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Burro o Marmellata
• Parte 1
Era tardi quando Milva rincasò. Era una serata nuvolosa e anche se era primavera inoltrata era buio, non la luce di una stella le illuminava la vista. Il palazzo era completamente addormentato, deserto ed immerso nel silenzio. La sua attenzione fu così catturata dall’unica luce accesa, quella dell’appartamento del secondo piano, proprio dove viveva Flavio, l'affascinante ragazzo con cui aveva condiviso del fantastico sesso bollente nel locale caldaie qualche giorno prima e che, purtroppo, non aveva più avuto occasione di incrociare.
Milva lo immaginò per un momento intento a spogliarsi per la notte, con quel suo ventre scolpito tutto da esplorare e mentre ne ricordava la delicata peluria che lo adornava si rese conto della piacevole sensazione che sentiva provenire dalla sua pancia.
'Meglio andare a dormire' si disse mentre apriva la porta di casa e entrava nel suo appartamento.
Ma poco dopo, sdraiata nel suo letto, il pensiero che Flavio fosse l’unico ancora in piedi oltre a lei in tutto il palazzo la teneva sveglia, facendola fantasticare su come avrebbe potuto realizzarsi un eventuale loro nuovo incontro.
Ad esempio, potrebbe incontrarlo nell'ascensore che fermerebbero e occuperebbero giusto il tempo di un bacio appassionato, oppure lo potrebbe incontrare alla riunione di condominio da cui casualmente si assenterebbero entrambi per avere un meeting privato in bagno per discutere, eventualmente, del profumo della sua pelle, oppure, chissà, potrebbe incontrarlo di nuovo nel locale caldaie per vedere se tutto è ancora in funzione o magari, più semplicemente, potrebbe suonare alla sua porta indossando null'altro che un abitino leggero...
E mentre gli scenari più svariati le affollavano la mente, il suo corpo si accaldava e con le mani si stava già sfilando gli slip.
Continua...
La Visita
Antonio ha 19 anni e viene finalmente convinto da sua madre ad andare a farsi visitare dal dermatologo per ispezionare con cura tutti quei nei che ha sulla schiena, per accertarsi che siano tutti benigni e non ci sia nulla di cui preoccuparsi.
Insomma, un controllo di routine cui ci si sottopone tutti almeno una volta nella vita.
L’appuntamento è per quel pomeriggio, alle 17:30.
La prima sorpresa per il ragazzo è quella di non ritrovarsi davanti il Dott. Renati, come le aveva anticipato sua madre, ma una dottoressa che sembra piuttosto giovane, sulla trentina circa.
‘Ciao Antonio, entra pure’ gli dice, ‘Sono la dottoressa Mara Piretti, oggi purtroppo il Dott. Renati è dovuto andare via prima per motivi famigliari, mi ha chiesto di sostituirlo nelle visite pomeridiane. Siediti’
La giovane donna non può essere definita bella in senso stretto, ma ha sicuramente un viso intrigante.
Bionda, coi capelli corti, indossa il camice bianco d’ordinanza. Essendo del tutto aperto, lascia intravedere un paio di jeans piuttosto attillati e una t-shirt elasticizzata, chiusa in alto da una manciata di bottoncini. I primi due sono slacciati, e lasciano tranquillamente in vista la linea in cui si scontrano due generosi seni, decisamente la parte più interessante della dottoressa.
Lo sguardo di Antonio più volte finisce inconsciamente per indugiare su quel particolare durante il colloquio.
‘Bene Antonio, leggo qui che si tratta del primo controllo che fai. Ci sono zone in particolare del tuo corpo dove i nei sono particolarmente addensati?’, gli chiede con un tono assolutamente neutrale.
Il ragazzo è vestito con una tuta e una maglietta a maniche corte. E’ un tipo del tutto normale, ma con bel fisichino, scolpito da anni di nuoto. Spalle larghe e braccia tornite, in grado di attirare l’attenzione di una donna.
‘Si bè in effetti dovrei controllare soprattutto la schiena, dove ce ne sono tanti’
La dottoressa finge di non notare come spesso lo sguardo di Antonio si abbassi proprio in direzione del suo seno. Lo considera normale per uno della sua età, in piena tempesta ormonale.
Anche se è abituata a fare quell’effetto, non le dispiace poterlo constatare nuovamente.
‘Ok dai, allora vai dietro la tendina e togliti la maglietta. Arrivo subito a dare un’occhiata’
Passati pochi minuti dacchè si trova a torso nudo nascosto dal separè, Antonio viene raggiunto dalla dottoressa.
‘Allora, rimani pure in piedi e girati’ gli dice perentoria.
Antonio ubbidisce, e sente subito le mani calde della dottoressa palpargli la schiena, mentre evidentemente sta controllando neo per neo la situazione.
‘Ne hai davvero tanti, ma non preoccuparti, è una cosa piuttosto normale’
Il contatto prolungato con le piccole e affusolate dita di lei, generano nel ragazzo una reazione difficilmente controllabile, vista soprattutto la sua desuetudine ad avere mani di donna a contatto con la propria nuda pelle.
Insomma, il ragazzo si sta eccitando, e la bozza tra i suoi pantaloni rende di minuto in minuto sempre più chiara la cosa.
Peraltro l’ingrifamento aumenta quando la dottoressa, nell’intento di afferrare un qualche oggetto medico in una mensola sopra il ragazzo, finisce per appoggiarsi proprio sulla sua schiena, schiacciando il proprio seno contro di lui.
‘Dunque, qui tutto ok, nessun neo dalla forma stellata. Ora girati che diamo un’occhiata anche davanti’
Antonio ubbidisce anche questa volta, non accorgendosi di quanto poco nasconda la leggera tuta che indossa.
Il bozzo tra le gambe, insomma, è evidente.
La dottoressa Piretti sembra comunque non essersi accorta di nulla, e continua la visita esaminando gli sparuti nei presenti sui pettorali del ragazzo.
E’ quando si stacca per compilare il modulo medico (appoggiato sul mobiletto di lato) che, abbassando involontariamente lo sguardo, non può fare a meno di notare come, evidentemente, il ragazzo sia perlomeno un po’ eccitato.
Si compiace di avere avuto quell’effetto, senza tra l’altro aver fatto nulla di particolare, ma solo tastandolo con le mani. Rimane spiazzata a dire il vero, non avendo pensato assolutamente che potesse bastare così poco per far venire chissà quali pensieri morbosi al suo paziente.
‘Va bene, direi che non c’è niente di cui preoccuparsi Antonio. Sei sicuro di non avere altre zone da controllare?’ gli dice, mentre un pensiero malizioso le sfiora la testa’ma lo ricaccia via immediatamente.
‘No, che io sappia’mia mamma mi ha detto solo della schiena”
Adesso è lei, la dottoressa, a lanciare fugaci occhiatine ambigue tra le gambe del ragazzo, pervasa da un senso di compiacimento crescente.
Incrocia le braccia prima di parlare, ben sapendo come quel gesto ha solitamente l’effetto di strizzare l’una contro l’altra le sue tette, rendendole più prominenti del normale.
‘Devi sapere che è molto importante conoscere bene il proprio corpo, senza avere paura di osservarlo nei suoi particolari, soprattutto per un ragazzo giovane come te’
Antonio non riesce proprio a guardarla in faccia per più di due secondi di fila. Sembra si stia mangiando il suo seno con gli occhi. Si copre però il pacco con le mani, avendo preso coscienza della propria imminente erezione.
‘Sei l’ultimo paziente di oggi, e ho ancora mezz’oretta di tempo’ gli dice, prendendo il gesto pudico del ragazzo come un ulteriore segno di imminente eccitazione, ‘forse è meglio fare un controllo più accurato, prima di avere brutte sorprese.’
‐ Continua....
Per chi non può aspettare settembre 😜
Tipo @baddwerewolf 😉
sarebbe bello ora leggere qualcosa, in questo giovedì di luglio, noioso in ufficio, dove il tempo sembra non passare mai
Io invece pensavo di andare in ferie e riprendere a postare a settembre 😅😅
Sarà stata la suggestione? La lettura poco prima di andare a dormire? Semplicemente uno scherzo del mio inconscio?
Eppure Milva ha turbato i miei sogni, quella donna descritta che rappresenta i miei gusti, quel suo modo calamitante di fare: sorriso, ironica, decisa….molto sensuale….
Se fosse possibile mi piacerebbe leggere altro con lei protagonista….chissà se succederà….
