Quando qualunque sondaggio dà il doppio delle possibilità di vittoria al tuo avversario, non ti resta che manipolare la realtà, prima annullando elezioni indesiderate, poi mettendo in atto il più spettacolare dei brogli elettorali.
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Il presidente non intende dare il via libera ai 25 miliardi di dollari per rimettere in sesto il servizio. Per lui il voto postale è sinonimo di brogli
NEW YORK - Niente fondi per rilanciare il servizio postale americano. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo ha detto chiaramente: non intende dare il via libera al finanziamento di emergenza da 25 miliardi di dollari per rimettere in piedi il Postal Service, già vicino alla bancarotta e ora piegato ulteriormente dall'emergenza coronavirus. Né tantomeno intende autorizzare un ulteriore fondo di 3,5 miliardi di dollari da destinare alla sicurezza elettorale del voto per corrispondenza. Somma inserita nel nuovo pacchetto di stimoli antivirus su cui da settimane si litiga in Congresso, che pure servirebbe a dare a tutti i cittadini americani la possibilità di registrarsi al voto via mail e votare in sicurezza in un paese dove ci sono oltre 5 milioni di contagi.
Il presidente ha spiegato chiaramente i motivi della sua scelta in un'intervista concessa ieri a Fox: "I democratici vogliono usare quei soldi per una frode. Di fatto è denaro elettorale, serve a ricevere milioni e milioni di schede" ha detto. Per lui il voto postale è sinonimo di brogli: "In Virginia ci sono stati 500 mila voti per posta di cui non si sa nulla, hanno votato pure i morti. Stessa situazione e New York e in New Jersey". Con buona pace del fatto che lui stesso, insieme alla moglie Melania, si prepari a votare via posta e abbia già ricevuto la scheda nella tenuta di Mar-a-Lago, in Florida, dove risiede da oltre un anno.
Il voto postale, d'altronde, è da tempo l'ossessione di President Trump. In piena emergenza sanitaria, teme che incentivi la gente a votare (nonostante preveda due passaggi burocratici, la richiesta della scheda e l'invio): aumentando le possibilità di vittoria del rivale democratico Joe Biden, tanto più che l'epidemia ha colpito con più forza le aree urbane dove prevale il voto dem. Per questo da tempo mette in dubbio la legittimità di un sistema, da lui definito "nuovo", nonostante risalga ai tempi della guerra civile. Riconosciuto sicuro pure da una recente inchiesta del Washington Post.
Mettere in difficoltà l'intera rete postale è, insomma, il sistema più efficace per non permettere a tutti di votare in sicurezza. Pure per questo, dieci giorni fa, Trump ha nominato a capo dell'Usps, le poste americane, appunto, un suo fedelissimo: il businessman della Carolina del Nord, Louis DeJoy, grande finanziatore della sua campagna elettorale, con la precisa missione di tagliare il tagliabile: le paghe dei postini, gli straordinari e pure riducendo gli orari di apertura degli uffici. Sistemi atti a mettere in seria difficoltà la consegna delle schede agli elettori.
Solo in cinque stati - Washington, Oregon, Colorado, Utah, Hawaii - è già permesso votare interamente a distanza. Molti stanno dunque cercando di modificare i regolamenti, scatenando battaglie legali un po' ovunque. Così in Minnesota un giudice ha appena invalidato la legge che impediva il voto a distanza solo se certificato da un testimone. In Nevada è stata varata una nuova norma per facilitare il voto via mail, dopo il picco di contagi determinato dalle lunghe code alle primarie. E proprio ieri un giudice della Pennsylvania ha chiesto ai Repubblicani di fornire entro domani prove a sostegno della loro accusa di bloccare il voto postale in quello stato perché potrebbe essere inquinato.
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A volte mi chiedo se sia costituzionale, se sia sensato, se abbia qualcosa a che vedere con la libertà pagare un canone per un servizio pubblico che è a completo servizio delle menzogne di governo, il quale a sua volta è a servizio delle menzogne dei suoi padroni globali. Ieri per esempio ho sentito che l’informazione Rai dava per certo il broglio e la manipolazione alle elezioni per l’Assemblea…
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Certamente la statistica delle elezioni diventa sempre più strana nell’occidente delle “regole” e assolutamente stranissima in Usa: dopo aver accettato alle scorse presidenziali il fatto che dopo una certa ora arrivassero bocchi di voti interamente per Biden, fatto statisticamente meno probabile della caduta di un meteorite di 10 chilometri di diametro, adesso, con le elezioni di medio termine …