Ho passato, cara Joey, queste giornate in compagnia di Adam. Con Adam riesco a condividere tante cose affondate negli abissi del tempio sommerso tra le quali: le paure, i sogni e perfino il TUO VERO NOME.
Adam mi da' l'idea di essere davvero puro, privo di malizia e da lui mai mi aspetterei di essere accoltellato; forse e' proprio questa sensazione di fiducia reciproca che ci unisce e che ci fa essere cosi in sintonia.
Non immaginavo che ad Adam piacesse bere, quindi quando alla partenza dal Vecchio Mondo siamo riusciti a farci tre birre a testa e' stata una vera sorpresa per me.
Ieri, seduti in un locale, in questo luogo improbabile, abbiamo parlato di molte cose e lui mi ha confidato un sogno che ha fatto e che si e' scritto per non dimeticarlo e cosi' io l'ho ricambiato leggendogliene uno dei miei perche' questa pratica di scrivere i sogni e' una cosa che faccio spesso anche io. Cosi' abbiamo riso, riso, riso, riso, riso, riso, riso, riso, riso e ci siamo incuriositi dei sogni l'uno dell'altro.
Adam e' andato in bagno e io ho deciso di regalare ad un ragazzo povero tutti i soldi che avevo nel portafoglio, questo per festeggiare il compleanno che credevo fosse di mio padre ma che invece era quello "dell'uomo delle bolle di sapone".
Spesso nei miei sogni ripenso a quei giorni con il mio amico Adam Vento, giorni in cui attraversavamo territori desolati oltre il "non posto" solcando paesaggi desertici e lunari, attraversando strane sabbie ed inutili cavalcavia per raggiungere antiche costruzioni sbiadite nel candore brillante del cielo.