Milva è una creatura frutto del mio diletto, sono lusingata che la apprezzi così tanto 😌
Milva e Falvio torneranno protagonisti in 'Burro o Marmellata', racconto che per ora non ho ancora concluso, ma che spero sarà all'altezza delle aspettative 🤭

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Alex & Marta
(Versione completa)
Alex e Marta non si erano mai incontrati di persona, ogni contatto che avevano avuto fino a quel momento era stato virtuale, limitato all’uso di un device. Si conoscevano ormai da diversi anni, ma la natura del loro rapporto non permetteva loro di conoscersi in modo personale perché entrambi, nonostante lavorassero per la stessa azienda, operavano da remoto fin da prima della pandemia e avevano contribuito a molti progetti, tenuto presentazioni congiunte, elaborato strategie.
Durante le loro interazioni si attenevano quasi sempre ad un comportamento professionale e conoscevano molto poco i dettagli personali l'uno dell’altro, giusto il fatto di essere entrambi separati e che entrambi avevano dei figli più o meno della stessa età. Sì, perché anche tra loro c’erano giusto un paio di anni di differenza e avevano avuto un percorso di vita similare.
Nonostante mantenessero la vita privata fuori da quella lavorativa comunque quei due avevano sempre tanto di cui parlare, si trovavano in linea sull’ironia, i doppi sensi e amavano condividere battute che sapevano sarebbero piaciute all’altro. Andavano proprio d’accordo ed essendo molto affiatati spesso capitava che l’una finisse le frasi dell’altro e viceversa anche durante le conferenze suscitando, a volte, sguardi maliziosi nei colleghi. Intimamente ognuno di loro si chiedeva come sarebbe stato il loro rapporto al di fuori dell’impiego, ma entrambi non osavano fantasticare, in fin dei conti non potevano permettersi di minare il loro rapporto, era troppo importante.
Arrivò il giorno in cui l’azienda invitò tutte le squadre a presenziare a un convegno obbligatoriamente in presenza, tutti convocati, nessuno escluso. La presentazione si sarebbe tenuta ad Anversa e a ognuno fu prenotato il volo dall’aeroporto più comodo, appuntamento direttamente in hotel, ovviamente cinque stelle.
Alex e Marta avevano preparato il loro progetto con minuzia e precisione in infinite telefonate e video conferenze ed erano preparatissimi, ma quando, poco prima di entrare in sala, si trovarono per la prima volta uno di fronte all’altra era come se tutto fosse stato dimenticato. Marta si trovò talmente colpita nel vedere Alex di persona che dovette ricordarsi di respirare, era molto più attraente che in video, alto e spallato, ma soprattutto quel sorriso che la fissava era una meraviglia e per un attimo si dimenticò il motivo dell’incontro. Dal canto suo Alex alla vista di Marta sentì una strana sensazione allo stomaco che lo lasciò senza parole, sapeva che Marta era bella, ma non si aspettava un’eleganza e un portamento così delicati e soprattutto delle forme così armoniose. Non seppe fare altro che sorridere come un idiota mentre lei lo fissava con quegli occhi che non erano davvero scuri come lui pensava, ma tendenti al verde, una vera meraviglia.
Balbettando qualcosa Alex si riprese allungando la mano come per presentarsi e a qual punto anche Marta si ricordò dove fossero farfugliando qualcosa e ricambiando il gesto. Fortunatamente era già il momento della presentazione e ricacciando alla meglio ogni sorta di imbarazzo si concentrano sul loro compito impressionando, tra l’altro, il pubblico e i colleghi grazie alla loro esposizione.
Quando finalmente arrivò la fine della serata passata a stringere mani, convenevoli e mangiucchiando cibo da evento si ritrovarono insieme agli altri nel salone felici e anche un po’ brilli per festeggiare con gli altri la buona riuscita dell’evento. I loro capi continuavano a proporre brindisi, uno per ogni squadra, e quando l’applauso toccò a loro di nuovo si guardarono negli occhi e di nuovo percepirono quello strano torpore allo stomaco.
Man mano che avanzava la serata rimasero sempre in meno nel salone e rimasti quasi soli finalmente Marta disse rivolgersi ad Alex:
- Siamo davvero una bella squadra anche in carne ed ossa, che dici?
- Tesoro, siamo i migliori, non avevo dubbi! A proposito, vorresti fare un ultimo brindisi con me? Al nostro primo incontro…
- Assolutamente sì, te l’avrei proposto io – disse Marta arrossendo e svelando una bottiglia di champagne ghiacciato – L’ho presa apposta dal carrello poco fa!
- Sei sempre un passo avanti e se posso permettermi, di persona sei davvero incredibile, non che pensassi diversamente, ma hai un’energia diversa, come se fossi amplificata, sei tu alla n potenza – disse arrossendo anche lui.
- Guarda che lo prendo come un complimento! - scherzò lei – Però posso dire lo stesso di te e tra tutte le cose non mi aspettavo avessi un profumo così buono, davvero.
Abbassando lo sguardo per l’imbarazzo per la sua piccola confessione prese dal tavolo due bicchieri e li porse ad Alex che nel frattempo aveva stappato il vino. Riempirono i calici e li alzarono facendoli tintinnare.
- Agli incontri!
- Quelli reali!
- Quelli belli!
- Quelli stupendi! – aggiunse lui sorridendo timidamente.
Sorseggiarono così lo champagne, guardandosi negli occhi e sorridendosi felici e leggeri come bambini, desiderando che la serata non finisse mai.
Mettendo i bicchieri sul tavolino scontrarono leggermente le loro mani, Marta ritirò il braccio, ma Alex le riprese la mano e accarezzandola le disse: - So che non sono nella condizione ideale per parlare visto quanto ho bevuto, ma vorrei dirti che è un vero piacere e un onore lavorare al tuo fianco e averti incontrata stasera di persona mi rende anche un uomo fortunato, molto fortunato.
- Alex, le tue parole mi lusingano, ma quella ad essere fortunata sono io, lascia che te lo dica, sei un uomo davvero speciale e averti finalmente conosciuto di persona è un desiderio che si realizza.
Si guardarono negli occhi ancora per qualche istante finché Alex urtò il suo bicchiere facendolo cadere per terra. Scoppiarono a ridere e intesero l’incidente come il segnale per ritirarsi nelle loro stanze.
Con una camminata non troppo sicura e reggendosi l’un l’altra, arrivarono alla reception per avere le chiavi delle loro stanze che stando alle istruzioni si trovavano al quinto piano.
Ringraziando l’impiegata anche per averli avvisati che avrebbero trovato i loro bagagli direttamente in camera, si avviarono verso l’ascensore, un bellissimo e spazioso ascensore rivestito di specchi. Una volta entrati al suo interno le porte si chiusero e l’ascensore iniziò la sua corsa verso la destinazione. I due rimasero appoggiati alle pareti opposte lanciandosi strane occhiate.
- Non vedo l’ora di andare a letto - disse Marta
- A chi lo dici, è stata una giornata piena di emozioni…
- Emozioni positive, voglio sperare!
- Assolutamente, davvero le migliori!
Le porte si aprirono e si ritrovarono in un corridoio illuminato da luci soffuse, quelle calde che indicano la strada.
Si avviarono alla ricerca delle loro camere e ben presto le trovarono, proprio una accanto all’altra.
- E qui le nostre strade si dividono – disse Marta
- Già - rispose Alex abbassando lo sguardo e lasciando trapelare un velo di rassegnazione – mancherebbe solo una cosa per rendere questa serata perfetta…
- Che cosa? – chiese Marta facendo un passo avanti
- Mah, forse un buffetto? Una pacca sulla spalla? Un abbraccio della buonanotte?
- Intendi una cosa così? – disse Marta avvicinandosi ancora e appoggiando le labbra sulle sue..
- Oh sì – replicò senza fiato Alex rispondendo al bacio con un altro più deciso, e poi un altro e un altro ancora.
Alex si ritrovò con le spalle contro la porta baciando Marta con tutta l’intenzione e il piacere che poteva, le orecchie gli fischiavano, si sentiva come se avesse atteso tutta la vita quel momento. Marta, dal canto suo, non era certa di quello che stava facendo, ma più lo baciava e più voleva baciarlo, come se fosse nata per quello. Le loro labbra erano calde e morbide, perfettamente sincronizzate, le lingue instancabili continuavano a cercarsi, il bacio migliore a loro memoria.
- Che dici se smettiamo di stare sulla porta ed entriamo un momento? Non vorrei qualcuno ci prendesse per esibizionisti… - propose Alex.
- Mi sembra un’ottima idea - disse lei armeggiando con la chiave, aprendo la camera e spingendolo dentro. Chiudendo la porta dietro di loro, notarono che le luci erano spente, ma la camera era invasa dalla luce della luna che filtrava dalle finestre, era molto spaziosa, composta da un’area giorno con un divano, due poltrone e un tavolino e dall’altro lato una bellissima area notte con al centro uno splendido letto matrimoniale coperto di cuscini morbidissimi.
Marta guidò Alex senza smettere di baciarlo spingendolo all’indietro fino al divano dove lo lasciò sedere.
