"Ho accettato il fatto che non posso controllare tutto, ma posso controllare come reagisco..."
Vedete quel puntino bianco sul cellulare? Si quella specie di "bolla" in alto a sinistra. Oggi mentre stavo guidando sono arrivato su una strada dove ci sono dei lavori in corso e lì in mezzo alla strada c'era un dosso artificiale. Ho rallentato, ma il dosso era veramente alto e il furgone ha sobbalzato molto. Ho subito sentito il rumore di qualcosa che cade. Mi sono chiesto cosa fosse visto che il cellulare lo avevo in grembo poiché stavo ascoltando la musica, mi sono fermato ed ho guardato ad a terra ed ho visto l'altro cellulare, quello nuovo. Non lo uso mai quando sono a lavoro, per lo più lo tengo nel borsello, infatti all' inizio non ricordavo di averlo messo lì dove poi è cascato. L' ho alzato temendo il peggio e quando ho visto che era integro ho tirato un sospiro di sollievo. Poi quando lo schermo si è oscurato ho visto quel piccolo puntino. Ho pensato subito a quanto mi sarei disperato un anno fa. Ho sempre sofferto di perfezionismo che unito al mio continuo rimuginare sugli eventi accaduti facevano si che pensassi ogni volta al perché fosse successa quella determinata situazione, al fatto che avrei potuto evitarlo, "se solo fossi stato più attento" "se solo lo avessi capito prima" "perché non posso tornare indietro e cambiare quel singolo evento" "ora è tutto rovinato, ed io non posso farci niente" e via via così, fino all' esaurimento. Invece oggi ho pensato che in fondo è andata bene, poteva rompersi tutto lo schermo o addirittura il touch. Penso che in fondo le cose succedono e che purtroppo non si può prevedere tutto, né si può evitarlo. Il mondo esterno non è sotto il mio controllo, non posso gestire gli altri secondo il mio pensiero o volere, né posso preparare le mie reazioni. Perché si per quanto uno possa lavorare su se stesso, sviluppare il problem solving, allenare i riflessi, immaginare situazioni ipotetiche e risolvere ed organizzare e pianificare tutto in base ad ogni possibile esito, c'è comunque quel piccolo particolare, quella variabile che magari non avevi calcolato o che non pensavi potesse essere rilevante, ma che però scombina i nostri piani. Nella mia vita ho sempre tentato di prevedere, e il più delle volte ci sono riuscito perché sono bravo a farlo. Avevo capito che papà se ne stava andando quando uscì di casa quella mattina di più di ventiquattro anni fa... Avevo previsto quando mamma aveva trovato quel suo nuovo compagno che prima o poi avrebbe voluto vivere la vita che non aveva mai avuto, e che quindi ci avrebbe abbandonato. Avevo capito che ci saremmo lasciati a causa della lontananza con la mia prima ragazza e infatti ho tagliato prima che soffrissimo entrambi. Non mi aspettavo di essere lasciato dalla mia seconda ragazza, anche se avevo anche lì capito che la situazione familiare le stava diventando pesante. Quello che però non mi aspettavo e che mi ha distrutto mentalmente è che la mia ex moglie sparisse dalla mia vita perché innamoratosi di un altro. Eppure i segnali c'erano e molto evidenti anche, tanto che oggi che ne sono uscito e che sto bene, mi meraviglia di come sia stato così cieco nel non vederli. In tutte queste situazioni, per quanto io le avessi previste, non sono stato mai in grado però di gestire le mie emozioni. È il mio tallone d' Achille, sul quale però ora sto lavorando. E il solo fatto di riuscire a guardare il cellulare, con quel piccolo danno, senza impazzire o senza stare lì a rimuginarci sù, per me è veramente un grandissimo traguardo...












