Ricordo di aver chiuso gli occhi, per tanto tempo, per capire se c'era un modo per soffrire di meno, per capire se è vero che quello che vedi con gli occhi è solo un riflesso di quello che senti col cuore. Ho chiuso gli occhi. Per cercare un po’ di forza dentro di me, un po’ di quell'energia che a vent'anni ti salva la vita di continuo e ti rigenera, e ti fa sorridere anche davanti alla sfiga. Ma niente. Forse perché era troppo, era troppo grande quello che mi stava uccidendo. Troppo profondo il buco che mi sfondava l'anima generando un vuoto che sarebbe rimasto lì per sempre gigantesco e terrificante.