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Jon asking Georgie if she would support him in going to therapy too and her saying that flat no is painful. I don't understand why she would say you need to do it and then say she' not going to support him. Like are they that bad of ex's?
[La voce dell’uomo che parla dopo è bassa, grave. Ogni parola è imbevuta di disdegno per Gertrude Robinson, e sembra che stia riuscendo a malapena a trattenersi dallo sputarle addosso. È Arthur Nolan.]
[Sospira.]
ARTHUR
Certo che mi spiace.
[Gertrude lo deride.]
GERTRUDE
Che peccato.
ARTHUR
Se davvero volessi ucciderti, niente mi potrebbe fermare.
GERTRUDE
Se quella fosse una possibilità, Arthur, difficilmente avrei accettato di incontrarti.
[È il turno di Arthur a deriderla.]
ARTHUR
Sì lo avresti fatto. Avresti orchestrato qualcosa. Cercato di beccare prima me.
GERTRUDE
Se ti volessi morto, Arthur, ci sarebbero maniere molto più semplici di farlo.
ARTHUR
Sì. Pensi di sapere come?
GERTRUDE
Sì, penso di sì. E lo farò volentieri, se è necessario.
ARTHUR
(secco) Oh, ne sono sicuro. Sto tremando nei miei stivali.
[Gertrude sospira: ora di dirlo chiaramente, allora.]
GERTRUDE
Guarda, Arthur, ho bisogno che tu capisca che non mi sto semplicemente vantando. Non vedo un modo in cui possiamo a fare andare avanti questa conversazione in modo significativo mentre hai l’impressione che le tue minacce significhino qualcosa per me.
ARTHUR
Parolone. Ma Agnes è morta. E non so se hai sentito, ma il tuo piccolo cerchio nel bosco è stato spezzato. Quindi, davvero non vedo niente che me lo impedirebbe, se volessi bruciarti la carne da quelle ossa sarcastiche.
GERTRUDE
Ah. (Risatina) Immagino che tu non abbia sentito, uh, Eugene, allora?
[Pausa.]
ARTHUR
Cosa?
GERTRUDE
Eugene. Beh, qualsiasi fosse il suo nome, Vanderbilt, o qualcosa. Lo hai mandato ad intimidirmi qualche anno fa. Devi ricordarti; certo che lo conosci. Viveva a Beckingham, ma si era trasferito in quell’appartamento a, uh, Ilford l’anno scorso.
ARTHUR
Sì.
GERTRUDE
Beh, non è venuto ai vostri piccoli incontri le ultime due settimane, vero? Immagino che nessuno abbia ancora indagato; non è sorprendente, sembrava un piccolo uomo tremendamente sgradevole.
ARTHUR
Stai - Cos - Hai -
GERTRUDE
Ti dico cosa; perché non fai qualche telefonata,
[Qualcosa, come un telefono, viene messo sulla scrivania.]
GERTRUDE
- dai un’occhiata, e poi possiamo continuare la nostra piccola discussione. Va bene?
[CLICK]
___________________________________
[CLICK]
GERTRUDE
Beh?
[Un basso sospiro, lo stesso rumore del telefono che viene messo sulla scrivania.]
ARTHUR
Come hai fatto?
[Gertrude ride.]
GERTRUDE
Non hai bisogno di saperlo. Quello che hai davvero bisogno di sapere è che posso farlo di nuovo, se devo. A te, o a qualunque dei tuoi tirapiedi, se devo.
ARTHUR
(hm) Non sono più miei.
GERTRUDE
No, no; me ne sono dimenticata - La tua autorità non è più quella che era, in questi giorni.
ARTHUR
Sì.
GERTRUDE
Beh, se un avvertimento da te non dovesse convincerli, fammi sapere. Sarei felice di fornire un ulteriore esempio.
ARTHUR
(tra i denti) Hai reso l’idea.
GERTRUDE
Bene.
ARTHUR
Eugene. Gli ha - fatto male.
