Realizzando di vivere
In una società
Dove la cornice
È diventata più importante
Del quadro
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Kiana Khansmith
AnasAbdin
we're not kids anymore.
he wasn't even looking at me and he found me
d e v o n
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
Lint Roller? I Barely Know Her

@theartofmadeline
Keni

❣ Chile in a Photography ❣
Alisa U Zemlji Chuda
wallacepolsom
ojovivo
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
Claire Keane
RMH
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@pugnirotti
Realizzando di vivere
In una società
Dove la cornice
È diventata più importante
Del quadro

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
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Die My Love (2025) dir. Lynne Ramsay
A once-in-a-lifetime shot — the moon perfectly framed by a rainbow. Caught at just the right time. 🌈 🌕
Realizzando di vivere
In una società
Dove la cornice
È diventata più importante
Del quadro

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Ricordati sempre di come
sono andati via.
Ricordati sempre,
ancor prima
di come è iniziata,
del modo in cui è finita.
Perché ad iniziare sono bravi tutti.
C'è l'entusiasmo, l'attrazione,
la scoperta, l'adrenalina scatenata dalla novità.
È facile essere brillanti e coinvolgenti.
Quasi che a volte scambi il tutto
per sensibilità e gentilezza.
Se non addirittura per amore.
Ma tu ricordati sempre,
se vuoi sapere chi hai amato,
di come sono andati via.
Di come ti hanno lasciato.
Perché nessuno è obbligato a restare.
Ma è da come se ne va,
non da come arriva,
che conosci davvero
chi ti era accanto.
Paola Delton
C'è chi non fa rumore, ma dentro ha un mondo intero che si muove.
Anime che sembrano tranquille, ma vivono ogni cosa con intensità.
Non cercano applausi, non vogliono riflettori, ma solo un po' di spazio per respirare.
Adattarsi, per loro, è un esercizio quotidiano.
Non perché manchi la forza, ma perché ogni dettaglio
viene assorbito come se fosse amplificato.
Una parola fuori posto, un'ingiustizia taciuta, una vibrazione stonata nel ritmo del giorno:
tutto lascia il segno.
Ci sono battaglie invisibili che non si raccontano.
Farsi spazio nel mondo, restando fedeli a sé stessi, può essere la sfida più grande.
Eppure, lo fanno.
Con grazia. Con fatica. Con cuore.
La sensibilità profonda non è fragilità:
è un altro modo di abitare la vita.
Angelo Roberto Giovannetti.
Mi sono sbagliata su molte cose e il momento in cui è successo è stato la mia salvezza.
I miei errori mi hanno salvata.
Ogni volta che ho commesso uno sbaglio di valutazione o un errore di fiducia, ho dato spazio al Distruttore di agire.
Freud lo chiamava Istinto di Morte.
Io lo chiamo il Distruttore.
Il Distruttore è uno degli archetipi più potenti, perché permette di cambiare: è la parte interna con cui mettiamo fine alle cose che non vanno più bene per noi.
Se non sai attivare il Distruttore in modo funzionale, succede che rimani a consumarti in una situazione che ti logora.
Il Distruttore esiste e se ne frega del pensiero positivo, de “la vita è bella”, dell’ “amore per sempre” e dell’ottimismo ad ogni costo.
Il Distruttore produce le guerre e tutti quegli eventi scellerati più o meno tragici causati dall’uomo di ogni tempo o storia.
Ma più in fondo, il Distruttore sta dentro ciascuno di noi, che ci piaccia o no.
Io ho un Distruttore dentro e ce l’hai anche tu.
Bisogna onorarlo e saperci fare con Lui.
Perché il Distruttore agisce e il suo lavoro è distruggere.
Se lavora bene, fa marcire il seme per permettere al germoglio di nascere, rompe i legami con i nostri genitori e con le persone che per un tempo ci fanno da guida, ma poi “anche basta”, quando è tempo di prendere il volo.
Il Distruttore è il garante della nostra possibilità di separarci, di diventare cioè emotivamente indipendenti.
Le separazioni del Distruttore, quando lo facciamo lavorare bene, non causano danni eccessivi: di solito si tratta di un dolore momentaneo finalizzato ad una trasformazione.
Se non lo usiamo bene, invece, il Distruttore può essere davvero dannoso, come d’altronde ogni cosa: pure l’amore diventa dannoso quando non è governato da un atteggiamento sano.
L’amore è insano quando diventa manipolazione, possesso, controllo.
Il Distruttore è insano quando agisce non per trasformare, ma per eliminare.
E non importa che lo faccia dentro di te o fuori.
Il risultato è un deserto in cui scarseggiano acqua e cibo e di deserto… si muore.
Lo puoi agire abusando di tv, sostanze, social, sport, cibo, pensieri negativi, emozioni come odio, invidia, rancore.
Lo puoi agire abusando delle relazioni, permettendo a qualcun altro di distruggerti o trasformandoti nel manipolatore di turno.
Insomma, non importa come lo fai.
Se non impari a governare questa parte così potente di te, finisce che a finire sei tu.
Se impari ad usarla, se impari a mettere distanza da te, a distinguere, a separare, allora inizierai a fiorire.
Io prendo sempre esempio da Cenerentola e Psiche, due che di separazioni e Distruttori se ne intendono: entrambe nelle loro storie superano la prova di dover separare mucchi enormi di lenticchie e semi per tipologia, una prova impossibile a prima vista, proprio come quando ci troviamo ingarbugliati in mezzo a mille pensieri e il cuore batte e ti chiedi se ce la farai da sola e compili liste infinite di buoni motivi per andartene, ma anche per restare.
Cenerentola e Psiche riescono a separare le lenticchie l’una e i semi l’altra e devono farlo prima, come la prima di altre prove, per poter arrivare a costruire il loro amore sano.
Se non impari a distinguere il vero dal falso, quello che è tuo da ciò che non lo è, le tue scelte da quelle altrui, i tuoi valori da quelli degli altri, non puoi maturare e costruire relazioni sane.
Ti auguro di separare i tuoi semi ogni giorno.
Di fare del Distruttore il tuo alleato.
Di sederti la paura accanto e andare verso gli altri senza tralasciare mai nessuna parte di te.
Meriti di restare intero, intera."
Manuela Toto
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“Tante volte….” 🖤
CHALLENGERS 2024, dir. Luca Guadagnino

