Asincronia
Io lunedì: "Che bello, finalmente posso farmi una birra a Gaeta con i miei amici storici senza preoccuparmi di guidare, perché resto qui a dormire e ho chi mi passa a prendere".
L'universo lunedì sera (gif da casa, live di ieri sera):

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Asincronia
Io lunedì: "Che bello, finalmente posso farmi una birra a Gaeta con i miei amici storici senza preoccuparmi di guidare, perché resto qui a dormire e ho chi mi passa a prendere".
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Chi è la ragazza del soffione?
Sarebbe la ragazza di cui ho parlato in questo post.
Brevissima storia ansiogena
Non entro sul mio fb da oltre 5 anni.
Non ho mai nemmeno fatto accesso fb sul portatile e sull'all-in-one perché li ho comprati rispettivamente l'anno scorso e 4 anni fa, e già non ricordavo più le credenziali d'accesso.
Dieci minuti fa mi è arrivata una notifica di Messenger sul telefono: "Qualcuno ha inviato una foto". L'ultima volta che ho usato messenger sarà stato almeno 2 anni fa, per dare le condoglianze ad un amico.
AGGIORNAMENTO
Cosa immaginavo
Primo pensiero: "Fa' che sia la ragazza del soffione".
Secondo pensiero: "Fa' che sia qualcuna del corso o amica di amici che desidera conoscermi".
Terzo pensiero: "Fa che non sia roba di parenti".
Quarto pensiero: "Fa che non mi abbiano hackerato il profilo".
Realtà
E' un gruppo messenger creato da 4 ex amici del liceo insieme ad un altro loro amico, e hanno caricato delle foto (probabilmente foto di vecchie cene di gruppo?)
Non accedo, non apro, non visualizzo. Tanto di tutti e 4 abbiamo reciprocamente i contatti whatsapp, e ci sentiamo fisso per natale (e ci vediamo anche, a natale, per un caffè, quando riusciamo). Quindi nel caso sanno come e dove trovarmi. Però 'sta scelta del messenger mi lascia:
Perplesso: che senso ha se ci sentiamo sempre su whatsapp?
Deluso: speravo fosse la ragazza del soffione o qualcuna del secondo pensiero.
Sollevato: poteva pure essere un mistero più rompicazzo.
Deluso: speravo fosse la ragazza del soffione o qualcuna del secondo pensiero.
Brevissima storia ansiogena
Non entro sul mio fb da oltre 5 anni.
Non ho mai nemmeno fatto accesso fb sul portatile e sull'all-in-one perché li ho comprati rispettivamente l'anno scorso e 4 anni fa, e già non ricordavo più le credenziali d'accesso.
Dieci minuti fa mi è arrivata una notifica di Messenger sul telefono: "Qualcuno ha inviato una foto". L'ultima volta che ho usato messenger sarà stato almeno 2 anni fa, per dare le condoglianze ad un amico.
Però la domanda infernale te la becchi uguale: che fai a ferragosto????
Damn! Un succulento pranzetto a base di fresella con pomodorini, una nocepesca e come dessert l'ultimo maxibon al pistacchio che m'è rimasto. Come attività, leggere e scrivere nel mio simpaticissimo forno monolocale monofinestra (no balcone, no condizionatore, no ventilatore) e si attraversa lisci questo giorno.
Posso sembrare sarcastico, ma in realtà mi va benissimo così, soprattutto in questa fase di vita: ho sempre provato immenso disagio a fare per forza qualcosa nelle date in cui tutti fanno per forza qualcosa, e peggio ancora mi sentivo a disagio a rifiutare inviti in queste date (cosa che mi riusciva pochissimo, e mi ritrovavo incastrato). Sono una persona solitaria, non una persona sola. Ho i miei affetti storici, pochi ma saldissimi, solo che sono sparpagliati qui e là. Quindi, in questa fase di ricostruzione personale, potere gestire le giornate - soprattutto queste giornate - secondo i miei ritmi e i miei programmi è una risorsa preziosa, non un ostacolo.

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Cosa fai a...
Capodanno.
Pasquetta.
Ferragosto.
Il mio personale trittico da "incubo sociale" dell'anno.
Io invece ti capisco benissimo, sono praticamente te al femminile con qualche anno meno di te. Non ho mai avuto nessuno, neanche un bacio, tutto per il timore di non essere abbastanza.
Un abbraccio.
Ti ringrazio per l'empatia e la vicinanza. Diciamo che la vivo in maniera più complessa del non essere abbastanza: non sempre mi piaccio esteticamente, ma a volte sì; ho le mie fragilità e le mie insicurezze come tutti, ma penso di avere delle cose belle da offrire come persona. Quello che mi è sempre mancato, invece, è incontrare qualcuno con cui ci fosse una complementarità di intenti, con cui ci fosse reciprocità non solo nell'interesse, ma anche nelle intenzioni e negli obiettivi di un rapporto. Ricambio l'abbraccio e incrocio le dita per te.
Capisco che non sia facilissimo, ma non è nemmeno così complicato conoscere qualcuna, piacersi fisicamente e avere un rapporto che sia breve, non profondo ed esclusivamente fisico. Te lo dico per esperienza personale.
