«Basta lo scintillio di un istante tra le fronde per accorgersi che la quiete non è un'assenza di movimento, ma il momento esatto in cui scopriamo di essere noi stessi la materia del tempo. La terra è nuda per farsi pura curvatura delle ore, dove ogni sasso e ogni stelo ricevono un senso dal nostro passo lento. Sotto la penombra dei rami, la mente dimentica la fretta quotidiana e impara la pazienza del ciclamino selvaggio e della coreopsis, piccole luci vegetali che celebrano il miracolo del poco. L'aria si riempie del profumo aspro dei prugnoli, delle mele selvatiche e del biancospino, un fiato odoroso che sale dalla terra per confondersi con la nostra pelle. Perdersi nella boscaglia significa ricevere la sera senza difese, guardando le cime scure dei lecci che l'ultimo sole colora di un oro regale, un attimo prima che il buio arrivi a sanare il giorno e a restituirci, limpidi, al grande silenzio» (Sosio Giordano)













