Ecco come un semplice caffè con gli amici può diventare alienante: tutti alludono alle proprie esperienze di coppia, e tu sei costretto a distogliere lo sguardo e, al limite, a ricordare eventi passati per tentare (invano) di sentirti alla pari.
Da qualche settimana anche il mio migliore amico, oggettivamente bruttino e caratterialmente piatto, è riuscito, in brevissimo tempo, a concretizzare le sue fantasie erotiche con una ragazza apparentemente inviolabile: nessuno di noi avrebbe mai scommesso che sarebbe riuscito a combinare qualcosa. Insomma, sembra cosa facile, concreta, per tutti, tranne che per me.
Continuo a fare il solito vecchio caro errore di paragonare la mia vita a quella altrui, ma è un confronto che non regge: per quanto io possa invidiare le esperienze amorose altrui, gli altri aspetti della mia vita sono innegabilmente migliori e superiori nella maggioranza dei casi; ciò mi porta a pensare che forse ciò che sta vivendo il mio migliore amico sia una sorta di compenso per tutti gli anni in cui ha assistito impotente al successo mio e degli altri ragazzi nel sedurre le fanciulle. Ma è sempre così: sembra sempre migliore ciò che qualcuno sta vivendo in questo momento, piuttosto che l'averlo vissuto in passato ed ora esserne momentaneamente tagliato fuori.
Sicuramente mi sento così perché dei quattro sono l'unico che al momento non vive un'esperienza sentimentale completa, e non capisco come il mio migliore amico abbia invece ottenuto tutto in modo inaspettato e veloce, contro ogni probabilità.
Eppure sono fortunato, e dovrei gioire della mia vita ogni giorno, dal primo offuscato bagliore che intravedo dagli occhi ancora assonnati all'ultimo dettaglio che ricordo prima che il mio sonno si protragga: sarò medico, prima di tutto. Avrò la vita che ho sempre sognato. E poi, in amore sto coltivando anch'io il mio piccolo miracolo: oggi ho un secondo appuntamento con una mia compagna di corso. È una ragazza fantastica, mi ci trovo davvero bene. Adoro quando mi viene a cercare anche solo per un "ciao, ci vediamo domani", adoro il suo sguardo rivolto a me, adoro il suo modo di ridacchiare alle cavolate che dico. Adoro che per me c'è, si rende disponibile. Abbiamo gli stessi progetti per il futuro, e questa volta nello stare con lei non vedo controindicazioni.
Nonostante tutto, mi sento avvolto da un'immotivata inquietudine (e me ne dispiaccio): lei abita a 60 km da me. Ho paura che forse non sarà una storia semplice, e non di certo una cosa del tipo "stasera ho casa, vieni da me: cenetta e poi stiamo un po' insieme". Ma siamo grandi ormai, e quasi indipendenti: forse riusciremo a vivere piacevoli occasioni per stare insieme, e con un po' di sforzo forse potremo costruire la quotidianità e l'intimità di una coppia della nostra età.
Non devo e non voglio assolutamente fasciarmi la testa e devo apprezzare fino in fondo questa enorme opportunità, questo regalo del destino, perché stare con una ragazza come lei sarebbe un'enorme fortuna.
Devo crescere, e capire che questa non è una gara. Ma è difficile non farsi condizionare…
Sono sicuro che, col tempo, si sistemerà tutto, e finalmente potrò anch'io sentirmi completamente realizzato.