Fissandolo negli occhi si liberò dei pantaloni e della camicetta e una volta fatto si mise a cavalcioni su di lui ricominciando a baciarlo con rinnovato entusiasmo. Alex si trovò un po’ spiazzato, ma la sensazione durò molto poco, iniziando ad attirare Marta a sé accarezzandole la schiena e man mano scendendo verso le natiche. La sua pelle era calda e liscia, sembrava seta, i suoi glutei sodi, ma morbidi allo stesso tempo. Mentre lui indugiava mappando le sue forme, lei gli aveva sfilato la cravatta e slacciato la camicia, dalla bocca era passata a baciare la zona sotto l’orecchio e ora si stava dedicando al collo e tra baci e lingua era scesa quasi alla clavicola. Mentre con le mani tentava di sfilare tutta la stoffa che trovava dai pantaloni, lui aveva cominciato a passare le dita sotto il perizoma muovendole su e giù. Il mugolii di lei gli fecero capire che era cosa gradita e quindi senza indugio infilò la mano sotto gli slip e le dita cercarono e trovarono la parte di lei che era già bagnata penetrandola con delicata decisione. Con l’altra mano intanto le aveva abbassato parte del reggiseno e stava lavorando sul capezzolo turgido e sodo come non ne aveva mai visti.
Ad un certo punto Marta si scostò rivelando di essere arrossata e con un po’ di fiatone disse – se anche per te va bene farei sparire tutta questa biancheria inutile… - e alzandosi in piedi si liberò di quanto aveva ancora addosso rivelando il suo corpo nella sua completa nudità. Alex non credendo ai suoi occhi e non riuscendo a formulare altro che parole di apprezzamento si tolse la camicia e mentre si stava liberando dei pantaloni e dei boxer vide Marta inginocchiarsi tra le sue gambe e senza preavviso inghiottire e iniziare a succhiare senza indugio il suo cazzo mandandolo in visibilio. Le prese la testa tra le mani e guidandola senza forzare godette di quella sensazione che mai nella vita avrebbe pensato di rivivere, meravigliosa. Marta dal canto suo era estasiata, avere Alex in bocca in quel modo la mandava su di giri, leccava e succhiava, su e giù, era come se non pensasse ad altro, la sua missione era dargli piacere. Ma per quanto Alex stesse impazzendo dal piacere non era quello il modo in cui voleva venire quella sera, così con un gesto coraggioso scostò Marta, si chinò verso di lei e la baciò intensamente.
- Sei fantastica, non hai idea quanto, ma ora andiamo di là, anche io ho qualcosa da dimostrarti. – le disse prendendola tra le braccia e portandola sul letto.
Così Alex adagiò Marta di schiena sul letto e sovrastandola riprese a baciarla con profondi baci bagnati pregni di passione e sentimento. Passò dalle labbra al collo, dal collo alla clavicola e poi al seno prendendo tra le labbra i capezzoli, prima uno e poi l’altro. Lasciando una scia di baci umidi indugiò intorno all’ombelico e poi su quella parte tenera e morbida tra la pancia e l’inguine suscitando alternativamente in Marta sospiri e apnee - Oddio, così mi fai morire… - disse lei in un momento di lucidità.
- Non preoccuparti, rilassati e vedrai che non succederà – rispose Alex sorridendo e aprendole per bene le cosce. Lanciandole un ultimo sguardo si immerse tra quelle pieghe e iniziò a baciarla anche lì trovandola bagnata e bisognosa.
Mentre con la lingua girava intorno al clitoride assaggiandone il sapore, con le dita indugiò all’interno della fica della sua amante sentendola rispondere con ansiti e mugolii di piacere. Questa reazione lo indusse ad aumentare la pressione sul clitoride alternando veloci sollecitazioni a brevi suzioni mentre le dita seguivano il loro ritmo incessante. Marta sembrava assolutamente in estasi passando da respiri veloci ad brevi vocalizzi di piacere finché non iniziò a muovere ritmicamente il bacino su e giù mantenendo con le mani la testa di Alex contro il suo sesso. Il piacere la colse all’improvviso forte come un tuono facendole dar voce a suoni di piacere la cui unica parola comprensibile era ‘Alex’ e qualcosa simile a Dio… Investita da cotanto piacere e conscia di essere venuta in bocca al suo amante si sollevò sorridendo e lo invitò a risalire su di lei. – Sei fantastico - gli disse tra un bacio e l’altro – e sono tua, fammi tua – chiese sollevando il bacino contro di lui con fare languido – Mia cara non chiedo di meglio, sei un sogno – affermò lui aggiustando la sua posizione.
Quando la penetrò con un unico, fluido movimento rimasero per un momento fermi a fissarsi come a scolpire il momento nei loro ricordi finché Alex non cominciò a muoversi inizialmente con delicatezza e poi sempre con più decisione. Si spingeva fino in fondo dentro di lei e si ritirava fuori quasi del tutto per poi rituffarsi in quel paradiso fradicio sia per il piacere dell’azione sia in conseguenza dell’orgasmo di poco prima. Marta abbracciò Alex tirandolo verso di sé e allo stesso tempo strinse le gambe intorno ai suoi fianchi accompagnandone i movimenti. Alex sentiva sotto di sé il corpo caldo di Marta, cercava di baciarla ovunque riuscisse ad arrivare, e la sensazione di essere dentro di lei era meravigliosa, così meravigliosa che si sentiva sempre più vicino all'orgasmo, orgasmo che avrebbe voluto ritardare il più possibile visto il piacere e la gioia che stava provando in quel frangente.
- Sei fantastica, non hai idea di quanto – le disse col fiatone e tra un bacio e l’altro. – Allora dimostramelo, vieni per me, dentro di me! – A quelle parole Alex sentì il calore provenire dalle sue viscere e lasciandolo esplodere raggiunse l'orgasmo, forte e tonante donando il suo tributo alla sua bellissima e inaspettata compagna.
Ansimando si accasciò su di lei e lì rimase un momento attendendo che anche Marta riprendesse un respiro regolare – Sei unica – mormorò accarezzandole la testa e guardandola negli occhi – Tu lo sei – rispose lei stampandogli un bacio sulle labbra. Ci pensò un attimo e dopo essersi accoccolata sotto le coperte accanto a lui aggiunse – Facciamo che siamo una squadra fantastica, sia dentro che fuori dal letto, che dici?
- Dico che d’ora in poi pretenderò tutti i meeting in presenza, mia splendida musa, tutti quelli che vorrai
- Oh, sì, se tutto questo è compreso nella trasferta sarò presente a tutti quanti e ne proporrò di nuovi, se necessario. Non posso certo stare lontano dal mio focoso e meraviglioso partner - concluse accarezzandogli il petto.
Felici e piacevolmente sorpresi dall’evoluzione della serata si addormentarono abbracciati ascoltando l’una il respiro dell’altra pieni di fiducia nel loro futuro insieme.
Fine.
Alex & Marta
• Parte 5
Mentre con la lingua girava intorno al clitoride assaggiandone il sapore, con le dita indugiò all’interno della fica della sua amante sentendola rispondere con ansiti e mugolii di piacere. Questa reazione lo indusse ad aumentare la pressione sul clitoride alternando veloci sollecitazioni a brevi suzioni mentre le dita seguivano il loro ritmo incessante. Marta sembrava assolutamente in estasi passando da respiri veloci ad brevi vocalizzi di piacere finché non iniziò a muovere ritmicamente il bacino su e giù mantenendo con le mani la testa di Alex contro il suo sesso. Il piacere la colse all’improvviso forte come un tuono facendole dar voce a suoni di piacere la cui unica parola comprensibile era ‘Alex’ e qualcosa simile a Dio… Investita da cotanto piacere e conscia di essere venuta in bocca al suo amante si sollevò sorridendo e lo invitò a risalire su di lei. – Sei fantastico - gli disse tra un bacio e l’altro – e sono tua, fammi tua – chiese sollevando il bacino contro di lui con fare languido – Mia cara non chiedo di meglio, sei un sogno – affermò lui aggiustando la sua posizione.
Quando la penetrò con un unico, fluido movimento rimasero per un momento fermi a fissarsi come a scolpire il momento nei loro ricordi finché Alex non cominciò a muoversi inizialmente con delicatezza e poi sempre con più decisione. Si spingeva fino in fondo dentro di lei e si ritirava fuori quasi del tutto per poi rituffarsi in quel paradiso fradicio sia per il piacere dell’azione sia in conseguenza dell’orgasmo di poco prima. Marta abbracciò Alex tirandolo verso di sé e allo stesso tempo strinse le gambe intorno ai suoi fianchi accompagnandone i movimenti. Alex sentiva sotto di sé il corpo caldo di Marta, cercava di baciarla ovunque riuscisse ad arrivare, e la sensazione di essere dentro di lei era meravigliosa, così meravigliosa che si sentiva sempre più vicino all'orgasmo, orgasmo che avrebbe voluto ritardare il più possibile visto il piacere e la gioia che stava provando in quel frangente.
