Kraken
dell’esule manifestiamo più di una botanica
vive scrive di distese, stato dei fiori trapiantati
migrante lontano dal suo lunario, gesti gelsi
cicli gestati, al momento kigo di altrettanti raccolti
frontespizio alle sole voci, antologia una, sorta
canone come delicatissima rottura incurante
alla cura del peso, tenta d'apertura gli stilemi
stami in forzatura brevi da rasentare rigida
causa-effetto di femmina, boschetto nontiscordardime
o come poco a poco poca corolla comincia donna
e ritroveremo conosciuta di carneficine di personaggi
durante un'astanza di inconsapevoli il piegarsi
i colpi a distanza, a distanza i più avvezzi e avvizziti
appresso che lascia la lingua in lingua per lemmi
come fossero esagerazioni lenite e precise come
tentare in guscio stilo piano e pulito, dove non siamo













