Si prende in mano una chitarra, si diventa chitarristi. Si scrivono due righe su una vecchia macchina da scrivere e ci si sente Bukowski. Si fanno due foto con una digitale compatta, neanche una reflex, e si cerca di catturare l'istante perfetto come Doisneau nel proprio bagno di casa. Si va ad un'opera teatrale di quartiere e si aggiorna lo stato di FB con una frase di indubbia originalità quale "Intellettuali ne abbiamo?", sottointendendo l'inserimento nella lobby del teatro emergente. Detesto questa filosofia di vita vissuta a istanti, che non ha valore nella durata, ma nella sua fugacità .  Vorrei che tutto scorresse più lentamente, magari saremmo più propensi ad accettare e a combattere concretamente la realtà . E' così semplice essere qualcuno "compiendo un'azione", dimenticando il valore intrinseco della cosa in sè.Â