Descrizione: La sua postazione risulta sempre impeccabilmente ordinata (…) a discrezione dell’operato degli Elfi, dal momento che viziato com’è, lascia che siano loro stessi a sistemare tutto. Se ciò non è eseguito nelle modalità e tempi richiesti dal sottoscritto, non manca la minaccia di rispedirli da dove - probabilmente - sono venuti: il maniero Dalloway in cui ne viene gestito un fluente commercio e allevamento. Tanto perché non ci facciamo neppure mancare lo schiavismo.
Ai piedi del letto, si trova un baule dalle rifiniture dorate e le maniglie che riprendono la forma di un drago, su cui sono incise le iniziali del proprio nome (VVGVD) e sarebbe sempre chiuso, se solo non fuoriuscissero fin troppi capi d’abbigliamento, di qualsiasi colore e tessuto - sebbene prevalgano quelli scuri e intensi, soprattutto di tonalità bordeaux, cremisi e porpora.
Sotto il letto, come se non bastasse, i capi occupano altre due valigette tenute sotto il letto, in pelle di drago scura.
Sul comodino, sono riposte tre fotografie in bianco e nero: le due laterali ritraggono intere famiglie, che da alcune scritte sembrerebbero rispettivamente quella paterna e quella materna, quest’ultima resa evidente dal fatto che si indossino colbacchi e mantelli pesanti in pelliccia. Mentre al centro, troneggia un uomo dagli abiti eccentrici, gli occhi stralunati e il baffo, con la scritta sotto di “Vladislav Morozov”. Davanti le fotografie si trova sempre un cero e una ciotola, in cui spesso vengono riposte offerte di cibo e libagioni che vengono giornalmente cambiate. Ai lati, invece, due vasi non troppo ingombranti con fiori perennemente di numero pari (spesso 6 o 10) cambiati a loro volta, regolarmente. Possono essere rose, crisantemi o gigli se gli vengono spediti per tempo via Gufo, oppure fiori più comuni trovati per i giardini e le zone limitrofe di Hogwarts.
Nel primo cassetto, ci sono libri in russo che sembrerebbero del folklore o di fiabe, oltre che vari tipi di aghi, fili, spilli e un telaio da ricamo circolare in legno.
Nel secondo cassetto, qualche libro di magia in tedesco di svariati argomenti.
Dal lato opposto al comodino, vicino il letto, è appeso uno specchio con altrettante rifiniture dorate, che viene coperto ogni notte.
Abitudini: Si alza sempre in perfetto orario e si dirige presto in Sala Grande. Va a dormire ad un orario consono, se solo non fosse che rimane sveglio per qualche ora fino a quando non riesce a prendere definitivamente sonno, che è comunque leggero. Tiene le tende del baldacchino abbassate e durante la notte non è strano intravedere un Lúmos, da cui si proiettano ombre che fanno intuire movimenti “rituali” ad accompagnare dei ricami. Quando dorme parla, ovviamente in russo: a volte lo fa con un semplice mormorio e altre se non impreca, addirittura ride. È pure sonnambulo, ma se si alza fa cose quotidiane, come anche solo mettersi davanti lo specchio o aprire e chiudere le finestre. Non sta molto tempo nei dormitori, se non poco prima di dirigersi in Sala Grande per la cena: in questi momenti ne approfitta della privacy per poter pregare i propri antenati e rinnovare le offerte. Se sono comunque presenti delle persone, chiede loro semplicemente di uscire.
Altre abitudini strane che mette in atto o che consiglia di fare anche senza richiesta:
- lasciare offerte ad un probabile “spirito del Castello” perché “anche se non c’è il Domovoi qualcosa di simile ci dovrà pur essere” e che “sicuramente non disdegnerebbe latte o caramelle” e ancora che “se non è tutto ordinato probabilmente vi fa venire gli incubi”.
- non lasciare chiavi o denaro sui comodini
- non fischiare dentro i dormitori
- non passarsi oggetti sulla soglia
Puzza: Assente, si lava piuttosto spesso e si lamenta della puzza altrui, piuttosto. Profuma di lavanda.
Animali: Ogni tanto, dalla finestra potrebbe emergere un peculiare barbagianni dal piumaggio interamente scuro, per portare lettere o anche solo per cercare coccole. È tuttavia un rapace piuttosto inquietante e a dir poco inespressivo, che tende a controllare la stanza o a picchiettare il becco contro il vetro. Risponde al richiamo di “Moya Tsaritsa” o semplicemente di “Sírin”. È probabilmente l’unico animale in vita sua per cui esprime rispetto e non un potenziale interesse per essere trasformato in pelliccia o pellame per vestiti. È addestrato e fedele solo al padrone - probabilmente se si prova a carezzarlo si viene beccati. Provare per credere.