i Regni
Da domani, per due giorni, siamo al Teatro della Tosse di Genova con il nostro spettacolo dall'odore più forte, più sporco, più infestato di pulci e zecche di tutti gli altri: Tarzan ragazzo selvaggio. Del resto se volevamo attraversare il regno animale non potevamo che passare da lì. Se poi lo facciamo raccontando la storia di un bambino rimasto orfano nella giungla e adottato dalle scimmie allora… Sennò, come si dice, staremo a pettinare le bambole.
Lo spettacolo è "nero" (chissà se non stava già arrivando Caravaggio), duro, con una scrittura secca, scarna. Frasi brevi. Molti punti. Come se non sapessimo come si nominano le cose. Molti ci hanno detto che è uno spettacolo per gli adulti ma figurati se nei teatri serali potrebbero mai mettere un titolo così. Viene da ridere solo a pensarci.
Ieri sera a Busseto dopo la replica di Caravaggio abbiamo chiacchierato a lungo con Federico Abate e Giuseppe Liotta. Che bell'incontro. Federico mi chiedeva qual' era, se c’è, il filo che attraversa queste storie che sembrano così lontane. La risposta mi è arrivata stamattina mentre lavavo i denti. O almeno una: i Regni. Con la spazzolino dei denti in mano ho realizzato che da narratore non sto facendo nient’altro in questi anni che attraversare i Regni. Ho cominciato con quello vegetale e Dio solo sa quanti alberi ho piantato: Storia d’amore alberi, la Grande Foresta, André e Dorine… Poi quello animale: Zanna Bianca, Tarzan , Aspettando il vento… Poi quello degli uomini: Moby Dick, Cammelli a Barbiana, E la felicità prof, Caravaggio…
Sì, non sto facendo altro che attraversare i Regni.
…
domani ore 16 e poi lunedì mattina per i ragazzi delle scuole
Fondazione Luzzati Teatro della Tosse - Genova
TARZAN RAGAZZO SELVAGGIO
“Per me non si tratta di un bambino idiota. È semplicemente un ragazzo che ha avuto la sfortuna di passare sei, sette, forse otto anni nella foresta, in una solitudine e un isolamento completo.”
Il ragazzo selvaggio, François Truffaut