Ci sono posti nel mondo che non chiedono nulla in cambio.
La panchina è uno di questi.
È un invito discreto: per sedersi, per guardarsi negli occhi, per regalarsi parole o per proteggere un silenzio.
È un luogo che non mette ansia, non ha fretta e non spaventa.
Sotto la luce del sole, bagnata dalla pioggia o mentre attorno brontola un temporale, lei resta lì, ferma. Diventa la cornice ideale per ammirare ciò che la circonda: che sia l'immensità del mare, la forza della montagna, o un prato verde ricamato di fiori.
Qualsiasi panchina, in qualsiasi angolo del mondo si trovi, non potrà mai farti del male.
Sembra quasi che ti tenda la mano.
Ti invita a lasciarti cullare dal tempo, a fare un respiro profondo e ritrovare la pace.
Non ti spinge oltre, non ti chiede dove stai andando né cosa dovresti fare: ti permette solo di essere.
E quando ti alzi per ripartire, ti lascia addosso quel desiderio leggero di ritornarci ancora. Senza pretese, senza aspettative. Solo per il piacere di fermarti di nuovo.
La panchina è adatta per chi vuole stare solo, per chi si ama o semplicemente tra amici per fare due chiacchiere. È un respirare aria nuova, una coccola. La panchina non fa tremare: ti invita a sederti per stare qualche ora di puri respiri.

