- Sei fantastica, non hai idea di quanto – le disse col fiatone e tra un bacio e l’altro. – Allora dimostramelo, vieni per me, dentro di me! – A quelle parole Alex sentì il calore provenire dalle sue viscere e lasciandolo esplodere raggiunse l'orgasmo, forte e tonante donando il suo tributo alla sua bellissima e inaspettata compagna.
Ansimando si accasciò su di lei e lì rimase un momento attendendo che anche Marta riprendesse un respiro regolare – Sei unica – mormorò accarezzandole la testa e guardandola negli occhi – Tu lo sei – rispose lei stampandogli un bacio sulle labbra. Ci pensò un attimo e dopo essersi accoccolata sotto le coperte accanto a lui aggiunse – Facciamo che siamo una squadra fantastica, sia dentro che fuori dal letto, che dici?
- Dico che d’ora in poi pretenderò tutti i meeting in presenza, mia splendida musa, tutti quelli che vorrai
- Oh, sì, se tutto questo è compreso nella trasferta sarò presente a tutti quanti e ne proporrò di nuovi, se necessario. Non posso certo stare lontano dal mio focoso e meraviglioso partner - concluse accarezzandogli il petto.
Felici e piacevolmente sorpresi dall’evoluzione della serata si addormentarono abbracciati ascoltando l’una il respiro dell’altra pieni di fiducia nel loro futuro insieme.
Fine.
Alex & Marta
• Parte 4
Fissandolo negli occhi si liberò dei pantaloni e della camicetta e una volta fatto si mise a cavalcioni su di lui ricominciando a baciarlo con rinnovato entusiasmo. Alex si trovò un po’ spiazzato, ma la sensazione durò molto poco, iniziando ad attirare Marta a sé accarezzandole la schiena e man mano scendendo verso le natiche. La sua pelle era calda e liscia, sembrava seta, i suoi glutei sodi, ma morbidi allo stesso tempo. Mentre lui indugiava mappando le sue forme, lei gli aveva sfilato la cravatta e slacciato la camicia, dalla bocca era passata a baciare la zona sotto l’orecchio e ora si stava dedicando al collo e tra baci e lingua era scesa quasi alla clavicola. Mentre con le mani tentava di sfilare tutta la stoffa che trovava dai pantaloni, lui aveva cominciato a passare le dita sotto il perizoma muovendole su e giù. Il mugolii di lei gli fecero capire che era cosa gradita e quindi senza indugio infilò la mano sotto gli slip e le dita cercarono e trovarono la parte di lei che era già bagnata penetrandola con delicata decisione. Con l’altra mano intanto le aveva abbassato parte del reggiseno e stava lavorando sul capezzolo turgido e sodo come non ne aveva mai visti.
Ad un certo punto Marta si scostò rivelando di essere arrossata e con un po’ di fiatone disse – se anche per te va bene farei sparire tutta questa biancheria inutile… - e alzandosi in piedi si liberò di quanto aveva ancora addosso rivelando il suo corpo nella sua completa nudità. Alex non credendo ai suoi occhi e non riuscendo a formulare altro che parole di apprezzamento si tolse la camicia e mentre si stava liberando dei pantaloni e dei boxer vide Marta inginocchiarsi tra le sue gambe e senza preavviso inghiottire e iniziare a succhiare senza indugio il suo cazzo mandandolo in visibilio. Le prese la testa tra le mani e guidandola senza forzare godette di quella sensazione che mai nella vita avrebbe pensato di rivivere, meravigliosa. Marta dal canto suo era estasiata, avere Alex in bocca in quel modo la mandava su di giri, leccava e succhiava, su e giù, era come se non pensasse ad altro, la sua missione era dargli piacere. Ma per quanto Alex stesse impazzendo dal piacere non era quello il modo in cui voleva venire quella sera, così con un gesto coraggioso scostò Marta, si chinò verso di lei e la baciò intensamente.
- Sei fantastica, non hai idea quanto, ma ora andiamo di là, anche io ho qualcosa da dimostrarti. – le disse prendendola tra le braccia e portandola sul letto.
Così Alex adagiò Marta di schiena sul letto e sovrastandola riprese a baciarla con profondi baci bagnati pregni di passione e sentimento. Passò dalle labbra al collo, dal collo alla clavicola e poi al seno prendendo tra le labbra i capezzoli, prima uno e poi l’altro. Lasciando una scia di baci umidi indugiò intorno all’ombelico e poi su quella parte tenera e morbida tra la pancia e l’inguine suscitando alternativamente in Marta sospiri e apnee - Oddio, così mi fai morire… - disse lei in un momento di lucidità.
- Non preoccuparti, rilassati e vedrai che non succederà – rispose Alex sorridendo e aprendole per bene le cosce. Lanciandole un ultimo sguardo si immerse tra quelle pieghe e iniziò a baciarla anche lì trovandola bagnata e bisognosa.
Continua...
Alex & Marta
• Parte 3
Con una camminata non troppo sicura e reggendosi l’un l’altra, arrivarono alla reception per avere le chiavi delle loro stanze che stando alle istruzioni si trovavano al quinto piano.
Ringraziando l’impiegata anche per averli avvisati che avrebbero trovato i loro bagagli direttamente in camera, si avviarono verso l’ascensore, un bellissimo e spazioso ascensore rivestito di specchi. Una volta entrati al suo interno le porte si chiusero e l’ascensore iniziò la sua corsa verso la destinazione. I due rimasero appoggiati alle pareti opposte lanciandosi strane occhiate.
- Non vedo l’ora di andare a letto - disse Marta.
- A chi lo dici, è stata una giornata piena di emozioni...
- Emozioni positive, voglio sperare!
- Assolutamente, davvero le migliori!
Le porte si aprirono e si ritrovarono in un corridoio illuminato da luci soffuse, quelle calde che indicano la strada.
Si avviarono alla ricerca delle loro camere e ben presto le trovarono, proprio una accanto all’altra.
- E qui le nostre strade si dividono – disse Marta.
- Già - rispose Alex abbassando lo sguardo e lasciando trapelare un velo di rassegnazione – mancherebbe solo una cosa per rendere questa serata perfetta...
- Che cosa? – chiese Marta facendo un passo avanti.
- Mah, forse un buffetto? Una pacca sulla spalla? Un abbraccio della buonanotte?
- Intendi una cosa così? – disse Marta avvicinandosi ancora e appoggiando le labbra sulle sue...
- Oh sì – replicò senza fiato Alex rispondendo al bacio con un altro più deciso, e poi un altro e un altro ancora.
Alex si ritrovò con le spalle contro la porta baciando Marta con tutta l’intenzione e il piacere che poteva, le orecchie gli fischiavano, si sentiva come se avesse atteso tutta la vita quel momento. Marta, dal canto suo, non era certa di quello che stava facendo, ma più lo baciava e più voleva baciarlo, come se fosse nata per quello. Le loro labbra erano calde e morbide, perfettamente sincronizzate, le lingue instancabili continuavano a cercarsi, il bacio migliore a loro memoria.
- Che dici se smettiamo di stare sulla porta ed entriamo un momento? Non vorrei qualcuno ci prendesse per esibizionisti… - propose Alex.
- Mi sembra un’ottima idea - disse lei armeggiando con la chiave, aprendo la camera e spingendolo dentro. Chiudendo la porta dietro di loro, notarono che le luci erano spente, ma la camera era invasa dalla luce della luna che filtrava dalle finestre, era molto spaziosa, composta da un’area giorno con un divano, due poltrone e un tavolino e dall’altro lato una bellissima area notte con al centro uno splendido letto matrimoniale coperto di cuscini morbidissimi.
Marta guidò Alex senza smettere di baciarlo spingendolo all’indietro fino al divano dove lo lasciò sedere.
Continua...
Alex & Marta
• Parte 2
Balbettando qualcosa Alex si riprese allungando la mano come per presentarsi e a qual punto anche Marta si ricordò dove fossero farfugliando qualcosa e ricambiando il gesto. Fortunatamente era già il momento della presentazione e ricacciando alla meglio ogni sorta di imbarazzo si concentrano sul loro compito impressionando, tra l’altro, il pubblico e i colleghi grazie alla loro esposizione.
Quando finalmente arrivò la fine della serata passata a stringere mani, convenevoli e mangiucchiando cibo da evento si ritrovarono insieme agli altri nel salone felici e anche un po’ brilli per festeggiare con gli altri la buona riuscita dell’evento. I loro capi continuavano a proporre brindisi, uno per ogni squadra, e quando l’applauso toccò a loro di nuovo si guardarono negli occhi e di nuovo percepirono quello strano torpore allo stomaco.
