una pastorella «finta spiritosa»
Isotta Stravaganti - Anch’io sono stata una piccola Aidi, Edizioni Effigi, 2012.
L'anziana Isotta è incoraggiata da un amico insegnante a coltivare e proseguire le proprie scritture autobiografiche, dando vita a questo volume svelto e senza pretese - una raccolta di ricordi di famiglia, pensieri e aneddoti i cui protagonisti sono i genitori, gli animali, i nipoti, i bisnipoti, gli amici dei circoli: «Avrei tante cose da raccontare della mia vita ma ci vorrebbe un romanzo almeno di duemila pagine e non basterebbe. Ciao passato».
L'infanzia pastorale con il gregge, inizialmente osteggiato, in fondo è «un sogno in un bel sogno» ricordato con nostalgia e qualche risata. La transumanza sull’alta montagna e la routine agreste sono attività che si trasformano nel tempo, dopo essere state sconvolte dall'arrivo dei nazifascisti. La protagonista marca con umiltà la condizione di persona non istruita ma che lascia trasparire una certa attrazione per arte e cultura: su di lei, sin da piccola, hanno un ascendente i pittori fiorentini Andrea del Castagno (originario dello stesso paese, l'omonimo Castagno di Andrea, FI) e Pietro Annigoni. «Quando vedo, sento e leggo tante storie di personaggi della vita di certi letterati […] mi viene da pensare perché io come tanti altri nella vita non abbiamo avuto questo intelletto. […] Mi accorgo di aver vissuto nell'ignoranza, che peccato!».
Tra racconti bonari/favolistici, spesso frutto di riflessioni insonni, e trascrizioni di piccole recite per la scuola media (istituto presso cui svolgeva il ruolo di custode), si susseguono gli episodi di vita da adulta e anziana tracciati brevemente. La nascita delle figlie, la morte del marito (sul lavoro, a 31 anni), i traslochi a Marina di Grosseto e poi Castel del Piano, sul Monte Amiata. Insomma una vita andata avanti semplicemente, «nel bene e nel male» (espressione frequente, così come «ma la vita continua»), e tracciata in modo semplice, ma con profonda sensibilità.