Etichettatura del latte fresco
Sicurezza alimentare tutti i consigli

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Etichettatura del latte fresco
Sicurezza alimentare tutti i consigli

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Coma capire se il pesce è fresco o avariato
Sicurezza alimentare tutti i consigli
Ghiandola sebacea di Zeis: è attaccata al follicolo ciliare e produce una sostanza oleosa, detta sebo, che lubrifica il ciglio per impedirne la secchezza
Ghiandole di Meibomio: si trovano sulle palpebre e producono un liquido oleoso. Liquido che contribuisce a formare la pellicola di lacrime che ricopre l’occhio.
Ciclo mestruale, ciclo ovarico e ciclo uterino
Nel linguaggio comune il termine "ciclo mestruale" viene spesso utilizzato per indicare la mestruazione, ovvero la ciclica perdita di sangue, che dura in media da 3 a 7 giorni.
Per tutto il periodo fertile di una donna, dalla pubertà alla menopausa, circa ogni mese il corpo femminile si prepara ad un'eventuale gravidanza. Se questa non si verifica, avviene una nuova mestruazione.
Acantosi nigricans
Acantosi nigricans (o acanthosis nigricans) è una manifestazione cutanea caratterizzata da zone iperpigmentate, mal delimitate, che compaiono tipicamente a livello delle pieghe cutanee (collo, ombelico, inguine, ascelle). La pelle si presenta ispessita e vellutata, di colore più scuro (dal brunastro al nero) rispetto alle zone circostanti.

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Macula
La macula è una piccola zona della retina, ma sicuramente la più importante. Posta in una posizione centrale, vicina alla papilla ottica (che è l’origine del nervo ottico), è ben visibile all’esame del fondo oculare che si esegue con l’oftalmoscopio. Ha un diametro di circa mezzo centimetro, ma al centro presenta una depressione detta fovea (che misura circa 1,5 mm). La sua caratteristica è quella di non avere vasi sanguigni che verrebbero ad ostacolare il passaggio e la captazione della luce; si tratta però di una zona estremamente delicata e facilmente aggredibile da fenomeni patologici e degenerativi.
Campo visivo
Il campo visivo è un'area che rappresenta la parte del mondo esterno visibile quando si fissa un punto. Il campo visivo è detto monoculare se riferito ad un solo occhio o binoculare se dato dalla visione di entrambi gli occhi.
Glaucoma: il ladro della vista che va scoperto subito
Batteri e lieviti del kefir
I batteri presenti nei granuli di kefir sono vari, tra questi si trovano specie come:
Lactobacillus acidophilus
Bifidobacterium bifidum
Streptococcus thermophilus
Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus
Lactobacillus helveticus
kefiranofaciens Lactobacillus
Lactococcus lactis
Leuconostoc
Tra i lieviti presenti nel granuli di kefir, quelli che possono metabolizzare il lattosio sono il Kluyveromyces marxianus e il Kluyveromyces lactis. Vi sono anche ceppi di lievito che non metabolizzano il lattosio come il comunissimo Saccharomyces cerevisiae, il Torulaspora delbrueckii e il lievito Kazachstania unispora.
Torna all’articolo: Kefir o latte di kefir: un concentrato di salute
Granuli di khefir
I granuli di khefir sono un agglomerato formato da uno scheletro di polisaccaridi (zuccheri ramificati) che ospita numerosissime colonie di batteri e lieviti vivi.
batteri
lieviti
scheletro di polisaccaridi ( kefiran )
Torna all’articolo: Kefir o latte di kefir: un concentrato di salute
Indice glicemico e carico glicemico
Che cos’è l’indice glicemico (IG) di un alimento?
L’indice glicemico è un parametro elaborato agli inizi degli anni ’80 dal prof. Jenkins dell’Università di Toronto che classifica gli alimenti in base alla loro influenza sul livello di glucosio nel sangue (glicemia). I cibi che fanno salire il glucosio rapidamente hanno un IG alto, quelli che lo fanno salire gradualmente hanno un IG basso.
Come si misura l’IG dei vari alimenti?
Tecnicamente si misura valutando l’incremento della glicemia quando si assumono 50 g di glucosio. L’entità della risposta viene espressa in termini percentuali medi rispetto al glucosio (oggi si usa anche il pane bianco), che viene preso come punto di riferimento stabilendone un valore pari a 100 nella scala dell’indice glicemico. Esistono inoltre delle tabelle di classificazione arbitraria in IG elevato, intermedio e basso che secondo la maggior parte degli autori è fissata nei range di valori indicati nella tabella sottostante.
Perché è importante l’IG per una persona diabetica?
L’Indice Glicemico è un valore importante per chi soffre di diabete, considerato che deve evitare rapidi innalzamenti della glicemia. Seguire una dieta a base di alimenti con IG basso, per quanto possa sembrare complicato, può permettere un migliore controllo della propria glicemia. Secondo alcuni Esperti, inoltre, gli alimenti a IG più basso aiutano a dimagrire perché provocano sazietà senza bisogno di molte calorie. E sentirsi sazi è importante sia per chi ha il diabete che per chi vuole dimagrire. Alcuni alimenti con IG basso (per es. mele, latte scremato, pomodori) sono anche ipocalorici.
I valori dell’Indice Glicemico pur essendo un parametro utile soprattutto per la qualità della propria dieta, vanno considerati, tuttavia, come valori puramente indicativi perché si riferiscono sempre e solo all’alimento puro e non alla quantità effettivamente consumata (carico glicemico).
Rispetto ad una dieta classica che fornisce le quantità esatte da consumare, quella dell’IG è necessariamente più imprecisa. Il consiglio è quello di usarla come ausilio complementare ad altri tipi di dieta consultandoti con il tuo medico.
La quantità consumata fa la differenza
Molti alimenti con un indice glicemico basso sono integrali e sono ricchi di nutrienti come fibre, vitamine, minerali e altri componenti importanti per la salute, perciò è consigliabile inserirne molti nel proprio menù quotidiano. Tuttavia, è importante tenere sempre d’occhio anche la quantità che si assume di ciascun alimento.
Quanto più è elevato il consumo di un alimento con basso IG, tanto più evidente sarà l’aumento della glicemia. Al contrario, il consumo di una quantità ridotta di un alimento con IG elevato influenza la glicemia meno di quanto lascerebbe presumere il suo indice glicemico. Per questo nella pratica è molto più utile il Carico Glicemico.
Che cos’è il Carico Glicemico (CG)?
Il carico glicemico valuta l’effetto sulla glicemia di un alimento basandosi sulle quantità effettivamente consumate. Di conseguenza è un parametro più adatto per calcolare il consumo quotidiano dei vari alimenti. Mentre l’Indice Glicemico è la misura della qualità dei carboidrati, il Carico Glicemico è la misura della loro quantità: tiene conto sia dell’IG che del contenuto di zuccheri per porzione consumata.
A seconda delle dimensioni della porzione, infatti il carico glicemico di alimenti diversi può risultare simile nonostante l’indice glicemico degli stessi sia molto diverso. Proviamo a fare un esempio che possa chiarire meglio il concetto:
Come indicato nella tabella, una porzione di pane ai cereali ha un carico glicemico di 19, mentre una porzione di pane bianco (che ha un IG molto più elevato rispetto al pane ai cereali) ha un carico glicemico simile, pari a 17. Aumentando la quantità consumata di pane bianco, a parità di IG, il carico glicemico raddoppia.

