About friend-zone
Tutte le volte che mi chiedi di stare insieme per vedere un film solo io e te ti dico di no. Mi riesce davvero difficile immaginare che tu non abbia capito, dopo cinque anni, il messaggio che giorno dopo giorno, esplicitamente, verbalmente, implicitamente, non verbalmente ti ho mandato e continuo a mandarti.
Non è che non mi piacciano i film, o che tu abbia dei gusti tanto difficili da tollerare.
So anche che ti da fastidio che ti dica esplicitamente che non mi piaci, che non voglio che mi metti le mani in determinati modi, che non voglio una relazione perché non provo desiderio di alcun genere per te, che ti ricordi sempre quali sono i limiti della nostra relazione, perché ogni volta mi dici che hai capito, che non è quello che cerchi, ma so come mi guardi. Credi di essere discreto ma se ne accorgono tutti, oppure credi che io sia l’unica a non accorgersene e allora menti con quei “te li immagini”.
Hai preso la scelta di restarmi accanto, come migliore amico, perché non volevi perdermi. Anno dopo anno rinnovi questa scelta che non ti ho mai imposto, nei periodi in cui era troppo per te non ti ho cercato, ti ho lasciato stare nonostante facesse male perderti come amico, perché quello sei per me. L’unico amico vero e leale.
Col tempo ho imparato ad evitare certe situazioni, a privarmi di momenti e possibilità che un amico “normale” non avrei dovuto evitare. Alle volte mi pesa moltissimo.
Mi pesa non poterti parlare delle mie delusioni d’amore, perché ho imparato che non importa quanto possa aprirmi a te, tu su queste cose non mi ascolti. Chiaramente, perché se non puoi avermi tu è meglio che non mi abbia nessun altro. Così ci evitiamo entrambi la seccatura di perderci.
Mi pesa non poterti parlare liberamente di ciò che sento perché i migliori amici lo fanno, e in queste tue mancanze tu mi fai mancare Arianna. Chissà dove sarei adesso nella vita se la mia migliore amica non se ne fosse mai andata.
Ad ogni modo. Mi pesa, tutto, come pesa a te. A volte di piĂą, a volte di meno.
Ho imparato che di notte, quando le luci sono soffuse, non posso averti vicino perché non ti sai controllare, quindi anche quando sono sola in casa non ti posso invitare, non posso chiederti di restare a dormire da me perché non mi posso fidare.
Ho imparato che quando bevi non ti posso salutare con un bacio sulla guancia perché provi sempre a baciarmi sulle labbra, indipendentemente dal numero di schiaffi che hai poi ricevuto.
Quindi evitiamo davvero di chiedere altre volte se voglio guardare dei film con te. Vorrei, non posso, stiamo all’aperto invece?
(Sì, va bene compatire i friendzonati. Non siete obbligati a restare, non per tutti questi anni. Pensiamo anche ai dolori dei friendzonatori.)














