Il signore delle formiche (Gianni Amelio, 2022)
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Il signore delle formiche (Gianni Amelio, 2022)

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“L’altra verità . Diario di una diversa”
LA PAURA, LA VIOLENZA, L’ELETTROSHOCK ALDA MERINI RACCONTA I SUOI TERRIBILI OTTO ANNI IN UN OSPEDALE PSICHIATRICO
«Quando venni ricoverata per la prima volta in manicomio, ero poco più di una bambina, avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice, pulito, in attesa che qualche cosa di bello si configurasse al mio orizzonte; del resto, ero poeta e trascorrevo il mio tempo tra le cure delle mie figlie e il dare ripetizione a qualche alunno, e molti ne avevo che venivano e rallegravano la mia casa con la loro presenza e le loro grida gioiose. Insomma, ero una sposa e una madre felice, anche se talvolta davo segni di stanchezza e mi si intorpidiva la mente. Provai a parlare di queste cose a mio marito, ma lui non fece cenno di comprenderle e così il mio esaurimento si aggravò e, morendo mia madre, alla quale io tenevo sommamente, le cose andarono di male in peggio, tanto che un giorno, esasperata dall’immenso lavoro e dalla continua povertà e poi, chissà , in preda ai fumi del male, diedi in escandescenze e mio marito non trovò di meglio che chiamare un’ambulanza, non prevedendo certo che mi avrebbero portata in manicomio. Fu lì che credetti di impazzire
“L’ELETTRICISTA”: STORIA DI GIORGIO CODA, LO PSICHIATRA CHE TORTURAVA BAMBINI, MALATI, OMOSESSUALI E TOSSICODIPENDENTI CON L’ELETTROSHOCK FINO AL 1970
“Il Coda mi fece denudare e mi praticò un elettromassaggio pubico, che mi procurò grande sofferenza e la perdita di feci e urina. Quando venni riportato nella mia sezione, debbo dire che a causa dello spasimo provocato dall'elettromassaggio e avendo perso la gomma che tenevo in bocca mi ruppi tutti i denti.” Così Giovanni, uno dei pazienti del “dottor” Giorgio Coda raccontò in una testimonianza uno dei tanti trattamenti con l’elettroshock che aveva subito nel corso della sua detenzione. Una delle cinquemila sedute di “elettromassaggi” che lo psichiatra praticò nel manicomio di Collegno, del quale era vicedirettore, nella struttura per minori di Villa Azzurra, e in quella Gurgliasco. I trattamenti prevedevano continue e violentissime scariche elettriche ai genitali o alla testa dei pazienti, che avevano come conseguenze terribili emicranie, cardiopatie, perdite di coscienza, danni neurologici, epilessia, lesione ai nervi ottici e decessi. Ad eseguirli, con l’aiuto di alcuni infermieri, sempre lui, il professore, stimato nell’ambiente, blandito dalle istituzioni e invitato a numerose conferenze. Tra le sue povere vittime bambini, persone sole, malati fisici e psichiatrici, alcolisti, tossicodipendenti, ma anche semplici poveracci. Molti accomunati da una condizione di marginalità sociale e isolamento che li rendeva vittime perfette dei suoi soprusi. Nelle pratiche del dottor, Coda, esperto di antropologia criminale, non c’era alcun fine curativo, come confermerà la sentenza del processo che lo vedrà imputato. Per “l’elettricista”, come verrà soprannominato dalla stampa, i pazienti non erano individui da aiutare, sostenere, curare. Erano semplicemente dei residui d’umanità , sui quali si potevano esercitare le peggiori nefandezze. Nefandezze che continuarono per diversi anni finché nel 1970 l’ Associazione per la lotta contro le malattie mentali inviò alla procura di Torino un esposto in cui erano raccolte precise accuse e numerose testimonianze, e pubblicò il libro di denuncia “La fabbrica della follia”. Il I 2 luglio I974 Giorgio Coda fu condannato dal tribunale Torino a cinque anni di prigione e interdizione perpetua dai pubblici uffici per i maltrattamenti inflitti ai suoi pazienti. Nonostante i crimini commessi tuttavia presto poté tornare ad esercitare privatamente la professione di medico. Il cosiddetto caso Coda fu determinante nell’accendere i riflettori sulle terribili violenze che venivano praticate in diverse strutture manicomiali, contribuendo alla crescita di quel movimento guidato da Franco Basaglia che avrebbe portato ad una totale riforma, purtroppo mai completata, del mondo psichiatrico in Italia.
Cannibali e Re Cronache Ribelli

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Abbiamo lasciato Italo perplesso e un poco spaesato ne “Il melodramma dell’inseguimento”. Spaurito e confuso voleva sparire. Ma ogni artista vuol essere visto, scoperto, spesso e volentieri essere letto. #italomarzo #maxmanz #sogno #avventura #elettroshock #irmavep dalla mia newsletter link in bio. (presso Bologna, Italy) https://www.instagram.com/p/CnhHzIyM9VV/?igshid=NGJjMDIxMWI=
Giornata Mondiale contro elettroshock 16 maggio
Giornata Mondiale contro elettroshock 16Â maggio
Per la rubrica accadde oggi, ricordiamo la Giornata Mondiale contro l’elettroshock o TEC. Nel post ti spiego cos’è di preciso e perché combatterlo. (more…)
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USA, autorizzato l’elettroshock sugli studenti disabili aggressivi e autolesionisti
USA, autorizzato l’elettroshock sugli studenti disabili aggressivi e autolesionisti
USA, autorizzato l’elettroshock sugli studenti disabili aggressivi e autolesionisti. Infliggere scariche elettriche su adulti e bambini disabili e con comportamenti aggressivi e autolesionistici è legittimo. A stabilirlo una corte d’appello federale degli Stati Uniti, che ha annullato il divieto della Food and Drug Administration di adottare metodi altamente coercitivi in precedenza impiegati in…
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