“Stai ferma…
Hai già capito che non hai bisogno di muoverti.
Ti basta stare lì, gambe chiuse che premono,
ma il calore tra le cosce ti sta già tradendo.
E io non ti ho nemmeno sfiorata.
Ti sto solo parlando.
Con voce bassa, lenta, affilata.
Una voce che ti entra tra le gambe
come dita sicure, che ti tengono aperta
anche se ti vergogni di quanto lo vuoi.
Ogni mia parola è un dito dentro di te.
Ogni comando un colpo secco.
Ogni pausa, una mano che ti stringe la gola
senza toccarti davvero.
E tu ci stai.
Ci stai perché non vuoi più pensare.
Vuoi solo sentire.
Vuoi che ti guidi dentro quel buio dove ti senti
più viva, più sporca, più tua.
Ti dico:
Toccati.
Ma solo con due dita. Lente.
E tu obbedisci.
Tienile bagnate, voglio che scivolino bene.
E tu ansimi.
Lo fai per me, non per te. Lo sai.
E godi di più.
Non ti sto solo eccitando.
Ti sto programmando.
Ogni respiro che prendi con la mia voce
nelle orecchie è un nuovo nodo che
ti tiene legata alla mia volontà.
Sei già in ginocchio dentro,
anche se sei ancora seduta.
La tua mente mi si è offerta
prima ancora della tua pelle.
Il corpo mi seguirà.
Sempre.
Perché ormai sei mia.
Mia in ogni spazio mentale dove ti sei rifugiata
per non sentirti troppo esposta.
Io ti vedo.
Ti prendo lì,
in quel punto dove il piacere fa paura.
Ti faccio aprire con parole sconce e dolci,
crude e lente,
che ti spingono in avanti e ti strappano
gemiti che non puoi più trattenere.
Ti sei bagnata tutta
solo perché ti sto dicendo cosa sei.
E una come te gode nel sentirsi dire la verità,
anche se le brucia dentro.
Ti chiudo gli occhi con la mia voce.
E quando li riapri…
sei già spalmata di voglia,
piegata nella tua mente,
bagnata per un uomo che ti ha scopata
senza neppure avvicinarsi…”
Rosario Di Luca, “Dentro la tua testa”













