“Se una persona ha davvero voglia, scopre i tuoi passaggi segreti, ignora le porte chiuse, supera le camere vuote, lascia perdere le scale senza uscita, giunge nell’angolo più inaccessibile e luminoso di te.”
— Fabrizio Caramagna

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“Se una persona ha davvero voglia, scopre i tuoi passaggi segreti, ignora le porte chiuse, supera le camere vuote, lascia perdere le scale senza uscita, giunge nell’angolo più inaccessibile e luminoso di te.”
— Fabrizio Caramagna

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INACCESSIBILE
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro
-Nazim Hikmet; Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
#Natisone : La grande #parete , dove facevo il #bagno , oggi quasi #inaccessibile / Die #Felswand im #Fluss , einst meine #Badestelle , heute fast #unzugänglich / The #wall in the #river , today almost #inaccessible https://www.instagram.com/p/CISYR91FfHQ/?igshid=1jf46xtb3kbkp

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Una parentesi felice, un vuoto pieno di promesse e da cui non ti aspetti niente. Sei invisibile, limpido, trasparente. Non esisti più: il susseguirsi delle ore, il susseguirsi dei giorni, il passare delle stagioni, lo scorrere del tempo, sopravvivi, senza allegria e senza tristezza, senza futuro e senza passato, così, semplicemente, in modo evidente. L' indifferenza dissolve il linguaggio, imbroglia i segni. Sei paziente e non aspetti, sei libero e non scegli, sei disponibile e niente ti mobilita. Non chiedi niente, non esigi niente, non imponi niente. Ora vivi l’inesauribile. Ogni giornata è fatta di silenzi e di rumori, di luci e di bui, di consistenze, attese, fremiti. Non hai più da perderti, ancora una volta, nel tempo a venire, ogni volta di più, errare infinitamente, trovare il sonno e una certa pace del corpo: abbandono, sfinimento, deriva, assopimento. Sprofondi, ti lasci scivolare, molli: cercare il vuoto, fuggirlo, camminare, fermarti, sederti, metterti a tavola, appoggiarti sui gomiti, sdraiarti. Gesti da automa: alzarti, lavarti, rasarti, vestirti. Tappo di sughero sull’acqua: andare alla deriva, seguire il flusso, vagare. Nessuna gerarchia, nessuna preferenza. La tua indifferenza è piatta: uomo grigio per cui il grigio non evoca nessun grigiore. Non tanto insensibile, quanto piuttosto neutro. C’è solo la tua camminata, il tuo sguardo che si posa e scivola via, ignorando il bello e il brutto, il famigliare e il sorprendente, non recependo che le combinazioni di forme e luci, che continuamente si fanno e disfano dovunque. Adesso sei l’anonimo padrone del mondo, quello su cui la storia non ha più presa, quello che non sente più la pioggia cadere, che non vede più venire la notte. Conosci soltanto la tua propria evidenza: quella della tua vita che continua, del tuo respiro, del tuo passo, del tuo invecchiamento. Vedi la gente andare e venire, la folla e le cose farsi e disfarsi. Vedi nella minuscola vetrina d’un merciaio una guida per tende su cui subito si fissa il tuo sguardo: passi oltre: sei inaccessibile.
Georges Perec - Un uomo che dorme
Forse mi hanno concesso un lasciapassare speciale per qualcosa che credevo inaccessibile.
Dianae
"C'è una parte di te, inaccessibile, ma che vedo e sento. Non percepisco, argini da oltrepassare. Il non aprirti mai completamente, fanno di te un impenetrabile mistero. Solo inverni, dentro i malinconici occhi tuoi". Spesso mi dicono ciò, ma io sono fatto così e non esiste in me, nulla di inaccessibile. Se non l'incapacità innata di sapere condividere, quello che neppure io, so di me.
-Joe Martini