Innanzitutto grazie per l'ottimismo. Lo so, e infatti mi guardo intorno e vedo che ciò di cui avrei bisogno è un tipo di rapporto diffusissimo. Il punto è che io ho due grossi macigni interiori a riguardo: 1) Essere sincero fin da subito mettendo subito le cose in chiaro sul tipo di rapporto che cerco (non sopporterei mai la responsabilità di approcciare qualcuna per un rapporto solo fisico mentre lei magari resta coinvolta emotivamente). 2) Evitare di deludere il prossimo (diretto corollario del punto 1: se non fossi sincero circa il punto penso che potrei ferire l'altra persona, che magari mi ha avvicinato con prospettive diverse e cerca altro. E non voglio la responsabilità di aver ferito/fatto perdere tempo al prossimo). E' il classico (e dolorosissimo) cane che si morde la coda: vorrei un rapporto leggero e fisico, e credo sia corretto dirlo subito per rispetto del prossimo - ma se dico fin da subito che cerco un rapporto leggero e fisico le persone passano oltre. Nella mia vita io non ho mezze misure: o sei nella mia vita in profondità o non c'è nulla per te. Non sono il tipo da 4 chiacchiere superficiali una volta ogni tanto. Le 4 chiacchiere ci possono essere, sono sacrosante, ma sempre in un rapporto però profondo, di conoscenza vera, intima. Quindi questo ponte di superficialità pre-impostata mi risulta comprensibile, ma inattuabile.
"Il mondo è pieno di vittime delle passioni non sincronizzate" (Cit.)
Amico X: "Sono riuscito a passare al lido, stamattina. Nessun problema, per lunedì mattina c'erano ombrelloni liberi, ho dato il tuo nominativo, tutto a posto!" Io: "Grazie, X! Che bello, finalmente mi faccio un bagno anche io, che in Versilia non c'è stata occasione".
Appena ho inviato il messaggio. Ansa: "Fine del caldo. Da lunedì grossa perturbazione". Napolitoday: "Per la prima volta da mesi, nei prossimi giorni Napoli sarà bollino verde per le temperature in grosso calo". Fuori dalla finestra:
Autostima onirica
Ho sognato di essere in un pub a bere con cari amici e volti sconosciuti, e a fine serata una nuova ragazza della comitiva mi saluta stringendomi affettuosamente il viso con una mano sola e tempestandomi di baci per poi andare via. E nel sogno io chiedevo a ciascuna delle persone presenti "Le hai detto tu di farlo? Glielo hai chiesto tu di darmi qualche bacio? Glielo hai detto tu per il fatto che la psicoterapeuta ha detto che devo sbloccarmi fisicamente con qualcuna?"

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You talk about day I'm talking 'bout night time When the monsters call out The names of men Bob Dylan knows And I bet Alan Freed did There are things in night That are better not to behold...
Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati più duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA
(Lapide ad ignominia - Pietro Calamandrei)
Fratelli scelti, mai perduti, ritrovati
Io: "Mi rendo conto che non è stato facile. Io ho perso mamma, zio e nonna in meno di un anno, in piena pandemia, tra restrizioni, isolamento e zona rossa. Addirittura mi sono fatto oltre un mese di isolamento appena dopo il funerale di mamma, perché al funerale ho preso il covid. Intendo il covid con le disposizioni della prima fase, quello che ci volevano due negatività col tampone da 70 euro per risultare guarito, i vaccini per gli over 30 sarebbero arrivati 8 mesi dopo. E mi rendo che, dall'esterno, come riesci a stare vicino a distanza, scusa il gioco di parole, ad una persona che sta passando questo?"
Lui: "Ricordo che ti chiamai per i funerali, volevo venire insieme a mamma e a papà, volevamo venire tutti, ma non si poteva uscire dalla regione, né entrare nella tua. E' stato così assurdo saperti da solo e non poter fare nulla".
Io: "Lo ricordo perfettamente. E' esattamente quello che intendo. Magari senza pandemia prendevi il treno, si stava in silenzio come abbiamo fatto oggi guardando il Monte Forato o i campi di girasole, ci si sosteneva senza nemmeno bisogno di dire nulla, ma sentendo l'altro. Ma a distanza come si fa? Se provi a farmi distrarre, magari pensi così sembra che voglia sminuire il suo dolore. Se provi a farmi parlare del mio dolore, magari pensi così sembra che io voglia appesantirlo. Se provi a farti da parte per non asfissiami e restando lì pronto e presente appena ti cercherò, magari pensi così sembra che lo stia abbandonando perché è troppo pesante per me".
Lui: "E' di questo che ho avuto paura, in questi anni: che avessi creduto che ti avessi abbandonato. Non è mai stato così. Ma più passavano i mesi di silenzio, più mi vergognavo a scriverti".
Io: "Lo capisco, e l'ho capito allora. Per questo ogni tanto ti scrivevo io. Ma sentivo che era un modo per non perdersi, non per chiarirsi. Ci saremmo chiariti poi, al momento opportuno, con il tempo e lo spazio giusto per parlare a fondo di tutto questo".
