1 maggio 2018
Viviamo in tempi pazzi. Pazzi, dico io.
Buonasera. Buona… primavera? Sono imperdonabile, lo so, ma il silenzio online è ben giustificato dal caos della mia vita negli ultimi tre mesi.
Certo è che se con le ricette vegetariane avevo qualche speranza di racimolare uno o due seguaci, nel momento in cui questo blog si è trasformato in una rivista scandalistica, suddette speranze hanno fatto la fine degli abusivi di Shrek. Quindi dubito che qualcuno avrà pianto per la mia assenza… a parte forse una persona, che è la ragione principale per cui mi sono ricordato dell'esistenza di questo blog, ma ci ritornerò.
Se fossi un bravo storico, o avvocato incaricato di ricostruire le dinamiche di una causa, racconterei tutto dall'inizio, ma sono solo uno studente di Legge squattrinato e reduce da giorni di baldoria, e preferirei sorvolare su alcuni dettagli spiacevoli dell'ultimo periodo per passare al succo della questione – anche perché la persona alla quale ho promesso di aggiornare mi sta attualmente bombardando di messaggi nonostante sia ad un appuntamento, ma per amor di cronaca riassumerò per sommi capi gli scorsi mesi.
Se gennaio era proseguito in relativa pace (la Guerra Fredda in casa sembrava essersi sopita, e questo mi avrebbe già dovuto far allarmare), la fine ha riservato un brutto colpo al mio coinquilino, già Asmatico. Per una serie di ragioni che non sto qui a spiegare – mi ci vorrebbero troppe righe e verrei sicuramente contattato da uno studio di analisti – , lui e il suo uaglione si sono bisticciati. Seriamente.
Il che ci porta a febbraio: un principio di nevrosi, disperazione e ritiro dal palcoscenico in seguito ad una palese ansia da prestazione hanno caratterizzato il mese del nostro Asmatico, il tutto mentre Mr Lovesong veleggiava verso lidi più soleggiati. Simultaneamente e inaspettatamente, ho assistito alla caduta del Muro di Berlino e alla fine della Guerra Fredda. Io, Stato cuscinetto non per scelta ma per necessità, ho tirato un sospiro di sollievo; ma intanto tutto il resto andava male, e sempre peggio.
La Gang del Bosco soffriva della scomparsa dell'Asmatico e di alcune incomprensioni interne – Renzo Piano 2.0 e la nostra Donna Angelo, o Renzo e Lucia, come vi pare, hanno avuto il loro ben da fare prima di riconciliarsi, complice Bocca di Rosa che come al solito ha portato ancora più confusione. Ma in qualche modo (ancora non ho ben capito come), siamo sopravvissuti anche a febbraio.
Poi marzo. Ah, marzo. I fiori che sbocciano, gli uccellini che cinguettano, le rivelazioni assolutamente non previste. In breve, dopo un ennesimo scontro a base di succo di frutta e grisbì, con Mr Lovesong che per qualche ragione ha scelto di salpare dai sopracitati lidi, l'Asmatico si è deciso finalmente a parlare con il sottoscritto. Parlare di se stesso. Quel giorno sono salito di grado: da Fata Madrina a Fata Madre.
E così passiamo ad aprile.
Capito qualcosa? No? Bene, è esattamente questo l'effetto che volevo ottenere, perché non ho capito nulla nemmeno io che queste vicende, disgraziatamente, le ho vissute.
Ma ora finalmente posso parlare delle cose che contano davvero.
Dopo altre settimane di insopportabile tubare tra l'Asmatico e Mr Lovesong, accompagnato da delle scuse ben dovute, arriviamo a martedì scorso. Un giorno assolutamente normale. Completamente ordinario, banale, mortalmente noioso, tant'è che erano le nove di sera e stavo già pensando a come annegarmi sotto la doccia per non tornare a studiare Diritto Internazionale. Ma qualcuno da lassù, o più probabilmente Gandhi, ha deciso che non potevo abbandonare a se stesso questo blog, e mi ha inviato un segno.
Quel segno, si è manifestato nell'immagine del Gamer che porge il suo casco all'Asmatico per andare a fare un giro in motorino con Mr Lovesong.
Lo so. È incredibile, vero, carissimi fan? Sono rimasto immobile sul divano per tutta la sera, davanti ad una replica di Ciao Darwin (Belli contro Brutti, 2007 o giù di lì) già vista mille volte, con quella visione di carità divina a ripetizione nella mia testa. Mi stavo quasi convincendo di essermi sognato tutto, quando, verso l'una e qualcosa, l'Asmatico è sceso dalla carrozza ed è rientrato in casa. Io, che fino ad un momento prima ero lobotomizzato, ho improvvisamente riacquistato le capacità cognitive e sono saltato su per andargli incontro e farmi raccontare… tutto. E perché no? Se il sindacato non mi vuole risarcire, posso avere almeno un rimborso morale? Niente da fare, non ho fatto nemmeno in tempo a vederlo in faccia che quello si era chiuso in camera. Figli ingrati.
Grazie a Gandhi, a qualche via di distanza le notizie girano più velocemente, e nel giro di dieci minuti sono venuto a sapere che quella sera Cenerentola ha avuto il suo bacio della mezzanotte – oh, raccontiamocela giusta, Cenerentola ha limonato duro e non solo per mezzanotte. Ed era anche ora. Mi sono trattenuto dallo sfondare la porta dell'Asmatico solo perché sono pur sempre una persona rispettosa, e perché tempo fa avevo fatto una promessa con la Donna Angelo, cioè che dovunque ci saremmo trovati in quell'occasione avremmo fatto un brindisi con un qualsiasi alcolico avessimo avuto in frigo. Così, all'una e mezza di un mercoledì notte, ho alzato una lattina di Heineken al cielo.
Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per il comitato delle Fate Madrine.
Potrei chiuderla qua, ma mi sembra doveroso menzionare il pranzo del giorno dopo, quando l'Asmatico ha finalmente messo il naso fuori dalla sua stanza. Io, curioso come una scimmia cappuccina, ho quasi buttato la sigaretta ancora intera per rientrare e vedere la sua faccia. Ne ho subito avuto la conferma: completamente rincitrullulito.
“Allò?”, gli ho chiesto con nonchalance mentre fingevo di girare l'acqua senza pasta dentro. “Bella serata, eh?”
“Sì”, dice lui, tranquillissimo. “C'erano le stelle–”
A quel punto credo di aver tirato fuori il mio migliore sguardo da cazzimma perché si è interrotto e con la faccia più rincitrullulita che abbia mai visto – quindi un sorriso che andava da un orecchio all'altro, ha confessato il misfatto. Abbiamo pranzato con pasta e spumante del discount, e questa volta si è aggiunto anche il Gamer.
Sono state giornate piene, ed è la prima volta che ho modo di tirare le fila della storia, ma direi che per ora la narrazione degli eventi si interrompe qui. Sicuramente non finisce qui il mio impiego da Fata Madre, ma quello è un destino che ormai mi si è incollato addosso, e devo ammettere che non mi dispiace.
Ringrazio tutti quelli che mi seguono, sì, Rosa, parlo con te, spero che la fanciulla lì vicino si sia divertita quanto te nella lettura di questa epopea.
Purtroppo è tutto vero.
A presto (o forse no, chi può dirlo di questi tempi?),
Michele














