Lo dico da una vita che avrei tanto voluto conoscere le muse che hanno contribuito a rendere i cantautori dei mostri sacri. Perché le cose son due: o le muse stanno tutte alle terme, o i cantautori fumano lo stesso talco che usava Pollon.
Che darei per vedere la faccia della Signora Rimmel, della Signora Passerotto, la Signora Quattro Stracci.
Ma quella più potente di tutte, che non si offendano le altre, è la Signorina Bella senz’anima.
Quella si che è una donna – ricordo - maestosa.
Sarà che adesso le muse sono tutte fighissime e buone. Quelle che lasciano più il segno sono quelle che hanno spezzato i cuori.
Se Petrarca avesse trovato una Laura “facile”, sarebbe riuscito a dedicarle quelle parole?
E sapete qual è la cosa che mi irrita di più? E' che, sfigata come sono, qualora fossi la musa di qualcuno probabilmente sarei ricordata come un’allegra malinconia…cosa che, per quanto seducente possa essere l’idea, se mi devi descrivere con “sofferenza positiva” ma vattene a fanculo!
Preferisco essere la Signora Nessuno.
Io invece vedi le promesse le mantengo. Se è finita io ti disprezzo, ti odio e ti sfanculo…sempre rispettosamente, ovvio.
Perciò quando canterò i miei ricordi (per quanto abbelliti e maneggiabili), userò sempre un poco di tristezza alla Troisi, un poco di disprezzo alla Monicelli, e un po’ di ironia a modo mio.
I pensieri positivi sui sentimenti forti, con rispetto parlando, li lascio ai biscotti della fortuna.