GERTRUDE
(ride) Oh, sì. Sono sicura che il vostro padrone è stato deliziato da quanto - terribile è stata la sua morte.
ARTHUR
Non tirare la corda.
GERTRUDE
Sai, pensandoci, la quantità di dolore e perdita e vera e propria devastazione che ho provocato nel vostro piccolo culto durante gli ultimi, cosa, quarant’anni? Penso probabilmente di piacere molto alla Desolazione.
ARTHUR
È blasfemia, ecco cos’è.
GERTRUDE
Lo è? O forse hai solo scelto un pessimo dio.
ARTHUR
Stai zitta. Non devo ascoltare questo.
GERTRUDE
Mm, uh, allora… sentiti libero di provare ad andartene.
[Per un momento, non sentiamo altro che i respiri furibondi di Arthur.]
[Gertrude sogghigna in modo udibile.]
GERTRUDE
Hm. Ora, ecco un problema per te, Arthur. Per come la vedo io, sei venuto qui credendo che qualsiasi difesa o assicurazione potessi avere fosse morta con Agnes. O spezzata con il cerchio. E che tu mi avessi uccisa davvero o no, speravi davvero di usarmi per ripristinare il tuo status con la Fiamma Senza Luce.
Omicidio, rapimento, tortura, oh, qualcosa per impressionare il gruppo della chiesa. Sfortunatamente per te, ho avuto quasi quarant’anni per prepararmi per questo, e ora… beh… semplicemente non sai se Eugene è stato la fine della storia. (con gioia non trattenuta) Cosa, forse ho qualcosa di speciale preparato anche per te.
ARTHUR
(guardati un po’) Sei cosi dannatamente furba.
GERTRUDE
(interrompendo improvvisamente) E siete tutti sciocchi lazzaroni. Così abituati ad averla vinta facile, a fare fuori quelli vulnerabili e impreparati, che riuscite a malapena a concepire che qualcuno lavori attivamente contro di voi, che sia pronta.
Pensavate davvero che quando è morta sarei stata semplicemente instupidita dalla paura, aspettando solo che uno di voi finalmente trovasse il tempo per la vendetta, paralizzata dalla paura, perché siete sempre stati abituati così.
ARTHUR
Hai reso l’idea.
GERTRUDE
(hm) Sono lieta di sentirlo.
[Una pausa brevissima, e poi:]
ARTHUR
Ce l’hai?
GERTRUDE
Ce l’ho… cosa?
ARTHUR
Qualcosa per me. Per farmi finire come Eugene.
GERTRUDE
Perché non provi ad andartene e lo scopriamo?
[Pausa mentre Arthur presumibilmente cerca di fare proprio quello.]
GERTRUDE
Bene. Ora, possiamo avere una vera conversazione.
ARTHUR
Vuoi dire - mi fai delle domande, e io - io racconto tutto?
GERTRUDE
Non c’è bisogno di essere petulante, Arthur. Se ti potesse fare stare meglio, potresti farmi tu una domanda prima.
ARTHUR
Va bene. Agnes. Come hai fatto? Non l’ho mai capito, non veramente.
GERTRUDE
Ah. È una domanda abbastanza buona. È stata la Ragnatela. Non lo sapevo al tempo, ovviamente, e lo definivo un incidente, ma non lo è mai, con loro. È solo dopo il fatto che riesci a vedere tutte le sottili manipolazioni.
Mi era ancora tutto molto nuovo, ovviamente. Voglio dire, avevo, cosa, non potevo avere più di venticinque anni. Ci crederesti se ti dicessi che voi siete stati il primo vero e proprio tentativo di rituale che io abbia incontrato. (ride) Pensavo davvero che foste unici, speciali, (espirazione sbuffata, esagerata) un culto infernale che cresceva la sua messia demoniaca per portare l’inferno sulla terra. (heh) Puoi immaginare tutte le fantasie eroiche nelle quali giocava una parte.