Man mano che avanzava la serata rimasero sempre in meno nel salone e rimasti quasi soli finalmente Marta disse rivolgendosi ad Alex:
- Siamo davvero una bella squadra anche in carne ed ossa, che dici?
- Tesoro, siamo i migliori, non avevo dubbi! A proposito, vorresti fare un ultimo brindisi con me? Al nostro primo incontro…
- Assolutamente sì, te l’avrei proposto io – disse Marta arrossendo e svelando una bottiglia di champagne ghiacciato – L’ho presa apposta dal carrello poco fa!
- Sei sempre un passo avanti e se posso permettermi, di persona sei davvero incredibile, non che pensassi diversamente, ma hai un’energia diversa, come se fossi amplificata, sei tu alla n potenza – disse arrossendo anche lui.
- Guarda che lo prendo come un complimento! - scherzò lei – Però posso dire lo stesso di te e tra tutte le cose non mi aspettavo avessi un profumo così buono, davvero.
Abbassando lo sguardo per l’imbarazzo per la sua piccola confessione prese dal tavolo due bicchieri e li porse ad Alex che nel frattempo aveva stappato il vino. Riempirono i calici e li alzarono facendoli tintinnare.
- Agli incontri!
- Quelli reali!
- Quelli belli!
- Quelli stupendi! – aggiunse lui sorridendo timidamente.
Sorseggiarono così lo champagne, guardandosi negli occhi e sorridendosi felici e leggeri come bambini, desiderando che la serata non finisse mai.
Mettendo i bicchieri sul tavolino scontrarono leggermente le loro mani, Marta ritirò il braccio, ma Alex le riprese la mano e accarezzandola le disse:
- So che non sono nella condizione ideale per parlare visto quanto ho bevuto, ma vorrei dirti che è un vero piacere e un onore lavorare al tuo fianco e averti incontrata stasera di persona mi rende anche un uomo fortunato, molto fortunato.
- Alex, le tue parole mi lusingano, ma quella ad essere fortunata sono io, lascia che te lo dica, sei un uomo davvero speciale e averti finalmente conosciuto di persona è un desiderio che si realizza.
Si guardarono negli occhi ancora per qualche istante finché Alex urtò il suo bicchiere facendolo cadere per terra. Scoppiarono a ridere e intesero l’incidente come il segnale per ritirarsi nelle loro stanze.
Continua...

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Alex & Marta
• Parte 1
Alex e Marta non si erano mai incontrati di persona, ogni contatto che avevano avuto fino a quel momento era stato virtuale, limitato all’uso di un device. Si conoscevano ormai da diversi anni, ma la natura del loro rapporto non permetteva loro di conoscersi in modo personale perché entrambi, nonostante lavorassero per la stessa azienda, operavano da remoto fin da prima della pandemia e avevano contribuito a molti progetti, tenuto presentazioni congiunte, elaborato strategie, ma sempre a distanza.
Durante le loro interazioni si attenevano quasi sempre ad un comportamento professionale e conoscevano molto poco i dettagli personali l'uno dell’altro, giusto il fatto di essere entrambi separati e che entrambi avevano dei figli più o meno della stessa età. Sì, perché anche tra loro c’erano giusto un paio di anni di differenza e avevano avuto un percorso di vita similare.
Nonostante mantenessero la vita privata fuori da quella lavorativa comunque quei due avevano sempre tanto di cui parlare, si trovavano in linea sull’ironia, i doppi sensi e amavano condividere battute che sapevano sarebbero piaciute all’altro. Andavano proprio d’accordo ed essendo molto affiatati spesso capitava che l’una finisse le frasi dell’altro e viceversa anche durante le conferenze suscitando, a volte, sguardi maliziosi nei colleghi. Intimamente ognuno di loro si chiedeva come sarebbe stato il loro rapporto al di fuori dell’impiego, ma entrambi non osavano fantasticare, in fin dei conti non potevano permettersi di minare il loro rapporto, era troppo importante.
Arrivò il giorno in cui l’azienda invitò tutte le squadre a presenziare a un convegno obbligatoriamente in presenza, tutti convocati, nessuno escluso. La presentazione si sarebbe tenuta ad Anversa e a ognuno fu prenotato il volo dall’aeroporto più comodo, appuntamento direttamente in hotel, ovviamente cinque stelle.
Alex e Marta avevano preparato il loro progetto con minuzia e precisione in infinite telefonate e video conferenze ed erano preparatissimi, ma quando, poco prima di entrare in sala, si trovarono per la prima volta uno di fronte all’altra era come se tutto fosse stato dimenticato. Marta si trovò talmente colpita nel vedere Alex di persona che dovette ricordarsi di respirare; era molto più attraente che in video, alto e spallato, ma soprattutto quel sorriso che la fissava era una meraviglia e per un attimo si dimenticò il motivo dell’incontro. Dal canto suo Alex alla vista di Marta sentì una strana sensazione allo stomaco che lo lasciò senza parole, sapeva che Marta era bella, ma non si aspettava un’eleganza e un portamento così delicati e soprattutto delle forme così armoniose. Non seppe fare altro che sorridere come un idiota mentre lei lo fissava con quegli occhi che non erano davvero scuri come lui pensava, ma tendenti al verde, una vera meraviglia.
Continua...
Venerdì si avvicina...
siete pronti per un nuovo racconto?? 🤭🤭
Il locale caldaie
(Versione completa)
Era ormai un mese che Milva si era trasferita nel complesso di Via dei Pioppi ed era praticamente dal primo giorno che cercava l'occasione di osservare dalla finestra il suo bel vicino, un aitante ragazzo single della sua stessa età a cui piaceva muoversi per casa in boxer e che tutte le sere dava spettacolo facendo workout a petto nudo nel suo salotto.
Flavio, dal canto suo, era un ragazzo sveglio e sapeva perfettamente di non essere obbligato ad avere le tende alle finestre, cosciente di essere un bello spettacolo si compiaceva di mostrarsi ad occhi indiscreti. La cosa, tra l'altro, gli dava una certa carica ed energia per fare le sue cose. Sapeva e si sentiva, infatti, di ricevere le attenzioni delle donne del vicinato che con più o meno timidezza lo salutavano o attaccavano bottone con lui nelle scale. Nonostante nessuna fosse realmente interessata, lui si sentiva un po' la loro mascotte, il cucciolo sexy che tutte in qualche modo carezzavano intimamente nei loro pensieri e questo lo lusingava e lo faceva sentire speciale.
A volte fantasticava su come sarebbe stato approfittare delle attenzioni di qualche sua ammiratrice, ma il pensiero, per quanto eccitante, gli pareva fuori luogo. Del resto non voleva suscitare gelosie e malumori, la situazione attuale era distesa e piacevole per tutti, un dare e avere appagante assolutamente da non rovinare. Milva però, la nuova vicina, era diversa e da quando si era trasferita aveva pensato a lei in più di un'occasione. L'aveva incrociata solo un paio di volte e scambiato giusto un saluto, ma lei lo aveva incuriosito. Aveva un non so che di intrigante nei modi e nello sguardo e poi era davvero carina, piccola, minuta e allo stesso tempo formosa, capelli corti, occhi scuri e penetranti, proprio un bel bocconcino.
Non aveva certo idea di cosa sarebbe successo di lì a breve...
Era un pomeriggio come gli altri quando Flavio spinse il portone per entrare nell'androne delle scale e trovò Milva intenta a litigare con la cassetta delle lettere che non voleva saperne di aprirsi.
-Serve aiuto? - le chiese.
-Con questa? Oh, no, no grazie, ci sono quasi... Ecco! - rispose proprio nel momento in cui riuscì a sbloccare lo sportellino con uno strattone.
- Con le buone si ottiene tutto! - aggiunse strizzandogli un occhio.
- Ho notato! Hai davvero un vero talento... Sicura di non essere una scassinatrice?
- Modestamente ho un tocco particolare per queste cose, ma per ora mi limito a litigare con le serrature capricciose, nulla di perseguibile - rispose ridendo lei.
-In questo caso ti informo che anche la serratura del locale caldaie fa spesso i capricci, sarei curioso di vederti all'opera anche con quella... - le disse in modo malizioso.
Milva capì subito che si trattava di una richiesta strana, una scusa per chissà cosa, ma non aveva motivo di dubitare del ragazzo e soprattutto non voleva perdere l'occasione di passare del tempo con lui.
- Ormai che ci siamo, colgo la sfida, non sono ancora stata lì dentro e sono molto curiosa di vedere cosa nasconde quella porta.
- Prego allora, ecco qui la chiave - rispose Flavio porgendogliene una lunga e consumata direttamente dal suo mazzo.
