Sulle note di Glorious di Macklemore, ritorno a casa attraversando un viale alberato da pini marittimi secolari e penso a com'è bella la natura alle 7 di una mattina d'estate qui al sud. Mi ritrovo a pochi passi un cane randagio o abbandonato da qualcuno che mi vede ed inizia a seguirmi quasi fino a casa. Mi cammina accanto prima a destra e poi a sinistra. Poi si ferma, fa i suoi bisognini e mi raggiunge. Cerco di ignorarlo ma la scena è così buffa che non posso fare a meno di fargli un mini video da condividere nelle mie Instagram stories. Un passante s'è pure complimentato con me per quanto era bello il cane e, in effetti, aveva proprio ragione. Era un bel cane. Tutto questo si svolge dalle 7 alle 8 del mattino, poi in un quarto d'ora mi faccio una doccia fredda che mi riattiva la voglia di vivere e per le 8:20 massimo sono pronta per andare da mia nonna. Il giardino di mia nonna materna è un bel posto per studiare, o meglio, per rilassarsi e poi studiare, il che significa che nella mia testa inizio a studiare alle 9 ma nella pratica mi attivo solo dalle 10 in poi. La precedente mezz'ora la trascorro leggendo qualche capitolo de "L'allieva" di Alessia Gazzola, facendo foto a Giulio, il gatto della vicina deceduta oramai da un paio di anni e che i miei nonni hanno non così faticosamente adottato e accolto in casa loro, rispondendo ai vari messaggi che mi arrivano su WhatsApp e scrivendo qualche cosa come questo post, ad esempio. Nonno ogni lunedì innaffia le piante del giardino; in pratica fa avanti e indietro dal pozzo raccogliendo l'acqua con un secchio e mi piace ogni tanto osservarlo nei suoi movimenti lenti e ripetitivi. L'altzhaimer lo fa tremolare un sacco e provo tenerezza nel vedere l'acqua che ha appena raccolto cadere un po' per terra, ma lui non si fa problemi e continua con le sue faccende. Mi offro per dargli una mano ma mi dice "Nono!" sorridendo. Nonostante ciò, lo vedo parecchio motivato. Sono le 9:11 e l'abbiocco si sta intensificando sempre più. "Devo studiare, devo studiare!", mi ripeto. Ogni tanto mi bevo qualche sorso d'acqua fresca, giusto per risvegliarmi un attimo. Tra un mese inizieranno gli esami e come quasi tutti gli studenti universitari che si rispettino, anche io sono indietro con la tabella di marcia, ma se c'è una cosa che ho imparato in 24 anni è di non fare programmi a lungo termine. Nel tardo pomeriggio trascorro qualche oretta in campagna sempre con i nonnini materni; nonna spazza per terra e cura le piante, mentre nonno innaffia le piante e dà da mangiare ai 12 gatti e 3 cani che popolano il loro giardino in campagna con orto annesso. Io, nel frattempo, spero sempre, in cuor mio, di poter continuare a leggere il mio libro, raramente, però, trovando pace, oppure cerco di trovare un posto perfetto per poter registrare il verso delle cicale, su commissione di un amico che m'ha chiesto di realizzargli un audio perfetto per la sua futura sveglia sul cellulare. Da quando mi ha chiesto questo favore sento solo cicale in lontananza. Il giorno in cui me lo chiese, registrai sempre il solito mini video per una Instagram stories ma in sottofondo si sentiva qualche urlo di bambino. Insomma, la sfiga proprio.