Quindi, ho cominciato fare ricerche su quello che pensavo essere una sorta di contro-rituale. Come ho detto, ero giovane, ingenua. In qualche modo ho trovato proprio i libri giusti, ho fatto proprio i collegamenti giusti, e ho persino avuto quella che pensavo essere fortuna cieca quando ho trovato una scatola di latta nelle ceneri di Hilltop Road che conteneva dei suoi capelli tagliati conservati perfettamente.
Ovviamente, quello che pensavo essere un rituale di allontanamento si è rivelato non esserlo. Il cerchio che ho costruito era più un - (espira) - un invito.
Ha permesso alla Madre delle Marionette di legarmi ad Agnes, di intrecciare le nostre esistenze a qualche… livello metafisico, come aveva fatto con Fielding e la casa.
È stata l’esperienza più dolorosa della mia vita. Voglio dire, sono sicura che non sia niente per voi, ma io non avevo mai sentito i miei polmoni cercare di bruciarmi viva dall’interno prima.
Sono sopravvissuta, però. E conosci il resto. Non sono sicura di come esattamente si sia manifestato dal vostro lato. Certamente siete sembrati ricevere il messaggio.
Ho mantenuto il cerchio, durante gli anni, l’ho intrecciato con segni e simbologia della Desolazione per tenere alla larga i peggiori effetti collaterali, e tenere le sue attenzioni altrove.
[Arthur ride. Suona più come un rantolo.]
ARTHUR
Non invidio chiunque lo abbia spezzato.
GERTRUDE
Sì. È andata molto male per loro, infatti.
ARTHUR
Quindi dove era, alla fine? Ho passato anni a cercarlo.
GERTRUDE
(heh) In nessun posto speciale. Nel mezzo di una foresta nelle Highland scozzesi. Il posto più lontano che sono riuscita a trovare da qualsiasi cosa e chiunque.
[Arthur ride.]
ARTHUR
Sì. Ben fatto. Non che saremmo mai riusciti a trovare quello.
GERTRUDE
Quindi. È il tuo turno.
[Arthur si agita, sospira.]
ARTHUR
Fai pure.
GERTRUDE
Come era Agnes?
ARTHUR
Cosa?
GERTRUDE
Beh, per quanto la Ragnatela ci abbia legate insieme, non l’ho mai incontrata veramente. Come era?
ARTHUR
Io… io non lo so. Non veramente. Si avevano tante risposte quante… persone con cui si parlava. Non si sapeva mai veramente come si sentisse riguardo qualsiasi parte della storia, non veramente. Non con parole sue. Immagino che il problema con essere la… prescelta, o - voglio dire, Agnes è sempre stata sempre silenziosa, ma anche quando passi tutto il giorno, ogni giorno, a lanciare in giro comandamenti e a spargere parabole… alla fine di tutto, sei sempre solo un punto della storia di qualcun altro, tutti strepitano per dire che cosa fossi, cosa volessi dire, e i tuoi pensieri su tutto quanto non vogliono dire niente.
GERTRUDE
Ed eri così introspettivo quando era viva?
ARTHUR
Beh è questo il fatto riguardo ad una caduta in disgrazia, no? Ti fa guardare le cose da un… nuovo angolo. (pausa) Mi manca. (sbuffa) Te lo dico per niente. Vorrei - non lo so. Averla conosciuta davvero, quando era viva. (lunga inspirazione) Forse quell’idiota del cafè alla fine aveva davvero ragione. Non ti potrebbe dire cosa io abbia visto, almeno.
GERTRUDE
Che è?
ARTHUR
(inspirazione per calmarsi) Ho visto il sole. Così tanta - potenza e fuoco e furia dentro di lei, abbastanza da bruciare il mondo e lasciarlo nient’altro che un deserto. Ma guardarla, oh - Era troppo per la maggior parte delle persone. Ma sembrava così fermo, così stabile. Ma non era calmo. Era solamente - distante.
