Lei gli domandò se era vero, come dicevano le canzoni, che l’amore poteva tutto.
È vero – rispose lui – ma farai bene a non crederci.
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Lei gli domandò se era vero, come dicevano le canzoni, che l’amore poteva tutto.
È vero – rispose lui – ma farai bene a non crederci.

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may this kind of love find me.
Ağlayarak günlüğüme yazıcam şimdi bundan istiyorum diye

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Ero in macchina e alla radio passavano “Bella stronza” di Marco Masini.
Adesso,
io dico,
lei sarà pure stronza… per carità di Dio,
ma tu Marco, coi primi soldi gli hai regalato una spilla… una spilla?!?
Ma che cazzo!!!
Dove siamo negli anni ‘50???
Cioè, quello c’ha a Ferrari e ok, ma pure tu… la spilla??!?
Io sono sempre stato dalla tua parte, ma sta ragazza non è da biasimare del tutto.
È proprio vero che bisogna sempre sentire le due campane.
A’ spilla gli regala …
Marco perdonami, io non ci avevo mai fatto caso … però … sarà pure stronza … ma anche tu, fatti un esame di coscienza…
regalo sbagliatissimo secondo me,
ha inciso.
Punto.
Una volta, dopo la morte di nostra madre, hai detto: vorrei morire.
Beh, te lo dico ora.
Non è la morte che conferisce l'assenza.
Il morto è ancora presente: tutto il passato gli appartiene.
L'unico modo per smettere di esistere è la follia. Solo il pazzo è assente.
MIA COUTO - le confessioni di una leonessa
Faccio foto a fiori belli
appoggiati a sfondi belli,
tutto qua
BananArt by Me
In un punto al centro dello stomaco dove si ferma il respiro, dove si crea in completa autonomia un vortice che divora e sconquassa.
Tu lo sai bene di cosa sto parlando, perché sei come me.
Lo sai che quando poi sale tra il cuore e lo sterno e il dolore diventa più greve, incontrollato, indomabile,
i miei occhi cercano i tuoi.
Solo tu lo puoi placare.
Quel punto al centro dello stomaco ha il tuo stesso peso.
Quel punto al centro dello stomaco che non è più mio ma
è solo tuo.
(Giò)

