Roma, 5 luglio 1932
«La confederazione nazionale dei sindacati fascisti professionisti e artisti, allo scopo di contribuire all’eliminazione delle parole straniere della lingua in uso, ha richiamato la particolare attenzione delle dipendenti organizzazioni sindacali degli autori e scrittori e dei giornalisti (categoria la cui azione in matèria è da ritenersi di notèvole importanza ed efficàcia anche nei riguardi del parlare corrente) sul seguente elenco di voci straniere e di corrispondenti italiane o italianizzate:
«Berceau: chiosco; bonne: bambinaia; brochure: opùscolo; en brochure: non rilegato; buvette: bar; cafè chantant: caffè concerto; châlet: casina; charme: fàscino; châssis: telaio; chèque: assegno; klakson: clacson; corvée: corvé (nell’uso militare), sfacchinata, ecc.; dancing: sala da ballo; feuilleton: appendice; frack: marsina; gilet: panciotto; golf: farsetto, maglioncino, maglione; masseuse: massaggiatrice; omelette: frittata; paletot: cappotto, pastrano; parvenu: rifatto, arrivato; pendant: riscontro, simmetria; pied à terre: piede a terra; redingote: finanziera; régisseur: regista; rez de chaussée: pianterreno; silhouette: sagoma, figurina; suite: série; surtout: soprabito; tabarin: tabarino; taxi: tassi; vermouth: vermut; vis à vis: di fronte; viveur: vitaiolo. »
«La confederazione professionisti e artisti ha vivamente raccomandato ai dirigenti i sindacati che l’eliminazione delle voci straniere secondo l’elenco di cui sopra avvenga non solo negli atti e pubblicazioni ufficiali, ma in ogni manifestazione dell’attività giornalistica e letterària».
A. Panzini, Grammatica italiana [1933], Palermo, Sellerio, 1999