Non ci ha mai detto come si sentisse riguardo all’essere legata a te. Neanche ti ha mai chiamata per nome. Ti chiamava solamente la sua ancora. La cosa che la appesantiva, legandola a questo mondo e bloccando il suo destino.
GERTRUDE
Hm. Sono sorpresa che non siate venuti a cercarmi immediatamente.
ARTHUR
(rantolo) Venire a cercarti? Siamo finiti a proteggerti, la maggior parte delle volte. Diego era convinto che se tu fossi morta di morte violenta sarebbe stato catastrofico per Agnes. Mi ha persino convinto, e ho passato decenni a convincere gli altri ad aspettare. Non avresti potuto sfuggire alla tua età per sempre. E noi avevamo tempo. Ma non doveva essere per sempre, vero? Solo abbastanza a lungo perché una messia dubitasse. Il tipo di dubbi che si diffondono ai suoi discepoli.
Non hai mai davvero dovuto scomodartici tu, vero? Hai lui lassù a indicare la strada la maggior parte delle volte, e il resto del tempo capisci le persone. O le cose che un tempo erano persone.
Non cerchi mai di parlare con quel tuo Occhio. Non hai mai dovuto mettere in discussione un dio. Perché a questo che si riduce, no? Sentiamo la sua gioia e la sua rabbia. Ci avvolge e ci cambia e si nutre di noi. Anche se non nei modi che ci aspettiamo.
L’unica cosa che non fa mai è solamente… dirci cosa fare. Ci mette in testa questa… brama, desiderio impossibile di cambiare il mondo, di portarlo a noi. Poi ci lascia ad indovinare e battibeccare e litigare su come diavolo si possa effettivamente fare. Se è possibile.
A volte penso che ci capiscano - tanto poco quanto li capiamo noi. Non pensiamo come fanno loro.
GERTRUDE
(suono di discontento) Non sono veramente convinta che pensino affatto.
ARTHUR
Potresti avere ragione. Ma Agnes lo pensava. È questo il fatto riguardo un’incarnazione, vero? Era una bambina e - una persona tanto quanto era un dio. E quello l’abbiamo rovinato davvero per bene.
Mi ricordo ancora di quando Diego ci ha portato un libro sulla cura di un bambino. (risata secca) Il corpo di Roger era ancora nella sua stanza, annerito e fumante da quando aveva cercato di darle da mangiare. Pensavo che mi avesse portato un altro dei suoi dannati Leitner, ma no, era solamente un vecchio libro ordinario su come prendersi cura dei bambini.
Sono stato un idiota. L’ho visto come un… attacco alla mia guida. Ho bruciato la cosa. Diego non è stato felice. (più a voce alta) Beh, è lui a capo adesso. (più bassa) Di tutti quelli di noi che sono rimasti almeno. (di nuovo più alta) Può cercare risposte in tutti i libri che vuole, la cosa non mi riguarda.
GERTRUDE
In realtà non l’ho chiesto.
ARTHUR
(sospira) Immagino che se devi tirarmi fuori questa roba, tanto vale che me ne tolga un po’ il peso dalla coscienza in ogni caso. (risata rantolante) Non è che possa sfogarmi con gli altri su quanto Diego sia un idiota. Aveva un sacco di idee strambe. Chiama ancora la Fiamma Senza Luce Asag, come faceva quando la stava studiando all’inizio. Voglio davvero solo dirgli di farsene una ragione; Voglio dire Asag era tradizionalmente una forza di distruzione, certo, ma come una chiesa ci siamo veramente accordati sull’incendio in termini del - volto che adoriamo, e un qualche demone cuoci-pesci sumero non coincide veramente, vero? In più per Asag c’è molto simbolismo sulle malattie che credo essere troppo vicino alla Sporcizia per i miei gusti, ma no, lui lo ha letto in qualche antico tomo, quindi questo è quanto -
GERTRUDE
(sovrapponendosi) Beh, non potrei dire che -
ARTHUR
(continuando sopra di lei) - crede di saperne sempre di più lui, perché ha letto qualche libro, beh. Bella. Roba.