Lei la prese sfiorando di proposito le dita di Flavio, la inserì nella toppa, la girò e la porta si aprì senza resistenza. Guardò l'interno della stanza per un momento e poi si rivolse al suo bel vicino - Sembra che questa porta non abbia nulla che non va, ma ormai che è aperta... - Indietreggiò all'interno della stanza facendo cenno al ragazzo di seguirla. - Vediamo un po' che cosa c'è qui dentro?
Flavio, che aveva solo sperato di trovarsi in quella situazione e che ora doveva giocarsi al meglio l'opportunità, la seguì assicurandosi di chiudere la porta dietro di sé - È un ambiente ristretto, con la porta chiusa si sta più comodi - disse giustificando il suo gesto.
- Sono d'accordo e poi non vorrei mai che qualcuno ci vedesse e pensasse che ci stiamo appartando - replicò lei con una risatina maliziosa.
- No infatti, sai poi che casino alla riunione di condominio? - aggiunse Flavio ridendo.
- Spero però che per te, Flavio, stare qui dentro con me non sia un problema.
- Più che un problema, azzarderei dire che è un vero piacere - disse lui guardando Milva con i suoi occhi color del mare.
Interpretando le intenzioni del ragazzo come molto vicine alle sue, Milva gli si avvicinò lentamente, lo spinse con delicata fermezza con le spalle al muro, gli appoggiò una mano sulla guancia e una su un fianco e, in quella stanzetta illuminata solo dalla luce che filtrava da una finestrella, iniziò a baciarlo.
Inizialmente i baci erano delicati, di quelli fatti a fior di labbra e in punta di lingua in cui si assaggia il sapore dell'altro, se ne sente l'odore, il profumo, l'effetto. Ma poi, valutata la piena e positiva reazione della bocca di Flavio, divennero sempre più entusiasti, caldi e profondi. Le loro lingue si intrecciavano in un movimento sicuro e appassionato. Era la prima volta che si baciavano, ma entrambi sembravano conoscere le labbra dell'altro da una vita. Milva, tenendo una mano sulla nuca di Flavio, iniziò a spostare le sue dalla bocca al collo del ragazzo leccandolo delicatamente e distribuendo piccoli baci fin sotto l'orecchio provocandogli continui brividi.
- Interessante questo locale caldaie - sussurrò lei - devo dire che è sorprendentemente stimolante!
- Dipende dalla compagnia, di solito è molto più noioso.. - rispose lui tutto d'un fiato mentre lei era passata a mordicchiargli il lobo di un orecchio - E tu sei un tipo di compagnia molto affascinante, direi unica.
Mentre con una mano dietro il collo lo guidava verso i suoi baci, con l'altra gli accarezzava il petto, il fianco, la schiena sbottonandogli e sfilandogli con risoluta dolcezza la camicia di dosso.
Una volta che Flavio fu a petto nudo Milva si allontanò un poco per godersi finalmente il suo aspetto prestante da vicino e, soddisfatta della visione ricominciò ad solleticarlo, toccarlo, misurarlo, come nelle sue fantasie, con le dita, le labbra e la lingua.
- Ti hanno mai detto che sei davvero bellissimo? - chiese emozionata - Posso continuare a mostrarti quanto mi piaci?
Flavio, dal canto suo, era avvolto dal piacere, si sentiva coccolato ed eccitato dalla situazione e dalle cure di Milva e in risposta fu lui a slacciarsi la cintura e a sbottonarsi i jeans per decomprimere il suo desiderio sempre più imperioso - Direi proprio di sì, non chiedo di meglio - rispose accaldato.
Milva vide il suo gesto come un invito, gli lanciò un'occhiata maliziosa e riprese a baciarlo, ma ora anche con il palmo della sua mano aderente all'erezione che si manifestava felice nei boxer.
Lui, che nel frattempo le aveva sollevato la gonna e messo le mani sulle natiche sode e piene, la teneva a sé così e si godeva la contrapposizione di quella bocca calda e morbida piena di ardore e quel massaggio deciso e un po' ruvido che lei gli stava offrendo.
- Mmmm - disse ad un certo punto - che meraviglia, sei davvero una piacevole sorpresa.
- E non hai visto ancora niente - rispose lei inginocchiandosi e liberandogli definitivamente l'erezione abbassando la biancheria con decisione.
Inginocchiata davanti a lui Milva guardava in viso il ragazzo con sguardo eccitato e malizioso, ma che allo stesso tempo chiedeva il permesso di passare ad una nuova fase più intima. Non avrebbe mai immaginato che sarebbe finita a pomiciare col suo bel vicino avendo addirittura il suo inguine a pochi centimetri dalla bocca, voleva davvero godersi la situazione, ma non voleva esagerare. Quindi guardandolo negli occhi ormai scuri dal piacere, si assicurò di avere carta bianca - Posso?...
- Puoi?? Devi! - rispose lui quasi sorpreso dalla domanda - Puoi approfittare di me come meglio credi, non chiedo di meglio!
Milva, che già era su di giri per quella situazione, in risposta a quelle parole si eccitò ancora di più sentendosi ancora più bagnata e bisognosa di dare libero sfogo al suo desiderio. Prese allora tra le mani il membro già duro del ragazzo e, dopo un breve massaggio, se lo condusse tra le labbra iniziando ad assaporarlo come fosse un dolce prelibato.
Mentre con una mano sul gluteo tirava il ragazzo verso di sé con l'altra ne guidava il cazzo nella sua bocca, dentro e fuori, passandoci sopra la lingua quando usciva e succhiandolo appena dopo.
- Hey, così mi sciolgo! - disse il ragazzo sorpreso e allo stesso tempo eccitatissimo da tanta intraprendenza. - Spero di non essere stata troppo precipitosa, ma scioglierti in verità è proprio il mio obiettivo... - ridacchiò in risposta Milva riprendendo ciò che stava facendo.
- Assolutamente no, è tipo un sogno che si avvera! - le rispose poggiandole le mani sulla testa per accompagnarne i movimenti. Socchiudendo gli occhi decise di abbandonarsi alle attenzioni della ragazza, avrebbe tratto il massimo appagamento da quell'incontro.
Flavio si sentiva letteralmente rapito, Milva, con la sua bocca calda, lo stava portando verso un livello di estasi che non provava da tempo e se lo stava godendo tutto.
Schiudendo gli occhi, dalla sua posizione poteva osservare il suo cazzo sparire dentro di lei che con movimenti ritmici e famelici affondava le labbra rosee su di lui, la guardava assaporarlo e succhiarlo, passarci sopra la lingua, gustarlo e la visione era talmente ipnotica ed eccitante che quasi non si accorse che le dita della ragazza si stavano facendo strada tra le sue natiche.
Nel momento in cui realizzò quelle che erano le intenzioni di Milva e cosa sarebbe potuto succedere di lì a poco, Flavio ebbe quasi un orgasmo. Era un tocco che aveva sperimentato raramente, ma che sapeva essere grandioso.
Nell'intento di riprendersi da quell'immagine e far rientrare i suoi ormoni per un momento in un sospiro le disse: - Sei davvero fantastica.
Lei, dal canto suo, era totalmente immersa nel desiderio di dargli piacere e non si fermò per rispondere, anzi, prese quelle parole come un via libera.
Così raccolse sulle dita un po' di saliva che dalla sua bocca colava sul bellissimo cazzo che stava succhiando e iniziò a massaggiargli il pertugio posteriore, con gli occhi chiusi e la fica che le pulsava.
Lui, che in una situazione simile avrebbe raggiunto l'orgasmo affondandole la virilità fino in fondo alla gola, aveva deciso che oggi si sarebbe lasciato guidare e trasportare verso il piacere. E fu proprio quando lei gli affondò due dita dentro che ebbe conferma che la sua era stata la scelta migliore.
Da una parte Milva lo accoglieva e dall'altra lo penetrava, ritmicamente, profondamente, quel locale caldaie non era mai stato così caldo e Flavio si sentiva se non l'uomo più fortunato del mondo sicuramente il più eccitato.
La stanza era invasa dalla penombra, la temperatura percepita in aumento, i loro corpi accaldati e sudati. Nell'aria ansiti e sospiri, parole non dette di piacere inaspettato. Milva in ginocchio con la gonna che a malapena le copriva il culo padroneggiava la scena usando il ragazzo per la propria e la sua delizia. Flavio faticosamente in piedi, mezzo nudo, oggetto di attenzioni degne di un sogno erotico, teneva la testa indietro e gli occhi chiusi ormai abbandonato al piacere.
Perso nel godimento, incapace di articolare un singolo pensiero e fluttuando nel calore del suo ventre, quando Milva gli toccò con le dita quel punto sensibile si abbandonò all'orgasmo. Fu così potente che si sentì quasi mancare, travolto da un'esplosione di goduria fisica e mentale Flavio gemette rumorosamente riversando tutta la sua liquida spesa nella gola di Milva che lo teneva ancora saldamente a sé.