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Olii vegetali pressati a freddo
Per garantirci un’alimentazione sana ed equilibrata è importante che nel nostro stile alimentare siano presenti oli vegetali ottenuti da semi, cereali, legumi. L’importante è che si tratti di oli vegetali spremuti a freddo e non raffinati da processi industriali.
Come vengono estratti gli oli vegetali L’estrazione degli oli vegetali, sia nel caso degli oli di semi, che nel caso dell’olio di oliva o di altri frutti, può avvenire principalmente in due modi:
con procedimenti meccanici a temperature che mantengono inalterate le caratteristiche dell’olio, la spremitura a freddo, oppure
con la raffinazione mediante processi che coinvolgono l’uso di processi e solventi chimici che provocano trasformazioni di carattere chimico e fisico dell’olio.
Le differenze tra le metodologie di estrazione degli oli vegetali La premessa doverosa per capire quale sia l’impatto delle diverse metodologie di estrazione è la seguente: i semi e i frutti dai quali si estraggono gli oli vegetali sono ricchi di sostanze nutritive molto importanti per la nostra salute: minerali, vitamine, acidi grassi essenziali, aminoacidi, fibre, flavonoidi, fitosteroli e altri micronutrienti.
Estraendo meccanicamente l’olio, con i metodi di spremitura a freddo, eliminiamo le proteine, le fibre, qualche minerale e qualche vitamina, mantenendo tutti gli altri nutrienti.
Utilizzando invece i processi di raffinazione, vengono eliminate la gran parte delle vitamine e dei minerali, i fitosteroli, ed altri utili micronutrienti. Nella maggioranza dei casi viene anche alterata una parte degli acidi grassi essenziali, con la conseguente creazione di molecole dannose per il nostro organismo (i famosi acidi grassi “trans”).
Principali olii vegetali:
Olio di semi di lino
olio di vinaccioli
Olio di cocco
Olio di palma e di palmisti
Olio di mais
Olio di semi di girasole
Olio di jojoba
Olio di semi di canapa
Olio di semi di ricino
Olio di semi di enotera
Olio di avocado
Olio di soia
Olio di riso
Olio di cartamo
Olio di colza
Olio di semi di arachidi
Olio di noce
Olio di macadamia
Olio di Argan
Olio di germe di grano
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Semi oleosi
semi di:
canapa
papavero
zucca
girasole
lino
sesamo
chia
cartamo
cumino
karité
perilla
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Le diverse lesioni della pelle.
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Moringa, la scienza conferma: è l’albero dei miracoli
Definizione di obesità e sovrappeso in età pediatrica
L’obesità e il sovrappeso possono sono definiti come una situazione di accumulo anomalo o eccessivo di grasso nei tessuti adiposi del corpo.
Prima dei 2 anni di età per definire obesità e sovrappeso si utilizza il rapporto peso/lunghezza.
Dai due anni di età si utilizza l’indice di massa corporea (IMC) - Body Mass Index (BMI). Una semplice misurazione del rapporto tra peso e altezza.
L’Indice di Massa Corporea si calcola: dividendo il peso, espresso in kg per il quadrato dell’altezza, espressa in metri.
IMC: kg/m2
Nell'infanzia e nell'adolescenza L’IMC è caratterizzato da una notevole variabilità, legata soprattutto al sesso e all'età.
Quindi non è opportuno prendere come riferimento valori assoluti. Come si fa normalmente con gli adulti. Ci si rifà alle tabelle dei percentili.
Sono tabelle con curve analoghe a quelle per seguire il peso e l’altezza in base all’età del bambino.
poi

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Il fabbisogno di vitamina E
Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana: LARN 2014
Assunzione raccomandata per la popolazione su base giornaliera in mg/kg.
Vitamina E: dove si trova e tutte le sue proprietà
Struttura del dente
Sigillatura dei denti: prevenire è meglio che curare