Per come la vedo io, se uno scrittore non riesce neanche a salvare se stesso, probabilmente non ha molto che valga la pena di sapere. Trovami un cosiddetto “esperto” di tutto questo che non abbia finito per rimpiangerlo.
È questo il problema con il pensare troppo a qualsiasi parte di questo: ignori il tuo istinto. E a parer mio, quella è l’unica parte che interessa a qualunque di loro oltre. Non gliene frega nulla delle tue regole, o sistemi. Gli interessa solamente di ciò che sembra giusto a sentimento, di ciò che ti ghiaccia lo stomaco di terrore.
GERTRUDE
(heh) Mi piace abbastanza pensare che io me la sia cavata.
[Arthur rantola-ride ancora.]
ARTHUR
Sì. Ma a te non interessa veramente di loro, vero? Non veramente. Ti dimentichi che ti abbiamo osservata per molto tempo, e che ti conosco, Gertrude. Non ti interessa veramente delle paure. Si troppo pratica. Tutta la tua energia è concentrata quaggiù, sui mostri, e sugli assassini, e su tutte le cose che fanno il lavoro sporco per loro oltre.
Ne sai un sacco, certo, ma non hai quella - ossessione, quello stupido bisogno di cercare di capire e classificare cose che usano la logica e la realtà come armi.
GERTRUDE
Hm. Fo-forse.
ARTHUR
(risatina) Ti ho sempre rispettato per questo. Ci vuole un bello stomaco per non fregarsene un cazzo.
GERTRUDE
(heh) Mi perdonerai se non sono pazza di gioia al complimento.
ARTHUR
Accomodati.
GERTRUDE
Quindi. Adesso Diego ha preso il controllo; questo dove ti lascia?
ARTHUR
(heh) A fare da proprietario di una catapecchia ad un nido.
GERTRUDE
Oh. Ad un nido di cosa?
ARTHUR
Ho trovato un ammasso del Marciume Strisciante che cresceva un po’ di tempo fa. Sono riuscito a prendere in mano la proprietà prima che diventasse troppo grosso. Dobbiamo aspettare che sbocci prima di poterlo bruciare.
Quindi fino ad allora… gioco solo al padrone di casa.
È a posto, immagino. Saresti sorpresa di quanta miseria e dolore puoi causare quando hai il controllo sulla casa di qualcuno. Se stai attento, se sei furbo, puoi ridurre la loro vita in cenere tanto a fondo quanto qualsiasi incendio - e nella peggiore delle ipotesi, puoi ancora farlo alla vecchia maniera.
Ho avuto un’inquilina anziana l’anno scorso, oh, era in uno stato terribile. L’avevo intrappolata, troppo povera e immobile per fare qualsiasi cosa oltre a - starsene lì. Poi ho rotto il suo boiler, così ha cominciato a prendersela il freddo.
Non esattamente il mio solito, ma… l’agonia è agonia. Ma poi suo figlio e sua moglie si sono trasferiti con lei per aiutarla. Non potevo fare molto contro a quello. Così ho solamente aspettato che fossero tutti e tre a casa, e ho dato fuoco al posto.
Sono bruciati bene, urlando tutto il tempo mentre le fiamme hanno iniziato a raggiungerli. Le porte erano chiuse a chiave, e le maniglie erano bollenti, quindi non hanno avuto la possibilità di scappare -
GERTRUDE
Sì, è - abbastanza, penso.
ARTHUR
Oh, mi dispiace. E io che pensavo che ti piacessero i dettagli cruenti. Errore mio.
GERTRUDE
Penso che abbiamo quasi finito qui.
ARTHUR
Tutte le tue domande brucianti hanno avuto risposta?
GERTRUDE
Sono certamente convinta che tu non sappia nient’altro di utile.