Mentre ancora il suo corpo e soprattutto il suo cazzo erano attraversati dalle ultime scosse di piacere la ragazza aveva portato le mani sui suoi fianchi ed era da lì che accarezzandolo lo cullava dolcemente assaporando l'effetto delle sue cure.
- Porca miseria!! - disse il ragazzo trafelato - Che viaggio fantastico! Vieni qui, lasciati baciare, meravigliosa creatura - aggiunse tirando la ragazza in piedi.
I loro baci erano ardenti, profondi, voraci e Flavio poteva percepire, oltre il proprio sapore sulla lingua, l'eccitazione di lei che trapelava dai suoi movimenti, dalla sua pelle, dalla sua essenza. Fu lui questa volta a spingerla contro la parete di fronte e, senza smettere di baciarla, iniziare a spogliarla slacciandole la camicetta per poi abbassarle il reggiseno con le dita quel tanto per liberarle e accarezzarle i capezzoli turgidi. A quel tocco così desiderato ed eccitante lei rispose sollevando una gamba e avvinghiando il ragazzo a sé mentre lui già era passato a baciarle il collo e la spalla diretto ai prominenti seni.
Non si trovavano sicuramente nella posizione più comoda ma la cosa non aveva impedito a quei due di avvinghiarsi come se avessero i tentacoli. Mentre lei lo premeva a sé Flavio aveva le raggiunto i capezzoli che leccava e succhiava rapidamente rendendoli turgidi ed eccitati. Ora che era lei l'oggetto delle attenzioni del ragazzo, Milva se le stava godendo tutte e fu proprio quando aumentò la pressione della gamba verso di sé che Flavio, con una mano, le spostò gli slip. - Oh sii - sospirò lei pregustando quello che sarebbe successo di lì a poco - Adoro certi tocchi...
- E io adoro trovarti così bagnata - replicò lui affondando due dita dentro di lei. - Fantastico! - fu la sua reazione prima di lasciarsi andare ai gemiti di piacere provocati dal ritmo penetrante e piacevole della stimolazione che le veniva offerta.
La fica di Milva era gonfia e bagnata e le dita del ragazzo scivolavano benvenute al suo interno finché, conscio che lei stesse per venire e deciso a restituirle le attenzioni ricevute in precedenza, Flavio non si inginocchiò portandosi il tallone di Milva sulla spalla e affondando la faccia tra le sue cosce. Mentre la sua lingua si muoveva sicura dentro e fuori a quel fiore rosa, ne assaporava il gusto intenso e inebriante che dal naso e la bocca scorreva direttamente al suo cazzo ormai tornato alla massima erezione. E fu quando iniziò a succhiarle il clitoride che lei gli mise le mani sulla testa e cominciò ad ansimare forte tremando raggiungendo, di lì a poco, un orgasmo che la fece gridare e che riempì del suo piacere la bocca di lui.
Rimasero in quella posizione per qualche istante, giusto il tempo perché Milva si riprendesse dalle ultime scosse di piacere - È stato meraviglioso... - aggiunse raggiante una volta diradata la mente guardando dolcemente il ragazzo ancora a terra - Ora però, ti va di scoparmi? - aggiunse sognante.
Il ragazzo, felice e allo stesso tempo incredulo riguardo tutta quella situazione, non si fece pregare e le rispose dandole dei baci leggeri nell'interno coscia e guardandola serio - Ne sarei onorato, mia cara. Ti tolgo questi però - disse afferrando e abbassandole gli slip fino a sfilarglieli definitivamente dalle caviglie.
Si alzò, le prese il viso tra le mani e iniziò a baciarla con trasporto unendo insieme alle lingue anche il sapore degli umori di lei e quello di lui che ancora persisteva da prima.
Uniti in quel bacio, soli in quello stanzino, i loro corpi un tutt'uno, il resto del mondo non contava, erano solo loro due.
Milva, che aveva le scapole appoggiate al muro, lo cinse con una gamba e con mano aperta su una chiappa perfetta lo portò più vicino a sé facendo aderire quella splendida erezione proprio contro il suo monte di Venere.
Flavio, aperto all'invito e senza staccare la bocca dalla sua, si prese il suo tempo godendosi quel contatto per poi sollevarla dai glutei e, nel modo più fluido e naturale possibile, penetrarle quella fica calda e bagnata che tanto lo aspettava e desiderava.
Nonostante fosse la prima volta che facevano sesso avevano una grandissima sintonia, si muovevano l'uno contro l'altra in modo perfetto dapprima lentamente e poi in modo più veloce e deciso portando entrambi ad un livello di conscio e tangibile piacere. Lui entrava in lei con decisione per poi uscire quasi completamente alternando movimenti più lenti a più veloci mentre lei si godeva con la fica tutta la misura di quel cazzo bellissimo estasiata ed accitata dal pensiero di averlo assaporato fino a poco prima.
Per quanto fino al quel momento avessero inconsciamente cercato di non fare troppo rumore per evitare di essere scoperti, ora la cosa non aveva più importanza e i loro gemiti di piacere riempivano la stanza e accompagnavano il loro amplesso clandestino senza sosta.
- Ti piace? Era così che volevi essere scopata? - chiese lui arrossato e madido di sudore.
- Meravigliosamente così, sei un cazzo di artista! Mi stai facendo venire un'altra volta! - rispose lei tra un ansito e l'altro. - Allora siamo in due... - aggiunse Flavio dando gli ultimi colpi forti e profondi ed esplodendo il suo orgasmo proprio mentre lei urlava e gli stringeva il cazzo per gli effetti del suo.
Rimasero lì abbracciati e accaldati, ansimando soddisfatti immersi nel torpore di pace e piacere per qualche istante prima di scambiarsi un ultimo bacio e staccarsi.
- Gran bel locale caldaie, questo! - disse Milva mentre si ricomponeva gli abiti - questo palazzo ha anche un solaio vero?
- Ahahah - rise Flavio - se non c'è lo facciamo costruire! - rispose strizzandole un occhio.
- Cosa dici se iniziamo col bere un caffè nel mio appartamento? - la invitò indicandole la porta e porgendole un gomito per accompagnarla.
- Direi che sarebbe meraviglioso - sorrise cingendogli il braccio che le veniva offerto - Inoltre posso sempre aiutarti con la serratura... - aggiunse ridendo.
Fine.
Il locale caldaie
• Parte 8
Il ragazzo, felice e allo stesso tempo incredulo riguardo tutta quella situazione, non si fece pregare e le rispose dandole dei baci leggeri nell'interno coscia e guardandola serio - Ne sarei onorato, mia cara. Ti tolgo questi però - disse afferrando e abbassandole gli slip fino a sfilarglieli definitivamente dalle caviglie.
Si alzò, le prese il viso tra le mani e iniziò a baciarla con trasporto unendo insieme alle lingue anche il sapore degli umori di lei e quello di lui che ancora persisteva da prima.
Uniti in quel bacio, soli in quello stanzino, i loro corpi un tutt'uno, il resto del mondo non contava, erano solo loro due.
Milva, che aveva le scapole appoggiate al muro, lo cinse con una gamba e con mano aperta su una chiappa perfetta lo portò più vicino a sé facendo aderire quella splendida erezione proprio contro il suo monte di Venere.
Flavio, aperto all'invito e senza staccare la bocca dalla sua, si prese il suo tempo godendosi quel contatto per poi sollevarla dai glutei e, nel modo più fluido e naturale possibile, penetrarle quella fica calda e bagnata che tanto lo aspettava e desiderava.
Nonostante fosse la prima volta che facevano sesso avevano una grandissima sintonia, si muovevano l'uno contro l'altra in modo perfetto dapprima lentamente e poi in modo più veloce e deciso portando entrambi ad un livello di conscio e tangibile piacere. Lui entrava in lei con decisione per poi uscire quasi completamente alternando movimenti più lenti a più veloci mentre lei si godeva con la fica tutta la misura di quel cazzo bellissimo estasiata ed accitata dal pensiero di averlo assaporato fino a poco prima.
Per quanto fino al quel momento avessero inconsciamente cercato di non fare troppo rumore per evitare di essere scoperti, ora la cosa non aveva più importanza e i loro gemiti di piacere riempivano la stanza e accompagnavano il loro amplesso clandestino senza sosta.
- Ti piace? Era così che volevi essere scopata? - chiese lui arrossato e madido di sudore.
- Meravigliosamente così, sei un cazzo di artista! Mi stai facendo venire un'altra volta! - rispose lei tra un ansito e l'altro. - Allora siamo in due... - aggiunse Flavio dando gli ultimi colpi forti e profondi ed esplodendo il suo orgasmo proprio mentre lei urlava e gli stringeva il cazzo per gli effetti del suo.