Lui: "E se non fosse mai giunto il momento? Se a Natale tu fossi venuto a dare gli auguri ai miei e a mia sorella un giorno prima o un giorno dopo, e io e te non ci fossimo incontrati dopo anni per caso come è successo? Se fosse passato altro tempo? Se il filo allentato fosse rimasto tale?"
Io: "Hai detto allentato, non spezzato. C'è mai stato un momento in cui, in questi anni, hai pensato oggettivamente e con certezza di avermi perso, di aver perso quello che hai sempre reputato il fratello che non avevi avuto, quello che tua madre ha sempre presentato a tutti come il secondo figlio maschio che le ha regalato la vita? Hai mai pensato davvero, anche solo in un momento di sconforto, di avermi perso?"
Lui: "No. E tu?".
Io: "Nemmeno io".
Lui: "Domani ti porto a vedere Massaciuccoli. C'è un punto da cui puoi toccare le rovine romane, si vedono i campi e l'intero lago. Si vede netta anche la casa di Puccini a Torre del Lago che abbiamo visitato oggi. E ti porto a mangiare i tordelli".
Qui è quando lo scricciolo mi ha scelto e si rifiutava di camminare se non gli prendevo la manina tesa.
(Spiaccicare la mia emoji per far combaciare i suoi occhiali con la montatura dei miei 😎)
Se penso a come ho speso male il mio tempo che non tornerà, non ritornerà più. La stagione dell'amore viene e va, all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà. Una cover band di Battiato cantava queste parole a Camaiore, ieri sera, e tu, piccolo scricciolo di 18 mesi, hai smesso di correre per sfuggire a mamma e papà e mi hai chiesto la mano tendendomi la tua manina, e quando te l'ho data ti sei aggrappato come fanno i gatti per saltarti in braccio. Ti ho preso in braccio, dando le spalle al palco perché tu potessi vedere meglio. Le parole di Battiato andavano, e tu piano piano hai poggiato la tua testolina sulla mia guancia, e poi sulla spalla, cingendomi il collo con le tue braccine. Tua mamma e tuo papà erano increduli, hanno fatto video e foto per quel miracolo: la peste inesauribile era in braccio ad un amico di famiglia conosciuto da 48 ore appena, ed era calmo e sereno. Tua mamma si è commossa e ha fatto il video, ho sorriso ma avevo gli occhi lucidi anche io.
Non sono bravo con i bambini, non so giocarci, non so fare il pagliaccio che li fa ridere. Faccio come coi gatti: li guardo, sorrido, lascio che si avvicinino loro quando sentono di farlo e per quello che sentono di fare. Il primo giorno mi guardavi e sorridevi girando il visetto, timido. Il secondo giorno mi hai chiesto la mano e mi hai portato i tuoi giocattoli per giocare insieme, e ti sei poi "affidato" al mio abbraccio.
Mi hai scelto per stare sereno, per stare calmo.
Avremo scambiato si è no 10 parole in 3 giorni, io e te. Ma ci siamo capiti. Ci siamo "sentiti". Braccia al collo e respiro sereno. Le parole sono sopravvalutate. Gli adulti sbagliano tutto. Bisogna imparare dagli animali e dai bambini.
Sentire. Sentire con il cuore e con gli abbracci, sentire con le mani e con gli occhi.
Corollario Tornati a casa dopo l'abbraccio, mi ha assalito un senso di ansia che mi mangiava il respiro. La fiducia accordatami da quello scricciolo è una dichiarazione di responsabilità, ho pensato. Non posso sparire dalla vita di quel cuoricino, non posso deluderlo. Non ho intenzione di farlo, e non succederà. Ma che io mi senta all'altezza del compito, questo è tutto un altro discorso...

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Sant'Anna di Stazzema, spiazzo antistante la chiesa. Qui, il 12 Agosto 1944, i nazisti massacrarono circa 400 civili inermi, in stragrande maggioranza donne e bambini (65 delle vittime non avevano ancora compiuto 10 anni, la più piccola aveva appena 20 giorni di vita).
Ho scattato altre foto che posterò nei prossimi giorni, tra cui una lapide con un discorso di Calamandrei che muove a lacrime di rara gratitudine ed emozione e voglia/necessità di Resistenza.
Per non dimenticare.
Domani mi sparo 6 ore d'autostrada in solitaria per andare da amici.
A loro porto un liquore al cognac e al madarino di cui mi sono innamorato due anni fa (e le belle scoperte vanno condivise).
Al loro cucciolo di un anno e mezzo ero indeciso se portare un giocattolo o un peluche. Il tizio del meraviglioso negozio di giocattoli e peluche dove vado per queste occasioni (negozio magico con giocattoli di latta, di legno, e peluche incantevoli) e a cui ho chiesto un consiglio mi ha detto: "Come tutti i regali, deve piacere anche a te. I bambini lo sentono, se piace anche a te o no. E tu compri spesso peluche per te, quindi immagino che se devi fare un regalo, forse sai già su cosa puntare".
Sono ovviamente uscito di lì con un mega-peluche morbidosissimo che ha varie attività sensoriali incluse.