ARTHUR
Quindi - sono libero di andare? Non farai… lo sai.
GERTRUDE
(ride, un po’ troppo gioiosa) Immagino che dovrai aspettare a vedere.
ARTHUR
...Immagino di sì.
GERTRUDE
Dillo agli altri. Assicurati che sappiano cosa è successo ad Eugene.
ARTHUR
Certo. Non posso fare nessuna promessa però. Soprattutto per Jude. Ti odia veramente.
GERTRUDE
Dille che è la benvenuta se vuole provare. Oh, ed estendo la mia protezione al giovane Mr. Barnabas. Gli fanno altro male, e quello che è successo ad Eugene sembrerà caritatevole.
ARTHUR
(a voce bassa, pericoloso) Stai davvero tirando la corda, lo sai?
GERTRUDE
(fa un udibile sorrisetto contenta di sé’) Hm. Sentiti libero di tirare a tua volta. (più dura) Ma fino ad allora, fuori dai miei Archivi.
[Arthur inspira per un bel po’.]
[CLICK]
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[Int. Istituto Magnus, Archivi, ufficio di Jon, oggi]
[CLICK]
ARCHIVISTA
(sospira) Più ascolto, più sembra che stiamo tutti solamente - brancolando in giro, cercando disperatamente di scoprire cosa dovremmo veramente fare.
Queste cose che - incombono così enormi sulle nostre vite ci intrappolano e ci spingono e - a volte ci uccidono. Ma in realtà non ci dicono mai cosa dovremmo fare. Quindi macchiniamo e complottiamo, ci attacchiamo l’un l’altro senza mai sapere veramente perché.
Penso che Gertrude lo sapesse, che sapesse concentrare la sua attenzione su quelle parti che potevano essere comprese, e - beh. Uccise.
Ma sto davvero iniziando a preoccuparmi che non ci siano risposte. Non come vorrei che ce ne fossero. Non ci sono risposte a Ny-Ålesund; non ci sono risposte nel passato - sono stato dentro al Sepolto, e lì non c’erano risposte.
Elias sembrava sempre sapere cosa stava succedendo, sembrava avere un piano, ma… a volte mi chiedo quanto alcune parti fossero veramente orchestrate. (sospira) (più velocemente) Ora siamo tornati a Londra da poco più di una settimana. Mi sono - più o meno ripreso fisicamente; è solo questo opprimente senso di disagio che non mi lascia.
Ero... così sicuro che avrei trovato qualcosa lassù. Ma invece era solamente un’altra persona spezzata che cercava di venire a patti con il relitto della sua vita.
E qui? Mi sono allungato, ho preso un altro nastro, sperando in un po’ di indicazioni, ma - (breve sospiro) Ad essere sincero, non ha aiutato.
Ho fatto un po’ più di ricerca su Eugene Vanderstock. Pensavo che fosse ancora vivo, e - (inspira) - che lavorasse all’impianto siderurgico, ma sembra che sia solamente elencato in una delle vecchie pagine directory del loro sito web.
Mi manca davvero avere persone che sappiano usare un computer meglio di me.
[Lunga pausa.]
ARCHIVISTA
Qualche altra ricerca ha trovato un… caso piuttosto bizzarro. Sembra che sia scomparso alla fine del 2009, lasciandosi dietro solo una cosa: una statua di se stesso a grandezza naturale, fatta di cera e segatura. Alla quale mancava la testa.
Vorrei non sapere quanto debba essere doloroso essere vivi mentre tutto il tuo essere viene infuso di… agonizzante sabbia. Ma, mentre stavo investigando, mi è… venuto in mente.
Eugene è ancora vivo, congelato dov’è dalle particelle taglienti come rasoi che sono mescolate in quello che ha scelto invece della carne.
Non so dove Gertrude abbia conservato la sua testa. Ma so che vuole disperatamente urlare. (inspira) Forse ries-
[Toc-toc-toc sulla porta.]
[La porta si apre.]
