Trovo una panchina libera e decido di sedermi. Un libro e il cane ai miei piedi, mi appresto al mio ozio pomeridiano.
L’anziano signore, assiduo frequentatore del parchetto della zona mi guarda con aria irrequieta come se volesse dirmi qualcosa. Il suo cane scorrazza in giro per i giardinetti libero da qualsivoglia vincolo e con uno spirito di evasione tipico di chi si è ritrovato catapultato in un covo di scopone senza rendersene conto. Inconsapevolmente è diventato, col passare del tempo, amico fedele del signore losco con i baffi. Comunque, ad un certo punto arriva il suo amico, quello col cane piccolo. Questo simpatico anziano è in pensione da una ventina d’anni e si accinge a sfoderare il suo solito ’’stasera pioverà’’, perché si sa, amici, gli anziani in pensione sanno sempre quando sta per arrivare qualche turbolenza.
Mi piace salutarlo con cose tipo:’’ Buon pomeriggio!’’, come nei film francesi, e puntualmente, come ogni giorno, ottenere in cambio quello sguardo scazzato e nervoso come se fossi in procinto di ammazzargli il cane.
Siete mai entrati in un centro scommesse con un vibratore in mano? no? allora non potete capire che sguardo vi riserva la mia città se decidete di sedervi alla panchina del parchetto da loro occupata ogni giorno.
Ho la faccia di una che a casa sua non ha una sedia?
Adesso questa cosa mi tormenta. E il suo giudizio implicito, a quest’ora del pomeriggio, un poco mi pesa.