Rimasero lì abbracciati e accaldati, ansimando soddisfatti immersi nel torpore di pace e piacere per qualche istante prima di scambiarsi un ultimo bacio e staccarsi.
- Gran bel locale caldaie, questo! - disse Milva mentre si ricomponeva gli abiti - questo palazzo ha anche un solaio vero?
- Ahahah - rise Flavio - se non c'è lo facciamo costruire! - rispose strizzandole un occhio.
- Cosa dici se iniziamo col bere un caffè nel mio appartamento? - la invitò indicandole la porta e porgendole un gomito per accompagnarla.
- Direi che sarebbe meraviglioso - sorrise cingendogli il braccio che le veniva offerto - Inoltre posso sempre aiutarti con la serratura... - aggiunse ridendo.
Fine.
Qualcuno si è complimentato con me dicendo che con le mie parole gli faccio 'bagnare' la mente... credo sia uno dei commenti più onesti e appaganti che abbia ricevuto, GRAZIE 💜💜

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Il locale caldaie
• Parte 7
Non si trovavano sicuramente nella posizione più comoda ma la cosa non aveva impedito a quei due di avvinghiarsi come se avessero i tentacoli. Mentre lei lo premeva a sé Flavio aveva le raggiunto i capezzoli che leccava e succhiava rapidamente rendendoli turgidi ed eccitati. Ora che era lei l'oggetto delle attenzioni del ragazzo, Milva se le stava godendo tutte e fu proprio quando aumentò la pressione della gamba verso di sé che Flavio, con una mano, le spostò gli slip. - Oh sii - sospirò lei pregustando quello che sarebbe successo di lì a poco - Adoro certi tocchi... -
- E io adoro trovarti così bagnata - replicò lui affondando due dita dentro di lei. - Fantastico! - fu la sua reazione prima di lasciarsi andare ai gemiti di piacere provocati dal ritmo penetrante e piacevole della stimolazione che le veniva offerta.
La fica di Milva era gonfia e bagnata e le dita del ragazzo scivolavano benvenute al suo interno finché, conscio che lei stesse per venire e deciso a restituirle le attenzioni ricevute in precedenza, Flavio non si inginocchiò portandosi il tallone di Milva sulla spalla e affondando la faccia tra le sue cosce. Mentre la sua lingua si muoveva sicura dentro e fuori a quel fiore rosa, ne assaporava il gusto intenso e inebriante che dal naso e la bocca scorreva direttamente al suo cazzo ormai tornato alla massima erezione. E fu quando iniziò a succhiarle il clitoride che lei gli mise le mani sulla testa e cominciò ad ansimare forte tremando raggiungendo, di lì a poco, un orgasmo che la fece gridare e che riempì del suo piacere la bocca di lui.
Rimasero in quella posizione per qualche istante, giusto il tempo perché Milva si riprendesse dalle ultime scosse di piacere - È stato meraviglioso... - aggiunse raggiante una volta diradata la mente guardando dolcemente il ragazzo ancora a terra - Ora però, ti va di scoparmi? - aggiunse sognante.
Continua...
La Professoressa
— Parte sesta
Marisa si sentiva la fica grondare. Lo respinse e con voce roca gli disse “La gonna. Non me la togli?” Antonio si inginocchiò, lei gli mostrò la zip sul fianco da abbassare e poi assecondò i suoi movimenti per sfilargliela. Quando cadde per terra, Marisa rimase davanti al giovane, in piedi a gambe divaricate, dominandolo nello splendore del suo corpo maturo di cinquant’enne arrapata, vestita solo di un paio di calze nere tenute dal reggicalze di pizzo che le cingeva la vita. Formosa, dai fianchi larghi, e un rombo di peluria sulla fica. Antonio si era rialzato e la guardava con il respiro mozzato.
Marisa fece un passo avanti e con il piede ancora calzato della scarpa con il tacco bloccò i pantaloni. “Perché non te li levi del tutto?” Antonio, mentre lei li teneva fermi, sfilò dai pantaloni arrotolati prima una gamba poi l’altra. Con una lieve spinta Marisa lo mandò nuovamente a sedere sul letto. Poi alzò la gamba e posò il piede sulla sponda, piazzandolo tra le gambe nude di Antonio, la punta della scarpa appena sotto i suoi testicoli. Delicatamente gli accarezzò i testicoli, e lentamente sfiorò il suo inguine. La sua figa era adesso spalancata all’altezza degli occhi del giovane, le labbra rosse e dilatate. “Anche le mie gambe mi pare ti piacciono? Accarezzale.” Con una specie di grugnito d’assenso, Antonio cominciò a far scorrere le mani lungo il polpaccio, il ginocchio, poi allungò la mano verso la coscia carezzandone l’interno.
Marisa stava godendo ogni attimo dell’adorazione che Antonio riservava al suo corpo. Voleva sentirsi dire che era bella, che gli piaceva, che lui impazziva per lei. “Così mi trovi sexy, eh? Non ti vergogni: sono una anziana signora, una donna sposata…” Antonio si era chinato a sfiorare con le labbra il ginocchio velato dal nylon. “Lei è stupenda, professoressa. Farò tutto quel che lei mi chiederà” “Sì, adesso è venuto il momento che sia tu a fare qualcosa per me.”
Marisa si era accorta che la posa oscena che aveva assunto e le carezze alle sue gambe avevano fatto tornare in tiro il cazzo del suo bell’alunno. Era ora che la sua figa fosse soddisfatta.
Si abbandonò sul letto dicendogli “Vieni!” e attirandoselo addosso. Per quanto inesperto, Antonio l’aveva così grosso e duro e Lidia così umida che il pene di lui trovò da solo la strada. La penetrò rapidamente mentre si scatenava sui suoi capezzoli baciandoli e mordendoli. Marisa sentì emozioni che pensava di aver dimenticato quando il suo cazzo la riempì cominciando a stantuffare contro le pareti della vulva. Quando si staccò dal suo seno pe riprender fiato Marisa lo sentì mormorare “professoressa, oh, professoressa” e l’idea che lei stava iniziando al sesso un suo giovane alunno, un adolescente che fino al giorno prima era abituato a vederla severa e irraggiungibile, spiegare lezioni e dar brutti voti dalla cattedra, questa idea la faceva impazzire di piacere. Era pronta a godere ma purtroppo Antonio venne troppo presto, sborrandole dentro un nuovo abbondante getto di sperma caldo. Marisa non sentiva da parecchio un uomo godere dentro di lei in modo così completo. Ma non le bastava. La sua figa voleva di più.
Staccò da sé Antonio e lo rovesciò sulla schiena. Poi si mise a cavalcioni sul suo stomaco. Lo sguardo interrogativo di lui, ancora perso tra le nebbie dell’orgasmo, scatenò la sua libidine repressa. Avanzò su di lui strofinando le grandi labbra sulla sua pelle. Quando arrivò a stringerli il viso fra le cosce, si sollevò leggermente sulle sue ginocchia e poi si accovacciò con tutto il suo peso sulla faccia di lui. Le parole “giocattolo sessuale” rimbombavano nella sua mente. “Volevi baciare la terra che calpestavo? Volevi baciare le cose che toccavo? E’ il tuo momento: baciami la figa, fammi sentire che sono la tua professoressa preferita!”
Antonio aveva la bocca completamente sotto la fessura, il naso tra i peli, le orecchie tappate dalle cosce che lei stringeva, solo gli occhi erano liberi e con essi vedeva quella donna infoiata troneggiare su di lui. Quando la lingua di Antonio toccò timidamente le labbra della figa di Marisa, lei sentì una scarica elettrica su tutto il corpo. “Oh. sì” gemette e dilatò ancor di più l’apertura per permettere al ragazzo sotto di lei di penetrarla meglio. Non sapendo cosa fare, sentendosi soffocare, Antonio si mise a lappare furiosamente, infilando la lingua più dentro che potesse. Marisa, dominata dalla voglia, gli afferrò i capelli e cominciò a strofinarsi sul viso di lui, masturbandosi la clitoride contro le labbra della sua bocca. Venne, venne selvaggiamente, riempiendogli di umore la bocca e le narici.
Quando finalmente lo liberò lasciandosi cadere sul letto, lo vide con il viso tutto sporco dei suoi liquidi e un’espressione sconvolta. A Marisa scappò da ridere. Aveva usato quel ragazzo per il suo piacere. Aveva trovato davvero un bel …giocattolo. Raccolse la sua blusa da terra e gliela lanciò perché si pulisse.
Quando più tardi lo accompagnò alla porta lo baciò con passione. “Professoressa, io non so…” “Sssst” “Mi farà tornare qui da lei?” “Certo. Ci sarà bisogno di qualche lezione ma sei un allievo promettente.”
FINE
Regalino per questa settimana ehege
Il caldo ha raggiunto anche Tumblr 🤭🤭🤭