Fratelli scelti, mai perduti, ritrovati
Io: "Mi rendo conto che non è stato facile. Io ho perso mamma, zio e nonna in meno di un anno, in piena pandemia, tra restrizioni, isolamento e zona rossa. Addirittura mi sono fatto oltre un mese di isolamento appena dopo il funerale di mamma, perché al funerale ho preso il covid. Intendo il covid con le disposizioni della prima fase, quello che ci volevano due negatività col tampone da 70 euro per risultare guarito, i vaccini per gli over 30 sarebbero arrivati 8 mesi dopo. E mi rendo che, dall'esterno, come riesci a stare vicino a distanza, scusa il gioco di parole, ad una persona che sta passando questo?"
Lui: "Ricordo che ti chiamai per i funerali, volevo venire insieme a mamma e a papà, volevamo venire tutti, ma non si poteva uscire dalla regione, né entrare nella tua. E' stato così assurdo saperti da solo e non poter fare nulla".
Io: "Lo ricordo perfettamente. E' esattamente quello che intendo. Magari senza pandemia prendevi il treno, si stava in silenzio come abbiamo fatto oggi guardando il Monte Forato o i campi di girasole, ci si sosteneva senza nemmeno bisogno di dire nulla, ma sentendo l'altro. Ma a distanza come si fa? Se provi a farmi distrarre, magari pensi così sembra che voglia sminuire il suo dolore. Se provi a farmi parlare del mio dolore, magari pensi così sembra che io voglia appesantirlo. Se provi a farti da parte per non asfissiami e restando lì pronto e presente appena ti cercherò, magari pensi così sembra che lo stia abbandonando perché è troppo pesante per me".
Lui: "E' di questo che ho avuto paura, in questi anni: che avessi creduto che ti avessi abbandonato. Non è mai stato così. Ma più passavano i mesi di silenzio, più mi vergognavo a scriverti".
Io: "Lo capisco, e l'ho capito allora. Per questo ogni tanto ti scrivevo io. Ma sentivo che era un modo per non perdersi, non per chiarirsi. Ci saremmo chiariti poi, al momento opportuno, con il tempo e lo spazio giusto per parlare a fondo di tutto questo".
Lui: "E se non fosse mai giunto il momento? Se a Natale tu fossi venuto a dare gli auguri ai miei e a mia sorella un giorno prima o un giorno dopo, e io e te non ci fossimo incontrati dopo anni per caso come è successo? Se fosse passato altro tempo? Se il filo allentato fosse rimasto tale?"
Io: "Hai detto allentato, non spezzato. C'è mai stato un momento in cui, in questi anni, hai pensato oggettivamente e con certezza di avermi perso, di aver perso quello che hai sempre reputato il fratello che non avevi avuto, quello che tua madre ha sempre presentato a tutti come il secondo figlio maschio che le ha regalato la vita? Hai mai pensato davvero, anche solo in un momento di sconforto, di avermi perso?"
Lui: "No. E tu?".
Io: "Nemmeno io".
Lui: "Domani ti porto a vedere Massaciuccoli. C'è un punto da cui puoi toccare le rovine romane, si vedono i campi e l'intero lago. Si vede netta anche la casa di Puccini a Torre del Lago che abbiamo visitato oggi. E ti porto a mangiare i tordelli".













