Si fa presto a dire scena. (Palermo, 2008 - 2009)
Era circa il 2008 e a Palermo c’era qualcosa che somigliava ad una scena, formata da persone che si conoscevano (tra chi suonava e tra chi ascoltava). Gruppi validi, soprattutto, qualcosa che ben presto la nostra città avrebbe un po’ perso.
C’erano i nomi già più grossi,o comunque rodati, come i Waines (prima di fondare la 800 A ) e come i Famelika, che avrebbero presto cambiato formazione e nome in Dimartino, che attualmente hanno un discreto successo grazie ai primi album.
C'era il Pan del diavolo, prima che arrivasse La Tempesta (dischi).
Tra gli altri gruppi citerei i Venus in drops, che sfortunatamente hanno dato alla luce un solo Ep e che dal vivo erano una vera bomba. Il loro limite? Io ho un vero e proprio disamore nei confronti dei gruppi italiani che cantano in inglese, fatte pochissime e rarissime eccezioni. Probabilmente il limite è più mio che loro. Loro comunque erano una di quelle eccezioni.
Poi citerei i Paradisi Artificiali, band molto importante anche solo per due o tre ragioni, la prima è che era probabilmente la più interessante tra le band di questa fantomatica “scena”, la seconda e la terza sono i componenti del gruppo: Nicolò Carnesi (già con gli apocrifi), prima di intraprendere la , meno interessante ma più fortunata, carriera solista, e Francesco “Foggy” Pintaudi (già in forze agli Alisons) che di li a poco avrebbe formato, come progetto parallelo, gli Hank!. Da ricordare, nell’ultimo periodo di attività della band, l’ingresso del batterista/bassista Roberto Conigliaro (già nei Fograss e nei Venus in drops). Però devo dirlo, io spero sempre in una reunion dei Paradisi.
Come ultima band citerei la mia preferita, da sempre e di sempre, l’unico vero caso di gruppo italiano che canta in inglese…e sticazzi. I Fograss!!! Verderli dal vivo era galvanizzante, e le loro registrazioni le ho veramente consumate. Garage Punk diretto, scarno e, direi, sudato. Diciamo che quando mi chiedevano quali fossero i miei gruppi preferiti, rispondevo “The Beatles, Verdena, Fograss”. Mai più vista e/o sentita una band con la loro attitudine. Il miglior gruppo che si sia mai affacciato su Palermo. Senza dubbio.
Poche righe vorrei dedicarle anche a quella che è stata probabilmente la culla di quel periodo, 2008-2009, e di questa specie di scena palermitana di quella cosa che chiamerei rock e che ad un certo punto hanno cominciato a chiamare Indie, che cosa orrenda. Il Litania, locale piccolo, palco piccolo, non ti pagano (ma te lo dicono prima, non come quei gestori stronzi che dopo che hai suonato ti dicono “Ma c’era poca gente…”, “Hanno consumato poco” o “Hanno preso solo birre” e ti pagano meno o non ti pagano affatto), ma in cui mi sono sempre sentito a casa e che è stato un po’ il centro nevralgico di quella strana cosa che chiamo scena.