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Il mio scatto più bello
9.06.2020 ORE 4.18
HO PERSO IL SONNO.
COSÌ TI HO SCRITTO PAROLE BELLISSIME,
AL BUIO.
SONO SILENZIOSE,
SONO ACCORTE,
SONO COME STELLE COMETE
NON LE LEGGERAI MAI, NON SAPRAI MAI CHE HANNO IL SAPORE DEL MIELE, CHE PROFUMANO DI VANIGLIA E LUNA.
NON SAPRAI MAI LE PAROLE CHE SOLO LA NOTTE CONOSCE, NON SAPRAI MAI COSA SUCCEDE A PERDERE IL SONNO, SENTIRSI UN PUNTINO IMMERSO NELLE TENEBRE, AVERE IL BISOGNO DI SCRIVERE PAROLE CHE NON LEGGERAI MAI.
MA È GIUSTO COSÌ, NON SONO PIÙ PER TE, SONO SOLO MIE, APPARTENGONO ALLA NOTTE, AL SILENZIO E AL MIO CUORE INSONNE.
SONO PAROLE BELLISSIME, SI RICORDANO PERFETTAMENTE COM’ERA PERDERE IL SONNO, SVEGLIARSI AL BUIO MA SENTIRE IL TUO RESPIRO SUL MIO PETTO,
CHE NEANCHE LA MORTE FACEVA PAURA.
(GIÒ)
N.2 AMEDEO MODIGLIANI
Il tuo ritratto per un bicchiere di Pernod
la tua anima se vuoi anche gli occhi.
Sono bravo a scovarla, immobilizzarla e renderla immortale, regalargli l’eternità, mi serve solo una tela e dei pennelli.
Non importa se non ho un soldo in tasca, non importa che l’assenzio si sta prendendo tutto di me, un pezzo alla volta, un dente alla volta e quando non sono ubriaco c’è la polmonite a non darmi tregua, nessuna pace, mai.
Ma io non rinuncio a niente, niente.
Devo salvare il mio sogno.
Devo salvare il mio sogno
a qualsiasi prezzo, sia anche la povertà assoluta, lo scherno, l’umiliazione e i fiumi d’alcol, che mi fanno cadere ad ogni metro, ma è solo così che non sento nulla.
E poi c’è Jeanne e Jeanne dentro di lei
il mio amore per lei non ha conosciuto tempo e spazio, confini o pregiudizi, ci siamo amati in questa vita e in tutte le altre dopo questa, al mio fianco anche nella tomba.
Io, Jeanne e chi non è mai nato a causa di un dolore che non ha trovato altra via per svanire se non un volo senza senso.
Abbracciami amore mio,
ora il sogno è salvo,
ora non è più solo mio.
Adesso sono finalmente guarito e in pace, con te, noi due per l’eternità, come una scultura scolpita nel granito.
Ti giuro che nessuno ci potrà mai più sfrattare amore mio.
(Giò)
N.1 FRIDA KAHLO
Nello spazio che c’è tra il mio letto e il soffitto ci sono solo io
Io in frantumi e lo specchio intatto.
Io, martoriata dalla guerra della mia solitudine, riflessa sul soffitto che impedisce anche ai miei sogni di volare via.
Ho provato a dipingere l’amore,
l’ho sentito forte, più forte dello schianto di un autobus, più forte dell’umiliazione del tradimento continuo.
Io so com’è l’amore.
Ha colori accesi che bruciano la tela e la forma di una scimmia nuda e asessuata.
L’amore è un aborto perpetuo di speranza e dolore che nemmeno una sorella può comprendere.
Tutto ciò che ho dentro di me si sgretola come le mie ossa o i figli che non ho mai avuto.
Non conosco il significato della parola vergogna, ma so invece cos’è il dolore e come è fatto.
Non ha colore ma solo due occhi fissi e un corpo immobile che ripete la propria immagine all’infinito.
Ed è solo per questo che: “spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più”
(Giò)
Ciao nonno,
meno male che te ne sei andato prima di vedere cosa cazzo sta succedendo quaggiù.
Ti ricordi quando mi raccontavi della guerra, di Mussolini, di quando, il giorno più bello della tua vita - dicevi, Badoglio per radio annunciò l’armistizio?!
Io ti ascoltavo incantato, concentrato, con stupore e una curiosità infinita ...
ti ascoltavo e provavo ad immaginare attraverso le tue parole cosa si provava. Quello che mi trasmettevi con le tue espressioni dialettali malinconiche e scoordinate non lo so descrivere.
So per certo che attraverso di te rivivevo frammenti della tua vita che sembravano lontani anni luce.
Irripetibili.
Beh, caro nonno, non ci crederai mai ma qui adesso sembra di vivere dentro un tuo racconto.
In piazza non ci si può andare, ogni due ore passano le macchine della polizia locale con dei megafoni a dire di stare a casa, di non recarsi in strada.
Siamo tutti rintanati come topi, non possiamo uscire, o meglio, non dovremmo uscire.
Non siamo in guerra nonno, non ci ha attaccato nessuno, però l’esercito porta via le persone morte dagli ospedali che sono strapieni di persone che non ce l’hanno fatta.
Il nostro nemico è invisibile, nessuno è partito per il fronte e nessuno impugna armi.
Anche se tu fossi ancora qui farei fatica a spiegartelo, nonno.
Sono contento che non ci sei, non avrei mai pensato di dirlo, ma sono contento che ti sei risparmiato questo strazio.
Nessuno di noi ha la mimetica, nessuno di noi ha ammazzato qualcuno sparandogli, la gente muore senza che nessuno gli spari ... sì nonno siamo nel 2020, chissà che cazzo abbiamo combinato e chissà cosa cazzo ci aspetta ancora... stiamo aspettando il nostro armistizio nonno... stiamo aspettando che il Badoglio di turno comunichi alla radio che è tutto finito, stiamo aspettando di toglierci la mimetica e iniziare a capire come tornare a casa.
Tu eri a Verona e dovevi tornare in Calabria, noi non abbiamo fatto un passo fuori dalla porta e so che ti sembrerà assurdo ma stiamo aspettando di poterlo finalmente fare.
Continuo a pensare a cosa avresti detto, che consigli mi avresti dato, forse saresti rimasto a bocca aperta anche tu nonno.
Una volta commentando la caduta di un aereo non ricordo dove hai detto “la scienza è fatta di merda” io e Danilo ridiamo ancora oggi, non l’abbiamo mai capita quella frase... la scienza non è fatta di merda nonno, anzi speriamo riesca ad aiutarci in questo momento, siamo sempre noi che facciamo schifo non è cambiato nulla.
Però non tutti nonno, ci siamo anche riscoperti solidali, forti, uniti.
Servirebbero i vostri saggi consigli ma siete i più colpiti, meno male che non sei qui nonno, non avrei potuto nemmeno abbracciarti, il nostro nemico è invisibile e vigliacco ma molto molto potente.
Non avrei mai pensato di sostituire i tuoi racconti con degli altri più moderni, dalla mia bocca, non più riportati dalla tua.
Stiamo aspettando l’annuncio nonno, sembra che manchi ancora molto, moltissimo.
Però la tua storia finiva bene, nonostante tutto, hai potuto raccontarmela.
Ci abbiamo scherzato, abbiamo riso insieme ed era sempre un racconto che guardava un passato lontano, sarà così anche sta volta nonno, però meno male che non sei qui a guardare.
(Giò)

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Sei una clessidra
un pezzo di legno che diventa rudio
il contrario di una preghiera
(Giò)
Quando tutto questo sarà finito ti porterò una margherita.
Non mille rose, non un’orchidea, non un girasole.
Il fiore più semplice che esista, il più comune, il più diffuso.
Una piccola, magica, bellissima margherita, che spesso calpesto senza curarmene, che mai ho regalato prima a qualcuno se non per gioco.
Ti porterò una margherita,
che mai come in questo momento mi accorgo essere rara e bellissima ...
come un abbraccio.
(Giò)