Arriva l'ultimo weekend di Settembre, l'ultimo in cui ero libero dall'università, con il nuovo anno che piano piano si avvicinava. 2018, non era previsto arrivare così avanti, eppure nel giro di tre mesi ormai sarebbe scoccato il nuovo anno. Poltrone e Sofà era stata la prima azienda a buttar fuori una pubblicità natalizia, con credo tre mesi netti di anticipo, ma tanto si sa, christmas is business. Io non risucivo a godermi il mio tempo, che scorreva troppo veloce. Sì insomma, quando cinque giorni alla settimana desideri costantemente gli altri due, alla fine quei cinque è come non viverli. Non sentivo di avere i miei 21 anni, ero rimasto indietro nello spirito mentre il mio corpo e il mondo erano andati avanti. Che ci facevo qui? Ero nel futuro cazzo, ero riuscito a viaggiare nel tempo ma non come volevo io, anzi, nel modo opposto. Vivere di weekend in weekend non fa bene, ma d'altra parte che scelta avevo? Tutto il resto era una noia senza novità, anche al telefono con E non avevo più niente da raccontare, davvero, avevo esaurito ogni risorsa, e mi dispiaceva. Mi viene in mente un po' di anatomia: i neuroni, gli assoni e i nodi di Ranvier. Praticamente certi assoni hanno, a intervalli regolari e ravvicinati, queste cellule grasse piene di mielina, dette cellule di Schwann, che fanno saltare l'impulso da uno spazio libero all'altro (detti nodi di Ranvier appunto) i quali, evitando di dover perdere tempo a depolarizzare tutto il neurone, velocizzano la trasmissione. Bene, la mia vita era un assone mielinizzato. A forza di "non vivere" intere parti della settimana avanzavo troppo velocemente.