Vorrei riuscire a scrivere come facevo prima. Quando ero più piccolo, capitava che mi mettessi davanti alla tastiera del mio computer per comporre testi che, sebbene dal dubbio gusto, mi uscivan fuori con una facilità che adesso mi sembra inarrivabile. E’ il riuscire a buttar fuori le parole senza preoccuparmi del risultato, che mi manca; quella voglia di raccontare storie per il puro gusto di raccontarle. So bene che l'arte è ben altro, e la disperata ricerca di espressione ha ormai reso essa stessa impossibile. Quando scrivevo da ragazzino, scrivevo per me; scrivevo senza la preoccupazione del giudizio, senza la paura di aver riprodotto qualcosa di già esistente. Era facile perchè era una scrittura piatta, inespressiva, non ricercata e senza un fine preciso a parte quello di soddisfare il sottoscritto. Ma cosa dovrei fare, io, scrittore disperato? Io che dal mio lavoro ho pretese incolmabili, io che tento in ogni modo di vomitare i miei pensieri? Raccontare ormai mi è difficile, sia a voce che per iscritto; e questo mi fa star male.