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Villa in pietrarossa. Lunghi corridoi del braccio in terracotta blu del castello Wer.
Ospedali
L’ avevo dimenticato! E’ nei corridoi degli ospedali che capiamo cos’è la vita. Cit.
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Ospedale Sacco, pazienti con l’ossigeno nei corridoi del pronto soccorso e personale contagiato Anche l'ospedale Sacco di Milano sta andando in sofferenza di fronte all'incremento di casi di Coronavirus nel capoluogo lombardo.

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Tu che hai visto dentro me mille musei, io che vedevo solo vuoti corridoi.
I’m alive
31.05.2068
S: Si guarda attorno un po` perso, non appena si rende conto di essere stato richiamato in quel modo. Caposcuola Waleystock. Quella voce la riconosce da subito, ma come i suoi occhi, anche le sue orecchie sono ovattate, imprigionate in quel mondo di finzione qual è l`oblio che si è creato da solo, l`illusione, di quella realtà parallela che magari, se fosse andato tutto peggio, adesso non avrebbe questo sapore di vittoria. Si è lasciato bastare i complimenti ricevuti, senza chiedere di più, come se qualcuno non gli avesse mai detto "bravo" o "bella prova". Guarda avanti, con le labbra dischiuse e gli occhi attenti a cercare e a cercare la fonte di quella voce. Evita di chiamarla, piuttosto nel momento in cui riesce ad intravederla tra la folla, le corre in contro, provando ad afferrarne il polso in modo tale da farla fermare. Gli occhi impiantati su di lei - le starebbe particolarmente appiccicato. Non una parola, nonostante gliene vorrebbe urlare addosso tantissime.
K: Cerca di svignarsela, ma o corre troppo piano o la folla è poca per poterla coprire,si sente prendere dal braccio e da lì a trovarsi a poca distanza dal caposcuola il tempo è breve.«Dovrei andare» sussurra quasi con un tono leggero e distante.Le iridi si spostano dal soffitto al pavimento, da destra a sinistra ovunque tranne che su di lui, la destra tiene la tracolla e la sinistra e in mano al grifondoro. Cerca di liberarsi dando di tanto in tanto un colpetto secco,«davvero.. mi aspettano in dormitorio..» niente lo sguardo vaga senza meta e le labbra si mordicchiano l`una con l`altra.
S: Deglutisce, poi porta gli occhi verso il basso per qualche secondo. « Ci siamo ridotti a questo, noi? Potevo morire e tu neanche ti sei degnata di essere grata perché fossi vivo. Di sorridere. » Un fuggire costante, come se l`altro credesse? Parlami. perché il loro rapporto può sistemarsi soltanto così. Anche se parlare, in questo caso, non è mai stato più difficile. E tu che hai da dire in tua difesa, Waleystock?
K: Il labbro inferiore trema,ci sarebbero tante cose da dire, troppe forse, e il loro rapporto si screzia così, quando tutto sembra andare bene è un gesto, una parola , un fraintendimento a rovinare tutto e poi rabbia, orgoglio, sentimenti che si feriscono, parole urlate al vento di un`amicizia che pian piano sfuma e si perde nella nebbia del castello.
« Fuggiamo dalle cose che ci fanno male..»
sussurra arresa sempre con lo sguardo basso quasi a voler imparare a memoria il pavimento di quel corridoio « ..dalle cose che ci feriscono..» aggiunge ancora sempre con tono basso, alza di poco lo sguardo arrivando a fissare la spilla,forse la cravatta, ma non più su, quello sguardo, quel viso, farebbero troppo male, sarebbe come buttare sale in una ferita aperta, o aceto in un corpo bruciato.
S: La lascia parlare, e la mano da afferrare il suo polso, prova ad afferrarle il mento, facendo in modo che questo venga spostato leggermente verso l`alto. Rimane vago, nonostante la sua intenzione sia permetterle di guardarlo. « Anche tu mi fai male, ma io non sto fuggendo da te. Voglio evitare che questo dolore continui. » l`abbandono, le accuse. Si sente un mostro anche solo perché lei gli ha detto di averla consumata e di averle privato della dignità. La lascia andare completamente, poi, abbandonando con ogni sua presa quel corpo. « Vai, allora. » arriccia le labbra. Si dice che il Torneo TreMaghi cambi le persone; che magari le faccia essere meno egoiste. « Voglio che tu stia bene e non ti faccia male. » L`amicizia ha diverse sfumature.
K: Lo ascolta non lascia cadere lo sguardo neanche quando lui la lascia andare, indietreggia respira piano, il labbro trema e sa che non potrebbe resistere ancora «grazie» sussurra prima di voltargli le spalle e di incamminarsi verso il corridoio. Il mondo crolla intorno a lei, è davvero finita così?! Sta davvero andando via da lui?, come se fosse niente,come se l`anno appena trascorso e quello passato non continuo nulla. Si ferma,non sa se lui si è già incamminato oppure no, non sa se sia ancora lì oppure no, ma ha preso le distanze,già,ma la forza che aveva la bimba è scoppiata e si ritrova a piangere, piange e non se ne accorge,si volta, e nel caso ,li fosse ancora lì «Potevi morire..» la paura di perderlo, la paura dell'addio «..ee..potevi morire..» lo ripete scoppiando letteralmente a piangere, in mezzo al corridoio,con calma si sta aprendo o sta crollando,con calma.
S: Rimane immobile a guardarla,come la guarderebbe un eroe di una tragedia greca.Ha affrontato un'acromantula. E' forte abbastanza da essere in piedi per raccontarlo: è vivo.L'osserva fermarsi, poi voltarsi appena e cominciare a piangere. Le si avvicina poco, ma le lascia i suoi spazi. Non la tocca semplicemente perché non spetta a lui farlo, adesso. Non sa neanche se sono più amici o meno. Sbatte le palpebre, fissandola con pazienza e dispiacere. « Sono vivo, però. » deglutendo. « E` questo l`importante. » Valgo qualcosa, si ripete. Contro qualsiasi accaduto ai crucchi o ai francesi - lui vale. Gli occhi azzurri restano fissi su di lei. La freddezza nei loro dialoghi si percepisce eccome. Sospira sonoramente, poi porta appena gli occhi verso l`alto. « Tifavi per me, vero? » gradirebbe ogni risposta sincera.
A Beatrice
Balli in corridoi vuoti
dai tuoi occhi cascano dee mute e rosa
infiniti futuri ondeggiano stanchi davanti a te, tu corri per acchiapparli.
È tutto un continuo andare, schiantarsi, fuggire, sussultare; e tu ti fermi e non sai più chi sei.
Danzatrice senza fine, alba che stiracchia le sue membra stanche: tu non te ne accorgi, e esisti.