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LASCIA CHE SI ROMPA
Lascia che le cose si rompano, smetti di sforzarti di tenerle incollate.
Lascia che le persone si arrabbino,
Lascia che ti critichino, la loro reazione non e’ un problema tuo.
Lascia che tutto crolli, e non ti preoccupare del dopo .
Dove andrò?
Che farò?
Nessuno si e’ mai perso per la via, nessuno e’ mai rimasto senza riparo.
Ció che e’ destinato ad andarsene se ne andrà comunque .
Ció che dovrà rimanere, rimarrà comunque.
Troppo sforzo, non e’ mai buon segno, troppo sforzo e’ segno di conflitto con l’ universo.
Relazioni
Lavori
Case
Amici e grandi amori
Consegna tutto alla terra e al cielo, annaffia quando puoi, prega e danza ma poi lascia che sbocci ciò che deve e che le foglie secche si stacchino da sole.
Quel che se ne va, lascia sempre spazio a qualcosa di nuovo: sono le leggi universali.
E non pensare mai che non ci sia più nulla di bello per te, solo che devi smettere di trattenere quel che va lasciato andare.
Solo quando il tuo viaggio sarà terminato, allora finiranno le possibilità, ma fino a quel momento, lascia che tutto crolli, lascia andare, let it be.
Dott.ssa Claudia Crispolti

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“A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari,
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore,
a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche
agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali,
ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.
In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene…
a tutti i teatranti.”
(Miguel de Ivan Cervantes, “Don Chisciotte”)
Urlalo quel «non ce la faccio più».
Gridalo al mondo «sono stanca».
Lasciale uscire quelle lacrime.
Libera il tuo malessere.
Accetta di essere rotta,
lascia che il dolore ti pervada
ogni singola cellula.
E poi ascoltati...
Dimmi che sapore hanno le tue lacrime?
Quanto male scaturisce
da tutto quel dolore provato?
Parlami dell'effetto che ti ha provocato
quel grido fatto al mondo.
Parlami dell'eco della tua sofferenza.
Di quanto ti ha scosso dentro
il tuo singhiozzare.
E poi ti prego parlami
di quando hai preso consapevolezza
del tuo essere forte, parlami di te
dopo le tue lacrime,
dopo la tua sofferenza.
Lorena Gatta