E così è, se ci penso, se mi metto là seduta sul pavimento, e non sento le tue dita sul mio foglio. Non ho molto tempo, ultimamente, dovrei studiare, e smettere di tormentarmi la pelle con quei graffi che lasciano segni anche su di te. Dovrei studiare, rientrare nei parametri di ciò che ero, e liberarmi di ciò che sarei voluta essere. Dovrei, ma, vedi amore mio, io non posso. Perché su questa pelle ho scritto parole d’amore che fan rima soltanto con te, e non saprei proprio da dove cominciare a strapparmi via l’anima. Ci sono poesie che non ho mai scritto, e dichiarazioni di guerre fredde a cui soltanto noi due siam stati partecipi, gli artefici, e studiare storia mi fa male, ché mi fa pensare a te. Diciamocelo, mi sono ristretta la vita da sola, e nessuno più mi si avvicina, perché è così che va, quando riempi il cuore col mare, e ci affoghi dentro. E pensare che io neanche so nuotare, e mi sta bene così, nessuno rema contro il destino di una vita già scritta a mano. La mia calligrafia è peggiorata, e ieri ho scritto sæglópur su un foglio bianco, come a dire che mi son persa dentro te, e lo sai che presto sarà marchiato a fuoco sulla mia pelle, vorrei che ce lo scrivessi tu, comunque. Quando mi hai detto, in quel pomeriggio fresco di Primavera, che avresti dovuto portarmi via con te, lontano dai nostri mondi, io ti ho detto che avresti dovuto, e lo pensavo veramente, io amo la Primavera. Avrei sentito la mancanza dei miei cari, mi hai corretta, di chi mi sta intorno, e sì, è vero, ma avrei avuto te, e tutto avrebbe comunque racchiuso il senso che vorrei darmi. Sembra così sbagliato che, giuro, sei sempre stato giusto per i miei bisogni, e ancora non riesci a capirlo, ché sei troppo abituato a guardarti su specchi rotti. Guardati attraverso il riflesso dei miei occhi, io vedo le persone per ciò che sono prima che lo facciano loro, te l’ho detto col sorriso, e tu sei tutto ciò che non avrei mai sperato d’incontrare, ché poi non sarei riuscita ad uscirne, mai del tutto, mai e basta. Scrivi mai di me, nelle tue giornate spente? Scrivi ancora? Non ascolti molta musica, ed è come se non volessi ritrovarmi nelle tue strade interiori, faccio continuamente l’autostop, una valigia in mano, aspetto te. Mi chiedo spesso se mi pensi, se quando vedi qualcuno che ha i miei capelli sorridi, i miei capelli biondi che ti piacciono tanto e me lo scrivi quando parliamo di pappagalli e scarafaggi, e a me vien da sorridere come quando un’onda trasporta la fresca acqua del mare ai tuoi piedi, e tu salti dalla sorpresa e dopo tutto è inevitabilmente bello. E la banalità non è la tua firma, come puoi paragonarti a tutti, se tutti non sono te? amo le persone gelose, ma amo di più te, perché non me lo fai pesare, e me lo dici comunque come se fosse la cosa più naturale di tutte. ‘Con te la parola naturale c’è sempre’ sussurri, ci scherzo su per non vedere quanto amore racchiuda una frase simile, ché spaventa me tanto quanto lo fa con te.
Vedi, amore, quando te ne vai, ci sono un sacco di cose che mi tengono ancorata a te, ma più di tutte, ci siamo noi, ed andrà tutto bene, non ci perderemo.