GEORGIE
Toc-toc!
ARCHIVISTA
Oh - G-Georgie! C-cosa s - Tu… -
GEORGIE
(sovrapponendosi) Oh! Uh, scusami; Pensavo, um - Melanie è in giro?
GEORGIE
...Melanie? Uh - Sì, l’ho vista qualche ora fa - Uh, nell’altro ufficio, posso, posso farti vedere?
GEORGIE
Oh, sono - sicura di riuscire a trovarlo. Non ti preoccupare.
ARCHIVISTA
G-giusto. (rumore incomprensibile mentre si orienta) P,perché sei, uh, beh - qui? S-se non è troppo personale come domanda.
[Breve pausa.]
GEORGIE
Lo è, un po’. Davvero non dovrei discuterne io.
ARCHIVISTA
Ah, oh, terapia! La porti a terapia.
GEORGIE
Lei - te lo ha detto allora?
ARCHIVISTA
Uh, sì, sì.
GEORGIE
Beh, non devi suonare proprio così eccitato a riguardo. (fruscio di vestiti) Diventa - nervosa ad andarci da sola.
ARCHIVISTA
(inspira) Sì, c-c-certo. M-mi dimenticavo che voi due vi conoscete.
[Lungo silenzio, durante il quale all’archivista scappa dalle labbra un piccolo Um.]
GEORGIE
Quindi - (si interrompe, pausa) Come stai?
ARCHIVISTA
Sto… sto bene. Sto cercando di, uh, riposare un po’. Prendermela comoda.
[Espira.]
GEORGIE
Davvero? Perché - sono abbastanza sicura di aver sentito parlare di un cadavere urlante senza testa proprio adesso.
ARCHIVISTA
Oh - Oh, stavi… ascoltando? -
GEORGIE
Oh, um. Non volevo, sai. Le porte non sono così spesse.
ARCHIVISTA
Va bene. Ci sono dentro fino al collo. Ho avuto alcuni - incontri ravvicinati.
GEORGIE
(velocemente) Mi spiace sentirlo. Probabilmente dovresti fare anche tu un po’ di terapia.
[L’Archivista inspira velocemente, come se fosse sorpreso.]
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This episode did have some revelations, as well as interesting information, especially about Gertrude. She is so fascinating, practical and uncaring, trying to get as information as possible and willing to do a lot to get it. Neiter Jon nor Basira is at that stage yet to perhaps hurt someone like Gertrude did with Eugene, but I am afraid soon they'll have to. We'll see about it soon I guess.
Finally we know what that damn circle in the middle of nowhere in Scotland meant. I was afraid it was something someone who hated Gertrude set up, to try and kill her, lol. Instead it was a ritual she did, trying to do...whatever it was to lessen the powers of Agnes, I guess? Or try to get rid of her instead? The ritual didn't work, though, and it was The Web's doing that Gertrude even found a way to do it in the first place. So, The Web found it's way in, and bound Gertrude's and Agnes's lives, their essence, existence, etc, together. But what did that mean, exactly? They could still be killed, as is seen by Agnes's death, Gertrude was still alive after that. And these two never even saw each other irl. Idk why, but that makes me sad a little.
And. The powers. The fact that Arthur said that unlike the Eye, the others don't give instructions or directions on what to do with them. And to me, that's fascinating. Because if that is true, then what is stopping those people from doing something good instead with those powers? So far, the only reason seems to be that almost everyone who has been touched by these powers seems to have had a bad life before, and these new powers just gave them a reason to be even worse versions of themselves. I know, tma is supposed yo be a horror show, but realistically speaking, wouldn't there be a minority of people who have tried to use the powers for good?
And, lastly. Poor Jon. He (and by extension, the audience) are understandig now that looking into the past is kinda pointless. It provides no answers. So, where do we go from here? Into the present I hope, Jon has to get wind of Martin's and Peter's plans at some point. The lack of communication between those two is just frustrating me so much.