenza alle donne, il giornalista, invece che intervistare a bocce ferme, i parenti e le amiche della malcapitata di turno, non va ad intervistare...
una donna ANCORA VIVA, ANCORA RESPIRANTE, ANCORA PENSANTE
che abbia presentato una denuncia per maltrattamenti, violenza, percossse ?
Perchè se si è davvero " servizio pubblico" invece che speculare sul dolore e sulla carneficina in corso ai danni del genere femminile, non si decide di documentare il problema vero, di entrare nella carne viva di questi inferni umani che sono certe relazioni.
Perchè non si decide, invece, quando ancora "si è in tempo" di prendere le parti delle vittime di maltrattamenti, di documentarne le difficoltà, di arrivare a chiedere immediati interventi di ordine pubblico (braccialetto elettronico o carcere) contro gli aggressori, prima ancora che l'irreparabile sia accaduto?
Non sarebbe forse quello il migliore SERVIZIO PUBBLICO che si potrebbe svolgere a difesa delle donne che rischiano ogni giorno di essere le prossime vittime di femminicidio?
Io me lo chiedo.
Meno tv del dolore, e più trasmissioni educative sul tipo di relazioni che vale la pena vivere.
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Facendo zapping in tv io e la mia coinquilina ci siamo imbattute in questo...parliamone !
Dkiss is the new Real time
Ma poi perché?

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sabrina ferilli dopo aver baciato margherita buy si è baciata pure virginia raffaele ce sta a prende gusto eh come biasimarla
"Cucine da incubo" ha successo perché ci illude, per un'oretta, che forse anche noi un giorno avremo un Cannavacciuolo che ci trasformerà magicamente la vita. Invece no, non ce l'abbiamo: la trasmissione finisce, la tivù si spegne, e dal giorno dopo dobbiamo ricominciare a cavarcela da soli. E, se possibile, a migliorare da soli.
Alessandro Gilioli, Cannavacciuolo non esiste
Paolo Cortesi (Maggio 2014)
Ma che brutto gioco. Programmi tv come addestramento di massa alla sottomissione.
Avrete notato, credo, il moltiplicarsi (in tempi così rapidi da non poter essere fenomeno casuale o “naturale”) di programmi tv basati sulla competizione. Anzi sulla competizione esasperata che conduce ad una sistematica, progressiva eliminazione. La formula è semplice, sempre la stessa: cantanti, cuochi, parrucchieri, pasticcieri, ballerini, aspiranti uomini d'affari (sic) e altre categorie si sottopongono al giudizio - spesso spietato, sempre severo - di sedicenti giudici. Da notare che i giudici, il cui verdetto è inappellabile, sono quasi sempre sconosciuti al grande pubblico quanto gli aspiranti che saranno giudicati, ma essi (i giudici) sono investiti di un'autorità (ripeto: autorità, dato che della loro autorevolezza nulla è dato a sapere) di un'autorità, dicevo, assoluta. Lo “spettacolo” funziona così: gli esaminandi si sottopongono a prove anche molto dure, la competizione è feroce perché il “gioco” è a eliminazione, non esistono squadre perché il vincitore può essere solo un individuo e i gruppi che occasionalmente si formano hanno una vita solo funzionale alla selezione dei singoli. I giudici usano - si noti, ciò accade in ogni programma - una durezza ostentata, una spietatezza programmatica e spiccia. Talvolta arrivano alla soglia dell'insulto, mentre l'umiliazione è regolare. L'arroganza è il codice di questi programmi: arroganza esibita dal giudice, arroganza subìta come inevitabile e dunque necessaria da parte del candidato. O si vince o si cade nel nulla: questo è il messaggio di tali programmi che, va sottolineato ancora una volta, sono sempre più diffusi. Gli esaminati accettano supinamente l'autorità totale dei giudici: chi viene cacciato, ha spesso parole molto severe verso se stesso; così come sono esagitate le dichiarazioni: “ce la metterò tutta” o “non posso fallire questa è la mia vita” o “non la deluderò, chef” ecc.ecc. Perché mi occupo di questa ennesima forma di tv spazzatura che, francamente, fa proprio schifo? Perché oggi la tv non descrive, ma anticipa la realtà della società. O meglio: la tv è il battistrada, l'apripista delle teorie sociologiche delle classi dominanti. È la cartina al tornasole. È la ricetta della torta avvelenata che ci stanno confezionando. Sotto la (falsa) motivazione dell'intrattenimento, la televisione disegna e testa la società che il sistema sta imponendo. La tv oggi è il laboratorio di prova, e al tempo stesso il maggior artefice, della società che le classi dominanti stanno disegnando e imponendo al mondo occidentale. I programmi di cui ho appena detto non sono “giochi”: sono la struttura imminente della società e del mondo del lavoro. Le classi dominanti vogliono una società docile, mansueta, fatta di individui che non hanno idea di cosa sia la solidarietà ma che vivono sgomitando rabbiosamente in una competitività frenetica. Le classi dominanti vogliono il diritto assoluto di giudicare e premiare e selezionare. La cosiddetta meritocrazia è l'infame etichetta che i padroni hanno dato alla loro pretesa di scegliere chi premiare, in base a criteri che solo loro decidono e applicano. Altro messaggio forte che si vuole dare è questo: “se fallisci, la colpa è solo tua”, e ancora: “io ti ho dato l'occasione della tua vita, tu l'hai sprecata”: sono vergognose menzogne che servono solo a giustificare il ruolo di potere e negano che il successo sia ottenuto (come invece succede) da infinite vie anche inconfessabili, da mezzi diversi, in modi diversi e la riuscita, in questa nostra società, non dipende che in piccola parte dal reale valore delle persone. Ma se si ammettesse questo, cadrebbe come una montagna di fango l'imponente piramide sociale su cui svettano i potenti. Questa pseudo- ideologia del successo ignora, anzi irride, tutto ciò che sappiamo da secoli sulle dinamiche sociali, sulle influenze dell'ambiente economico e sulle profonde complesse reti causali che modulano la vita degli individui e della società. Insomma: non è affatto vero che vincono solo i migliori, ed è ancora più falso che “se sei bravo, prima o poi arrivi al successo”: è la più ridicola menzogna borghese, fondata su un agghiacciante darwinismo sociale, rozzo e bestiale. Certi programmi tv sembrano divertenti passatempi che incentivano l'hobby della cucina o del canto. In realtà, sono operazioni di manipolazione culturale che stanno sovvertendo valori secolari, creati dall'impegno e dalla fatica di generazioni: solidarietà, collaborazione, consapevolezza, rispetto, autogestione, creatività sono ciarpame che ostacola il progetto di dominio delle classi dominanti. Obbedienza, sottomissione, arrivismo e servilismo sono le nuove coordinate della società che i padroni ci stanno imponendo con la forza (repressione, controllo poliziesco, nevrosi normativa) e con la suggestione più o meno evidente di uno “spettacolo” che celebra soltanto l'imbecillità e la violenza.